Il MUSE – Museo delle Scienze di Trento apre le proprie porte sabato 10 ottobre 2026, dalle 15:00 alle 20:00, con un pomeriggio interamente dedicato alla salute mentale: l’iniziativa si chiama Chiedimi come sto e coincide con la Giornata Mondiale della Salute Mentale, una ricorrenza che ogni anno richiama l’attenzione su un tema ancora troppo spesso affrontato sottovoce, anche in contesti come quello trentino.
Un museo come spazio di ascolto e dialogo
L’evento è organizzato dal MUSE in collaborazione con l’Associazione A.M.A. Auto Mutuo Aiuto, realtà radicata nel territorio trentino che da anni promuove reti di sostegno tra persone che condividono esperienze simili di difficoltà psicologica o emotiva. La scelta di coinvolgere A.M.A. non è casuale: il modello dell’auto mutuo aiuto si basa sull’ascolto orizzontale, sulla condivisione di esperienze in assenza di gerarchie terapeutiche formali, un approccio che si sposa bene con la vocazione divulgativa e inclusiva del museo.
Il MUSE ha aderito formalmente al Manifesto del Welfare Culturale, in linea con le direttive internazionali di ICOM e ECSITE. Questo posizionamento non è solo simbolico: significa che il museo riconosce esplicitamente il proprio ruolo nella promozione del benessere delle persone, non soltanto come luogo di trasmissione del sapere scientifico, ma come spazio di cura, accoglienza e partecipazione attiva della comunità. Chiedimi come sto è una delle manifestazioni concrete di questo impegno all’interno della programmazione autunnale settembre–novembre 2026.
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Percorsi sensoriali, biblioteca vivente e laboratori artistici
Il programma del pomeriggio è articolato in più formati, pensati per coinvolgere il pubblico in modi diversi e complementari. Sono previsti percorsi sensoriali nel buio, che invitano i partecipanti a esplorare lo spazio privandosi temporaneamente della vista, attivando altri sensi e favorendo una forma di presenza più attenta al proprio stato interiore. Accanto a questi, sono in programma visite slowlooking, una pratica che consiste nell’osservare lentamente oggetti o installazioni, lasciando emergere associazioni e riflessioni personali senza la pressione di comprendere o classificare rapidamente.
Uno degli elementi più originali è la biblioteca vivente: non libri da sfogliare, ma persone da ascoltare. Chi partecipa può “prendere in prestito” un essere umano — con la propria storia, la propria esperienza di fragilità o resilienza — e dialogare con lui in un contesto protetto e rispettoso. È un formato che abbatte pregiudizi e favorisce l’empatia in modo diretto, senza mediazioni.
Il pomeriggio include anche laboratori artistici, proiezioni e spazi di confronto dedicati alle famiglie. Quest’ultimo aspetto è particolarmente rilevante: la salute mentale riguarda tutte le fasce d’età, e offrire uno spazio in cui adulti e bambini possano affrontare insieme queste tematiche — con strumenti adeguati all’età — è una scelta che risponde a un bisogno reale. Troppo spesso il disagio psicologico nei più giovani rimane invisibile o viene minimizzato; un contesto museale neutro e creativo può abbassare le difese e aprire conversazioni difficili.
Ingresso libero: la salute mentale come bene comune accessibile
L’accesso all’evento è gratuito. Una scelta che non va data per scontata, e che riflette una precisa posizione: la riflessione sul benessere psicologico non deve essere un privilegio riservato a chi può permettersi percorsi privati o ha già gli strumenti culturali per cercarlo. Renderla accessibile dentro uno spazio pubblico come il MUSE significa portarla là dove già si trovano persone di ogni estrazione, curiosità e provenienza.
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Il tema della salute mentale in Trentino — come nel resto d’Italia — continua a scontare un deficit di attenzione rispetto alla salute fisica. I servizi di salute mentale pubblici operano spesso sotto pressione, e la domanda di supporto psicologico è cresciuta in modo significativo negli ultimi anni, in particolare tra adolescenti e giovani adulti. Iniziative come Chiedimi come sto non sostituiscono i percorsi clinici, ma svolgono una funzione diversa e complementare: normalizzare il dialogo, ridurre lo stigma, far capire alle persone che chiedere come si sta — e rispondere onestamente — è un atto di cura, non di debolezza.
Il MUSE nella rete culturale del Trentino autunnale
L’evento si inserisce nella programmazione autunnale del MUSE, che copre il periodo da settembre a novembre 2026 e comprende una serie di appuntamenti tematici pensati per pubblici diversi. Il museo, situato in corso del Lavoro e della Scienza a Trento, è uno dei principali poli culturali del Trentino e mantiene da anni un’agenda che va ben oltre la sola esposizione scientifica, includendo performance, incontri, laboratori e momenti di partecipazione collettiva.
La collaborazione con A.M.A. rafforza il legame con il tessuto associativo locale, che in Trentino è particolarmente attivo nel campo del supporto psicologico informale e della prevenzione del disagio. Sul sito ufficiale del MUSE è disponibile il programma completo dell’evento con tutti i dettagli aggiornati.
Sabato 10 ottobre, dalle 15:00 alle 20:00, il museo diventa quindi un luogo in cui fermarsi, ascoltare e farsi ascoltare. In un momento in cui la salute mentale è sempre più al centro del dibattito pubblico — e in cui troppo spesso si parla di essa senza davvero creare spazio per viverla — Chiedimi come sto prova a fare qualcosa di più semplice e necessario: invitare le persone a rispondere davvero a quella domanda.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








