Cucina

Stufato d’agnello, il comfort food ricco di sapore che conquista tutti

Casseruola rustica con stufato d’agnello fumante, patate e erbe aromatiche su tavolo di legno
Stufato d’agnello fumante in casseruola, con patate e aromi, in una scena di cucina casalinga e conviviale.

Lo stufato d’agnello, piatto della tradizione italiana preparato con carne d’agnello, patate, cipolle e un fondo di brodo, torna sulle tavole soprattutto nei mesi più freschi e nei pranzi di famiglia, quando si cerca una ricetta lenta, concreta, che profumi di rosmarino, alloro e vino rosso. È una preparazione domestica, senza effetti speciali: casseruola pesante, fuoco basso, un’ora e mezza abbondante di cottura. Eppure proprio lì sta il punto, nella pazienza. La carne cuoce piano, le patate assorbono il sugo, il profumo cambia stanza dopo stanza.

Ingredienti e caratteristiche dello stufato d’agnello

Per preparare uno stufato d’agnello per quattro persone servono 750 grammi di agnello, 300 grammi di patate, 2 cipolle, 1 spicchio d’aglio (nel procedimento compaiono anche due spicchi, dettaglio che può variare secondo il gusto), mezzo litro di brodo di carne, mezzo bicchiere di vino rosso, 1 cucchiaino di concentrato di pomodoro, un pizzico di paprica forte, poi alloro, rosmarino, salvia, timo, olio extravergine d’oliva, sale e pepe. Il risultato è quello di un secondo piatto pieno, con una base rustica ma ordinata: la cipolla addolcisce, la paprica muove appena il sapore, mentre gli aromi tengono insieme tutto senza coprire la carne. Non ci sono indicazioni attendibili sulle calorie per porzione — la scheda disponibile riporta zero, dato evidentemente non utile sul piano nutrizionale — ma la ricetta, firmata da Carmelo Scuderi e indicata come di nazionalità italiana, resta una preparazione classica, adatta anche a essere servita come piatto unico con pane casereccio.

Preparazione, tempi di cottura e consigli per servirlo

La preparazione dello stufato d’agnello parte da una rosolatura netta: i pezzi di agnello, tagliati grandi e già conditi con sale e pepe, vanno messi in casseruola con 4 cucchiai di olio extravergine d’oliva ben caldo. Solo allora si aggiungono le cipolle affettate e l’aglio, lasciando che prendano colore senza bruciare; quindi si versa il vino rosso, che deve sfumare piano. Il passaggio successivo è semplice ma decisivo: concentrato di pomodoro, paprica, alloro, rosmarino, salvia, timo e infine il brodo di carne. Si copre e si lascia andare a fuoco basso per un’ora, senza fretta. Le patate a cubetti entrano dopo, per gli ultimi 30 minuti, così restano integre e allo stesso tempo si legano al fondo di cottura. Va servito caldo, questo sì, magari in un piatto fondo, con il sugo raccolto bene sul fondo. Se la salsa appare troppo larga, basta far restringere ancora qualche minuto a coperchio aperto; se invece la carne tende ad asciugarsi, un mestolo di brodo rimette tutto in equilibrio. Una cucina di casa, in fondo, funziona così.

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