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Merano, dopo la colata detritica continuano gli sgomberi tra disagi e urgenza

Vigili del fuoco e tecnici al lavoro su una strada fangosa, con escavatore tra detriti e case in valle alpina
Squadre di soccorso e operai rimuovono fango e massi da una strada di montagna, mentre proseguono gli sgomberi dopo la colata detritica.

Nel Meranese, a pochi giorni dalla colata detritica che ha investito il territorio, vigili del fuoco, Protezione civile e tecnici provinciali stanno proseguendo senza interruzioni le operazioni di sgombero, messa in sicurezza e ripristino nelle aree più colpite, con un primo segnale incoraggiante sul fronte degli sfollati: la maggior parte delle 69 persone allontanate in via precauzionale è già rientrata nelle proprie case, mentre restano sotto osservazione alcuni edifici danneggiati in modo più serio.

Meranese, avanti i lavori dopo la colata detritica

Le squadre sono al lavoro soprattutto nelle zone residenziali e nelle aziende agricole raggiunte da fango, sassi e materiale trascinato a valle nei giorni scorsi. Accanto al Corpo permanente dei Vigili del Fuoco di Bolzano operano numerosi corpi dei volontari, il Servizio strade, l’Ufficio sistemazione bacini montani, la Protezione civile e diverse imprese specializzate nel movimento terra. Il quadro, spiegano dalla Provincia, resta impegnativo: si interviene su più fronti, spesso in contemporanea, per liberare accessi, verificare la stabilità dei versanti e ridurre il rischio di nuovi distacchi. Solo allora, fanno notare i tecnici, si potrà parlare di ritorno alla normalità.

Un capitolo centrale riguarda il ripristino delle infrastrutture e la messa in sicurezza della strada provinciale, passaggio ritenuto essenziale non solo per la viabilità locale ma anche per raggiungere abitazioni e fondi agricoli rimasti isolati o difficilmente accessibili. In queste ore ruspe ed escavatori stanno rimuovendo i detriti accumulati lungo i tratti più esposti, mentre i sopralluoghi servono a capire se il terreno abbia subito ulteriori cedimenti. Secondo le prime ricostruzioni, i danni si concentrano in alcuni punti ben precisi, ma il lavoro procede con cautela, metro dopo metro. Eppure, sul posto, il clima è meno teso rispetto ai primi momenti dell’emergenza: chi abita nella zona parla di una macchina dei soccorsi “sempre presente”, anche se la preoccupazione non è del tutto passata.

Sul fronte degli sfollati arrivano, appunto, le notizie migliori. La gran parte delle 69 persone evacuate ha già potuto fare rientro nelle proprie abitazioni dopo le verifiche tecniche, ma resta critica la situazione per alcuni immobili che hanno riportato danni più pesanti. Per questi edifici i tempi di una eventuale riapertura, in base ai controlli ancora in corso, sono difficili da definire. Saranno decisive le prossime valutazioni strutturali. In quel momento si capirà se basteranno interventi limitati oppure se serviranno lavori più lunghi, con nuove misure di assistenza per le famiglie coinvolte.

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