In Alto Adige, a un anno dal ritrovamento di quattro esemplari di coleottero giapponese in tre località della provincia, resta alta l’attenzione sul parassita invasivo di origine asiatica che minaccia oltre 300 specie vegetali: la conferma è arrivata nei giorni scorsi dal Servizio fitosanitario della Provincia di Bolzano, che dall’inizio di giugno 2026 ha rafforzato i controlli senza rilevare, finora, nuove presenze. Il motivo è semplice, e riguarda da vicino campi e frutteti: la Popillia japonica attacca viti, alberi da frutto e mais, e nelle regioni dove si è diffusa ha già provocato danni consistenti.
Monitoraggio rafforzato contro la Popillia japonica
Il precedente, del resto, pesa. In Piemonte il coleottero giapponese ha causato problemi seri all’agricoltura, mentre la sua presenza è stata segnalata anche in Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Friuli-Venezia Giulia. In Alto Adige, invece, i quattro esemplari trovati nel 2025 erano stati intercettati soltanto grazie alle trappole degli ispettori, senza altre evidenze sul territorio: un dettaglio che oggi viene letto come incoraggiante, ma non sufficiente per abbassare la guardia.
“Stiamo osservando attentamente l’evoluzione del fenomeno attraverso un monitoraggio mirato”, ha spiegato l’assessore provinciale all’Agricoltura Luis Walcher, ribadendo che l’individuazione precoce del parassita resta il passaggio decisivo per fermarne la diffusione. Solo allora, osservano i tecnici, diventa possibile isolare i focolai e limitare l’impatto sulle colture più esposte, soprattutto nelle aree di passaggio merci e nei siti ritenuti sensibili.
Sul piano operativo, il rafforzamento è già partito. Stefano Endrizzi, responsabile del Servizio fitosanitario provinciale, ha riferito che le trappole a feromoni sono state aumentate da 15 a 24, mentre ai dispositivi si sono aggiunti 405 controlli visivi eseguiti sul territorio. Un lavoro capillare, spesso silenzioso, che coinvolge tecnici e operatori nei punti considerati più a rischio, dai margini stradali alle zone agricole più esposte al transito.
Accanto al monitoraggio, la Provincia ha messo in campo anche una campagna informativa rivolta ad agricoltori e cittadini. Sono stati distribuiti 5.000 volantini e manifesti bilingui, in italiano e tedesco, con indicazioni utili per riconoscere la Popillia japonica e segnalare eventuali avvistamenti. L’obiettivo, ha ammesso Endrizzi, è evitare ritardi: con un insetto così mobile e adattabile, ogni segnalazione può fare la differenza. Per ora i controlli non hanno evidenziato nuove infestazioni, eppure l’attenzione, in Alto Adige, resta molto alta.








