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Sequestro choc in Germania: 34 fucili storici tolti agli Schützen tirolesi

Polizia tedesca controlla il vano bagagli di un pullman con fucili storici, mentre Schützen in abiti tradizionali attendono
Controllo su un autobus in area alpina: agenti tedeschi verificano fucili storici trasportati da Schützen tirolesi.

In Baviera, durante un controllo di routine su un autobus turistico con a bordo 50 Schützen tirolesi di ritorno da Salisburgo, la polizia tedesca ha sequestrato 34 fucili storici perché i proprietari non sono riusciti a mostrare le necessarie licenze di esportazione e trasporto: è accaduto nei giorni scorsi, al rientro dalle celebrazioni per il 35° anniversario dell’ordinazione dell’arcivescovo Franz Lackner, e per i tiratori coinvolti è scattato un procedimento penale per violazione della normativa tedesca sulle armi.

Sequestro dei fucili e nodo Schützen al confine

Sul pullman viaggiavano appartenenti alle compagnie di Pillersee, Waidring e Fieberbrunn, tre realtà note del Tirolo austriaco. Secondo quanto ricostruito dalle autorità bavaresi, gli agenti hanno trovato i 34 fucili durante la verifica del mezzo e, non avendo ricevuto i documenti richiesti, hanno disposto la confisca delle armi e chiesto il versamento di 6.800 euro complessivi come depositi cauzionali. Una misura amministrativa, nell’immediato. Ma non solo: per i 34 proprietari delle armi è stato avviato anche un fascicolo penale.

L’episodio, avvenuto lungo una tratta che per queste compagnie è abituale, riporta al centro una questione che si trascina da anni: la circolazione transfrontaliera delle armi storiche usate dagli Schützen, i tradizionali “cappelli piumati” del mondo tirolese. Il punto, in sostanza, è questo: quelle armi sono considerate parte dell’uniforme e dell’identità culturale del gruppo, eppure il loro passaggio oltre confine resta sottoposto a regole diverse da Paese a Paese. Al Brennero, soprattutto verso l’Italia, il tema è da tempo oggetto di attrito. E ogni controllo, come in questo caso, finisce per riaprire la discussione.

A Vienna la vicenda è già arrivata in sede politica. Di recente, nella Commissione affari esteri del Parlamento austriaco, il deputato della Fpö Christofer Ranzmaier ha presentato una mozione per chiedere al governo di trattare con Roma regole più chiare e stabili. Diversa, invece, la situazione in Alto Adige: dal 2000 gli Schützen altoatesini possono sfilare con armi storiche, ma a una condizione precisa, cioè che siano permanentemente modificate e abilitate soltanto al tiro a salve. È il modello su cui, da circa quattro anni, si confrontano i governi di Austria e Italia nel tentativo di estendere una disciplina simile all’intero Tirolo storico, che comprende Innsbruck, Bolzano e il Trentino.

Il comandante degli Schützen tirolesi, Thomas Saurer, ha ribadito nei mesi scorsi che sciabole e fucili rappresentano “un segno distintivo essenziale” delle compagnie storiche e ha chiesto una soluzione rapida per proteggere quello che definisce un patrimonio culturale comune. La linea delle autorità tedesche, però, resta legata al rispetto formale delle norme su trasporto ed esportazione di armi. Ed è qui che si gioca tutta la partita: tra identità, tradizione e sicurezza, il confine resta molto concreto. Anche quando si attraversa su un autobus, di ritorno da una cerimonia religiosa.

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