Chi oggi, in casa, vuole portare a tavola un risotto alle mele dal gusto delicato lo prepara con ingredienti semplici, in una normale cucina domestica, nell’arco di una mezz’ora abbondante, per mettere insieme la parte morbida del riso Arborio o Vialone nano e la freschezza leggermente acidula della mela. È una ricetta italiana di taglio familiare, attribuita all’autore Carmelo Scuderi, che gioca su pochi passaggi ben riconoscibili: la frutta prima sbollentata, il riso tostato, poi la mantecatura finale con burro e Grana Padano. Un primo piatto sobrio, eppure non banale.
Ingredienti del risotto alle mele e preparazione della base
Per quattro persone servono 320 grammi di riso, meglio se Arborio o Vialone nano, 40 grammi di burro, brodo vegetale, olio d’oliva, tre mele, 2 decilitri di vino bianco, circa 1,25 litri di brodo, 40 grammi di Grana Padano, un limone non trattato e sale. La ricetta parte dalle mele: due vanno sbucciate, tagliate a dadini e lasciate sbollentare per 5-6 minuti in una casseruola con poca acqua e qualche pezzo di buccia di limone. Solo allora si scolano, conservando però il fondo di cottura, che tornerà utile più avanti. In una seconda casseruola si scaldano due cucchiai d’olio, si versa il riso e lo si lascia tostare fino a quando i chicchi diventano lucidi, quasi trasparenti ai bordi. A quel punto arriva il vino bianco: si sfuma, si lascia evaporare e si regola di sale. È l’avvio classico del risotto, con una piccola deviazione fruttata che cambia il profilo del piatto senza appesantirlo.
Cottura, mantecatura e come servire il risotto alle mele
La fase centrale è quella più nota a chi cucina spesso un risotto: il brodo va aggiunto poco alla volta, mescolando con continuità ma senza fretta, così da accompagnare il rilascio dell’amido. A circa dieci minuti dalla fine della cottura entrano in pentola i dadini di mela sbollentata e, un po’ per volta, anche la loro acqua di cottura, che porta dentro una nota agrumata appena accennata. Poi il finale, breve ma decisivo: burro e formaggio grattugiato vengono incorporati per mantecare e legare i sapori. Il risultato, se i tempi sono rispettati, è un risotto alle mele cremoso, con il frutto che resta presente ma non invadente. Per il servizio, la ricetta suggerisce di completare ogni piatto con spicchi di mela cruda e fettine di limone: un dettaglio semplice, quasi domestico, che aggiunge croccantezza e profumo. Sul dato nutrizionale non ci sono indicazioni utili — la scheda riporta 0 calorie a porzione, valore che non offre un riferimento realistico — mentre compare una valutazione di 4.0 su una recensione. Il cuore del piatto, in ogni caso, resta altrove: nell’equilibrio tra dolcezza della mela, sapidità del Grana Padano e cottura precisa del riso.








