Trovare funghi non è più solo questione di esperienza tramandata di generazione in generazione, di boschi conosciuti e mattinate passate ad annusare il sottobosco. Tre dottorandi dell’Università di Genova hanno sviluppato MyBoletus, una piattaforma di intelligenza artificiale che analizza dati climatici e morfologici del territorio per calcolare la probabilità di crescita dei funghi. Per chi frequenta i boschi del Trentino-Alto Adige, dove la raccolta del porcino è una tradizione radicata quanto la polenta o lo speck, uno strumento del genere merita attenzione.
Un’idea nata dalla perdita di un sapere familiare
Dietro MyBoletus c’è una storia personale precisa. Nicolò Badino, uno dei tre sviluppatori, ha raccontato di aver avuto l’idea dopo aver perso la conoscenza dei luoghi di raccolta custodita dai nonni: quando sono venuti a mancare, quei boschi segreti sono scomparsi con loro. La stessa esperienza che riconoscerebbero molti raccoglitori alpini, dove il posto buono è un patrimonio orale che non sempre passa alla generazione successiva.
Badino ha lavorato al progetto insieme a Manuel Delfino e Diletta Migliaccio, anch’essi dottorandi dell’ateneo genovese. Il nome scelto non è casuale: Boletus è il nome latino del fungo porcino, il Boletus edulis, specie simbolo della raccolta in tutta la dorsale alpina e appenninica.
Come funziona l’app per trovare funghi
Il meccanismo alla base di MyBoletus è la correlazione tra variabili ambientali e probabilità di fruttificazione fungina. La piattaforma elabora dati su precipitazioni, temperature, clima e morfologia del territorio per costruire mappe di probabilità aggiornate con cadenza quotidiana — ogni 24 ore, stando a quanto indicato sul sito ufficiale.
→ Leggi anche: Fondazione Mach raddoppia il progetto dei vigneti vibrazionali contro la flavescenza dorata
Non si tratta di un semplice database di avvistamenti. Il sistema applica modelli di intelligenza artificiale per interpretare le condizioni e restituire all’utente una valutazione della situazione su scala regionale. Le mappe coprono tutte e 20 le regioni italiane, il che significa che chi si muove tra il Trentino e l’Alto Adige — due territori con ecosistemi forestali molto differenti tra loro — può consultare previsioni specifiche per entrambe le province autonome.
Le specie monitorate includono alcune tra le più ricercate nei boschi alpini: porcini, gallinacci, ovoli e spugnole. Per chi percorre i sentieri attorno al lago di Ledro, sale verso il Monte Bondone o si addentra nelle foreste della Val di Non, queste sono esattamente le specie che determinano se una giornata di raccolta vale o meno il percorso.
Piattaforma web e app Android: accesso concreto allo strumento
MyBoletus è disponibile in due formati: come applicazione web accessibile da browser e come app per Android. Questo significa che può essere consultata direttamente in campo, prima di partire o anche durante l’escursione, a condizione di avere connessione. Sul sito ufficiale myboletus.com è possibile esplorare le mappe e le funzionalità disponibili.
Per i raccoglitori del Trentino-Alto Adige, l’utilizzo di un’app per trovare funghi basata su intelligenza artificiale non sostituisce la conoscenza del territorio — e non dovrebbe — ma può integrare l’esperienza di chi già conosce i boschi con un’analisi delle condizioni climatiche più strutturata di quella che si ottiene guardando il cielo la mattina. La domanda “dopo quanti giorni di pioggia escono i porcini in quota?” è esattamente il tipo di relazione che un sistema di questo tipo prova a modellare su scala sistematica.
Perché uno strumento del genere è rilevante in area alpina
In Trentino e in Alto Adige la raccolta dei funghi è regolata da norme provinciali specifiche: limiti di quantità giornaliera, obbligo di tesserino in alcune aree, divieti nelle zone protette. Il bosco non è mai uno spazio libero da regole, e la pressione dei raccoglitori — specialmente nei weekend di settembre e ottobre — è un tema ricorrente per gli enti forestali.
→ Leggi anche: Vibrazioni sonore contro la flavescenza dorata: il progetto dei vigneti vibrazionali trentini
Uno strumento che orienta la ricerca verso aree con alta probabilità di fruttificazione potrebbe teoricamente concentrare i raccoglitori in certi punti, oppure distribuirli meglio sul territorio se le mappe indicano probabilità elevate su zone più ampie. L’impatto reale dipenderà dalla diffusione dello strumento e dal comportamento degli utenti, aspetti che al momento non sono documentati da dati pubblici.
Quello che è certo è che l’app per trovare funghi sviluppata a Genova risponde a una domanda reale: ogni autunno, nei bar di Riva del Garda come nei paesi della Vallagarina, la conversazione sui funghi — dove sono usciti, quando, in che quantità — è una costante. Avere un sistema che prova a rispondere con metodo scientifico a quelle stesse domande è un salto di paradigma rispetto al passaporto orale tramandato tra generazioni.
Il valore della ricerca applicata al territorio
Il fatto che MyBoletus sia stato sviluppato da tre dottorandi, e non da una startup tecnologica con investitori alle spalle, dice qualcosa sul tipo di ricerca che può nascere dall’osservazione di pratiche quotidiane. Badino, Delfino e Migliaccio hanno costruito uno strumento che parte da un’esigenza concreta — non perdere la conoscenza dei luoghi di raccolta — e la risponde con strumenti di analisi dati avanzati.
Per un territorio come quello delle Alpi Ledrensi, dove la rete di riserve naturali convive con un turismo escursionistico in crescita e con una comunità locale che usa il bosco in modo attivo, strumenti di questo tipo pongono domande interessanti sul rapporto tra tecnologia, natura e gestione delle risorse. Non sono risposte, ma domande utili da fare adesso, prima che lo strumento si diffonda su scala più ampia.
Nel frattempo, chi vuole testare le previsioni può farlo direttamente: i boschi sopra Tenno, le faggete della Valle di Ledro e i versanti del Bondone sono lì, con le loro condizioni reali che nessun algoritmo sostituisce — ma che un buon modello climatico può aiutare a leggere meglio.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








