Cucina

Strauben, il dolce tirolese che conquista al primo morso

Strauben dorato a spirale con zucchero a velo e ciotolina di marmellata ai frutti di bosco su tavolo di legno
Uno Strauben caldo, spolverato di zucchero a velo e servito con marmellata di frutti di bosco, come da tradizione tirolese.

Gli Strauben, dolce della tradizione alpina diffuso tra Alto Adige e aree del Tirolo, si preparano in casa con farina 00, latte, uova, burro fuso, zucchero e grappa bianca e vengono fritti in olio di semi di arachidi, poi serviti caldi con zucchero a velo e marmellata di mirtilli: una ricetta semplice, ancora oggi molto presente nelle cucine di montagna e nelle feste di paese, dove conta il gesto più della forma perfetta. Il tratto che li rende riconoscibili è proprio il disegno nell’olio, quei cerchi concentrici tracciati con un imbuto o con una sac à poche, sottili e irregolari, quasi un merletto da mangiare.

Origine e caratteristiche degli Strauben

Gli Strauben appartengono alla famiglia dei dolci fritti tirolesi e, per consistenza e servizio, ricordano certe preparazioni di carnevale, anche se qui il profilo è diverso: l’impasto resta leggero, appena profumato dalla grappa, e la finitura con confettura di frutti di bosco aggiunge una nota acida che spezza il grasso della frittura. Nelle versioni più comuni si usano 200 grammi di farina, 250 millilitri di latte, 25 grammi di burro fuso, 30 grammi di zucchero, 2 uova, un pizzico di sale e 20 millilitri di grappa bianca; poi, al momento di servire, arrivano zucchero a velo e marmellata di mirtilli. È un dolce che non chiede precisioni da laboratorio, eppure qualche passaggio pesa: gli albumi montati a neve, incorporati solo dopo il riposo dell’impasto, danno aria e fanno la differenza. In tavola si presenta largo, dorato, fragile ai bordi. Si spezza con le dita, spesso ancora tiepido.

La ricetta: impasto, frittura e servizio

Per preparare gli Strauben si parte da una ciotola: dentro vanno latte, farina setacciata, burro fuso, tuorli e una presa di sale, mescolando fino a ottenere un composto liscio, senza grumi. A quel punto l’impasto deve riposare circa 30 minuti; solo allora si uniscono gli albumi montati con lo zucchero e, subito dopo, la grappa bianca, che resta sullo sfondo ma si sente. Intanto si scalda l’olio di semi di arachidi in una padella, con un livello di circa due centimetri. Il passaggio decisivo arriva qui: il composto va versato in un imbuto o in una sac à poche, facendolo cadere nell’olio ben caldo con un movimento circolare, dall’esterno verso l’interno, così da formare i classici anelli concentrici. Quando gli Strauben sono dorati, si sollevano con una schiumarola, si lasciano asciugare su carta assorbente e si completano con zucchero a velo. Vanno serviti caldi, con un cucchiaio di marmellata di mirtilli o di frutti di bosco accanto. Nessuna decorazione inutile: basta il profumo della frittura, e quel contrasto tra crosta sottile e interno morbido.

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