A Bolzano, dopo il crollo parziale del Tribunale avvenuto giovedì 16 luglio, è partita una corsa contro il tempo per trovare sedi provvisorie e far ripartire la macchina della giustizia, mentre proseguono i rilievi tecnici e la rimozione delle macerie nell’edificio del capoluogo altoatesino. La priorità, spiegano dalla Provincia e dagli uffici giudiziari, è evitare uno stop prolungato alle attività, in un palazzo che ogni giorno ospita magistrati, cancellieri, avvocati e personale amministrativo.
Bolzano, la ricerca di una sede per riaprire il Tribunale
Il primo passaggio, adesso, è l’avviso pubblico pubblicato dalla Provincia autonoma. Martedì 21 luglio scade il termine fissato per raccogliere le manifestazioni di interesse relative a un immobile da prendere in locazione per sei anni, con una capienza compresa fra 150 e 200 postazioni di lavoro e requisiti adeguati sul piano funzionale, impiantistico e della sicurezza. “Martedì scade l’avviso pubblico che abbiamo pubblicato e solo a quel punto avremo una panoramica completa delle possibilità”, ha spiegato all’ANSA l’assessore provinciale alle opere pubbliche e patrimonio, Christian Bianchi. Il punto, in queste ore, è tutto qui: capire se sul mercato esista uno spazio già pronto, o almeno adattabile in tempi stretti.
Nel frattempo il lavoro va avanti su due binari. Da una parte ci sono gli interventi materiali dentro e attorno al palazzo di giustizia di Bolzano — la rimozione dei detriti, il recupero dei fascicoli e del materiale ritenuto urgente, i controlli tecnici — dall’altra si studiano soluzioni tampone per non bloccare del tutto udienze, cancellerie e attività ordinarie. Una possibilità, ancora da definire, riguarda l’organizzazione del lavoro e un eventuale ricorso più ampio allo smartworking. “Ci si aggiornerà settimana prossima”, ha commentato la presidente del Tribunale, Francesca Bortolotti, lasciando intendere che le decisioni operative arriveranno solo dopo un quadro più preciso degli spazi disponibili e delle condizioni dell’edificio.
La situazione, per ora, resta in evoluzione e le informazioni ufficiali arrivano con prudenza. Non sono stati diffusi dettagli ulteriori sui tempi necessari per il pieno ripristino della sede danneggiata, né sulla redistribuzione temporanea di tutte le funzioni giudiziarie; secondo le prime indicazioni, però, l’obiettivo è contenere al massimo i disagi per utenti e operatori. Nelle cancellerie, raccontano fonti locali, il clima è di attesa ma anche di pressione, perché ogni giorno di fermo pesa su procedimenti, notifiche e scadenze. Solo nei prossimi giorni — quando si chiuderà il bando e saranno completati altri accertamenti — si capirà se Bolzano potrà contare su una soluzione ponte rapida oppure se servirà una riorganizzazione più ampia della giustizia altoatesina.








