Il MUSE – Museo delle Scienze di Trento entra nella stagione autunnale e invernale con un programma che mette la biodiversità al centro di incontri, mostre e laboratori. Per chi vive in Trentino o visita la città in questo periodo, il MUSE Trento autunno inverno offre un calendario concreto e accessibile, pensato tanto per famiglie e studenti quanto per adulti con interesse scientifico. Il filo conduttore è chiaro: capire come funziona la vita sul pianeta, a partire dai territori alpini che circondano il museo.
Un museo costruito per raccontare la natura alpina
Prima di entrare nel merito del programma stagionale, vale la pena ricordare cosa sia il MUSE. Progettato dall’architetto Renzo Piano e inaugurato nel luglio 2013 nell’ex area Michelin di Trento, il museo si sviluppa su sei piani dedicati alla natura, alla montagna, alla tecnologia e alla sostenibilità. Non è un contenitore generico di reperti: la struttura stessa è pensata per rispecchiare la stratificazione degli ambienti naturali, dai fondali oceanici alle vette alpine. Collezioni scientifiche, exhibit interattivi, laboratori didattici e mostre temporanee convivono in un percorso che cambia continuamente nel corso dell’anno. È questo aggiornamento costante che rende il MUSE un punto di riferimento culturale non solo per i turisti, ma per chi abita il territorio.
Talk Biodiversi: sette serate aperte a tutti fino a maggio 2026
Il cuore del cartellone autunno-inverno è il ciclo Talk Biodiversi, una serie di incontri serali progettati per portare la ricerca scientifica fuori dai laboratori e renderla accessibile a un pubblico ampio. Gli appuntamenti si tengono alle 20:45, con ingresso libero e senza necessità di prenotazione: una scelta che abbassa la soglia di accesso e trasforma il museo in uno spazio di conversazione pubblica.
Il calendario copre sette date distribuite tra novembre 2025 e maggio 2026:
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- 19 novembre 2025
- 10 dicembre 2025
- 14 gennaio 2026
- 4 febbraio 2026
- 4 marzo 2026
- 1 aprile 2026
- 6 maggio 2026
I temi affrontati sono scelti con una logica precisa: partire da ambienti vicini — le Alpi, i boschi trentini — per allargare lo sguardo a dinamiche globali. Si parlerà di adattamenti estremi delle piante e degli invertebrati d’alta quota, un argomento che riguarda direttamente i versanti del Trentino. Si tratterà la storia dello stambecco sulle Alpi, animale simbolo della fauna alpina che ha conosciuto una delle più significative storie di reintroduzione in Europa. Si discuterà del ritorno dei monaci marini nel Mediterraneo, della ripresa della biodiversità nelle aree colpite dalla tempesta Vaia — evento che nel 2018 ha devastato migliaia di ettari di foresta in Trentino e nel Veneto — e ancora della gestione dei conflitti nei primati e degli effetti della plastica sugli uccelli marini.
Il tema della Vaia è particolarmente rilevante per il pubblico locale: a distanza di anni, il dibattito su come ricostruire e gestire quei boschi è ancora aperto, e la prospettiva scientifica offerta dal MUSE aggiunge elementi utili alla comprensione di un processo che coinvolge comunità, amministratori e ricercatori.
Il 2026 come anno della biodiversità al MUSE
I Talk Biodiversi non sono un’iniziativa isolata. Il 2026 rappresenta per il MUSE un anno di programmazione fortemente orientata al tema della biodiversità, con attività che si estendono ben oltre il ciclo di serate. Questo orientamento riflette una tendenza più ampia nella comunicazione scientifica: la biodiversità non è più percepita come un argomento di nicchia, ma come una questione centrale per il futuro delle comunità alpine e non solo.
Il museo dispone di collezioni scientifiche che documentano decenni di ricerca naturalistica sul territorio trentino e alpino. Queste raccolte — spesso invisibili al grande pubblico perché conservate nei depositi — diventano strumenti di confronto e narrazione quando il museo le integra nel programma educativo stagionale. I laboratori per bambini e famiglie, attivi durante tutto l’anno, seguono anch’essi i temi del cartellone principale, creando una coerenza tra l’offerta per adulti e quella per le fasce più giovani.
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Il Parlamento della Biodiversità: un’installazione che parte dall’autunno 2026
Guardando oltre il ciclo dei Talk, il MUSE ha in programma un’iniziativa di formato completamente diverso: il Parlamento della Biodiversità, in calendario dal 17 ottobre 2026 al 6 giugno 2027. L’idea è concettualmente ambiziosa: l’Agorà del museo viene trasformata in un’assemblea in cui diverse specie animali e vegetali assumono il ruolo di delegate dei propri ambienti. Non si tratta di una mostra tradizionale, ma di un dispositivo narrativo e partecipativo che mette in discussione il rapporto tra esseri umani e natura non umana.
Un formato del genere si inserisce in un filone di comunicazione scientifica che negli ultimi anni ha guadagnato spazio nei musei europei: dare voce simbolica agli ecosistemi per stimolare una riflessione più profonda sulle scelte collettive. Per il pubblico trentino, abituato a confrontarsi con temi come la gestione faunistica, la tutela delle aree protette e l’impatto del turismo di massa sulle valli alpine, il Parlamento della Biodiversità offre una prospettiva inedita su questioni già note.
Informazioni pratiche per visitatori e residenti
Il MUSE si trova nel quartiere delle Albere, a pochi minuti a piedi dal centro di Trento, raggiungibile anche con i mezzi pubblici. Per i residenti in Trentino, il museo rappresenta una destinazione ripetibile nel corso dell’anno, non solo una visita una tantum: il programma stagionale è costruito proprio per incentivare ritorni, con appuntamenti distribuiti su mesi diversi e gratuiti come i Talk Biodiversi. Per i visitatori che arrivano in città in autunno o in inverno — stagione in cui l’offerta turistica si concentra spesso solo sulla montagna e sugli sport invernali — il MUSE offre un’alternativa culturale di qualità, adatta anche alle giornate con meteo avverso. Il sito ufficiale del museo rimane il riferimento principale per aggiornamenti su orari, prezzi e variazioni di programma: muse.it.
Nel complesso, il programma del MUSE Trento per l’autunno inverno 2025-2026 e oltre disegna un museo che non si limita a esporre oggetti, ma partecipa attivamente al dibattito scientifico e civile sul futuro degli ecosistemi. Per un territorio come il Trentino, dove il rapporto tra comunità umane e ambiente naturale è quotidiano e spesso conflittuale, questa funzione ha un valore che va oltre l’intrattenimento culturale.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








