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Pd Trentino accusa: mancano dati aggiornati su suicidi, mortalità, Rsa, screening e ricoveri

Funzionari in riunione attorno a un tavolo con grafici e documenti, una mano indica un foglio di dati
Riunione istituzionale con grafici e report sul tavolo, simbolo delle difficoltà nel programmare la sanità senza dati aggiornati.

Con una interrogazione in Consiglio provinciale, presentata nei giorni scorsi a Trento dopo la delibera di luglio della Giunta, i consiglieri del Pd Francesca Parolari e Paolo Zanella accusano l’esecutivo di aver ristretto il ruolo dell’Osservatorio epidemiologico alla sola sanità, lasciando nel frattempo senza aggiornamenti dati considerati centrali per leggere lo stato di salute della popolazione, dai suicidi alla mortalità generale, fino a Rsa, screening, ricoveri ospedalieri e pronto soccorso. Il punto, spiegano, è politico prima ancora che tecnico: senza numeri recenti e pubblici, sostengono, si finisce per programmare al buio.

Pd Trento, i rilievi sull’Osservatorio epidemiologico e i dati mancanti

Secondo Parolari e Zanella, “più si moltiplicano gli uffici dedicati all’epidemiologia, più la conoscenza dello stato di salute dei cittadini va al buio”. Una frase netta, affidata a un atto ispettivo che punta il dito contro quella che i due consiglieri definiscono una progressiva riduzione dell’analisi epidemiologica a un “bancomat burocratico”. In altre parole, strutture e passaggi amministrativi aumentano, eppure i report che dovrebbero orientare le scelte pubbliche non arrivano, o arrivano in ritardo.

Nel testo dell’interrogazione, i consiglieri dem elencano una serie di ambiti in cui i dati risulterebbero mancanti o non aggiornati: la mortalità generale, i ricoveri ospedalieri, gli accessi al pronto soccorso, ma anche la condizione sanitaria e assistenziale nelle Rsa. Ci sono poi, aggiungono, i numeri su suicidi e disagio psichico, temi sensibili da anni, oltre al Registro tumori, al Registro artroprotesi e agli screening ortottici e neonatali. Solo allora, osservano, si capisce la portata della contestazione: non un singolo ritardo, ma un vuoto che riguarda settori diversi e molto concreti.

La critica investe anche l’attività dell’Azienda sanitaria universitaria integrata trentina (Asuit), che – secondo i due esponenti del Pd – oggi si limiterebbe a tre report settoriali materno-infantili e a “qualche slide” destinata a tavoli nazionali. Un patrimonio informativo ridotto, dicono, rispetto a quello che servirebbe per valutare davvero gli esiti delle cure sul territorio. Eppure è proprio lì, nella lettura locale dei dati, che si decide se un servizio funziona, se un accesso in ospedale cresce, se una fragilità resta invisibile.

Per ora dalla Giunta provinciale non risultano repliche formali al contenuto dell’interrogazione. Resta però il nodo sollevato dall’opposizione: senza una base epidemiologica aggiornata e accessibile, la programmazione sanitaria rischia di muoversi per stime, intuizioni, correzioni successive. E in quel momento, fanno notare i consiglieri, il problema non riguarda solo gli addetti ai lavori, ma direttamente i cittadini, i servizi e le scelte sulle risorse pubbliche.

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