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Trentino-Alto Adige, boom di imprese under 35: la nuova spinta dei giovani imprenditori

Riunione istituzionale con cinque professionisti attorno a un tavolo, con mappa e documenti di trasporti in evidenza
Confronto tra rappresentanti locali su economia e infrastrutture, con dossier e mappa dei collegamenti sul tavolo.

A Trento, a Palazzo Roccabruna, la prima riunione del 2026 della Conferenza permanente delle Camere di commercio di Trento e Bolzano ha messo insieme, nella mattinata di oggi, quattro dossier che toccano da vicino il territorio: la crescita delle imprese giovanili, i nuovi strumenti di orientamento professionale, il ruolo dei corpi intermedi e la gestione della viabilità sull’asse del Brennero, tema tornato sensibile dopo i blocchi del 30 maggio.

Imprese giovanili, orientamento e nodo Brennero al centro del confronto tra Trento e Bolzano

Il dato che ha attirato più attenzione, almeno in apertura, riguarda le aziende guidate da under 35. Secondo il focus elaborato dall’Ufficio studi e ricerche della Camera di commercio di Trento, il quadro regionale si muove in controtendenza rispetto al dato nazionale: mentre in Italia le imprese giovanili segnano un calo del 22,1%, in Trentino-Alto Adige la curva resta positiva. In Trentino si registra una sostanziale tenuta, con un +0,7%, sostenuto soprattutto da agricoltura e servizi; in Alto Adige, invece, la crescita è più marcata e arriva al +27,6%, con un contributo rilevante anche del settore edile. Numeri diversi, certo, ma letti da entrambi i versanti come un segnale utile per capire dove si sta spostando l’iniziativa economica dei più giovani.

Nel corso dell’incontro è stato presentato anche il Talentcenter della Camera di commercio di Bolzano, progetto che nel 2025 ha coinvolto circa 3.000 studenti altoatesini. Il modello, già avviato e ora osservato con interesse anche fuori provincia, utilizza test scientifici e standardizzati per rilevare competenze cognitive e motorie, così da offrire ai ragazzi una bussola più precisa nella scelta del percorso di studio o di lavoro. Non il solito orientamento, insomma, fatto di incontri generici in aula: qui si punta a una lettura più concreta delle attitudini individuali, da tradurre poi in indicazioni operative.

Un altro passaggio, più politico nel senso largo del termine, ha riguardato il lavoro del CamLab di Trento. La riflessione proposta durante la riunione insiste su un punto: i corpi intermedi non possono più limitarsi a erogare servizi o a gestire pratiche. Dovrebbero, invece, diventare reti di condivisione, luoghi dove imprese, categorie e territori costruiscono anche visione, relazioni, perfino una cultura comune. È un cambio di funzione, prima ancora che di linguaggio, e non a caso se ne parla proprio mentre il tessuto economico locale prova a ridefinire i propri riferimenti.

Poi il capitolo più delicato, quello del Brennero. La Camera di commercio di Bolzano ha portato sul tavolo i dati sui transiti nei primi mesi del 2026, collegandoli alle criticità emerse dopo i recenti stop alla circolazione e a questioni che restano aperte: la concessione dell’A22, lo shift modale verso la ferrovia e i ritardi sul Tunnel di base del Brennero, in particolare sul versante tedesco e austriaco. Un tema tecnico, ma con ricadute immediate su logistica, trasporto merci e mobilità quotidiana. “Questi incontri permettono di condividere buone pratiche e individuare istanze comuni da presentare congiuntamente in sede politica”, hanno spiegato i presidenti Andrea De Zordo e Michl Ebner. Il punto, alla fine, è tutto qui: tenere insieme interessi diversi e provare a farli pesare di più, solo allora, nei tavoli che contano.

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