A Pomaretto, piccolo comune della Val Germanasca nel cuore delle valli valdesi, una famiglia produce liquori alle erbe alpine da oltre centoventi anni con un metodo che ancora oggi si distingue per una scelta rara nel panorama delle distillerie artigianali: dichiarare volontariamente tutti gli ingredienti sulle etichette delle bottiglie, ben oltre quanto imposto dalla normativa europea. La storia della famiglia Bernard è quella di un mestiere tramandato dal 1902, costruito sulla raccolta manuale di erbe e fiori d’alta quota, su una lavorazione lenta e sull’idea che la trasparenza verso il consumatore non sia un obbligo di legge, ma una scelta di identità.
Pomaretto e le valli valdesi: un territorio che entra nella bottiglia
Per capire i liquori Bernard bisogna prima capire dove nascono. Pomaretto si trova in Val Germanasca e Val Chisone, nelle cosiddette valli valdesi, un sistema di vallate piemontesi che salgono verso il confine con la Francia e che conservano una cultura alpina distinta, segnata da secoli di autonomia comunitaria e da un rapporto diretto con la montagna. Non è un contesto neutro: la geografia entra nella produzione in modo concreto.
Le erbe e i fiori utilizzati dalla famiglia Bernard vengono raccolti a quote comprese tra i 1.800 e i 2.800 metri, nel momento di massima concentrazione balsamica, quando le piante hanno accumulato il massimo degli oli essenziali. Non si tratta di una scelta estetica o di marketing: la quota e il momento della raccolta determinano direttamente il profilo aromatico del prodotto finale. Erbe raccolte troppo presto o troppo tardi, o a quote inferiori, restituiscono un risultato diverso.
Dopo la raccolta, il materiale vegetale viene essiccato lentamente e in modo naturale, sfruttando l’aria che scende lungo il torrente Germanasca. Anche questo è un dettaglio tecnico prima che poetico: l’essiccazione lenta preserva i composti aromatici volatili che un’essiccazione rapida o artificiale degraderebbe. Il risultato è una materia prima di partenza qualitativamente diversa rispetto a quella ottenuta con processi industriali.
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Gli ingredienti dichiarati: una scelta che la legge non impone
Il punto più significativo della storia Bernard non è la longevità, né la quota di raccolta. È la decisione di dichiarare volontariamente tutti gli ingredienti sulle etichette, in un settore dove la normativa europea non lo richiede. Per i liquori e i distillati, le regole comunitarie in materia di etichettatura sono storicamente meno stringenti rispetto ad altri comparti alimentari: non esiste un obbligo generale di indicare le singole erbe, le spezie o le botaniche utilizzate nella produzione.
La famiglia Bernard ha scelto di farlo comunque. Ogni bottiglia riporta l’elenco completo delle erbe alpine e dei fiori impiegati, insieme agli altri ingredienti base: acqua di sorgente, alcol di cereali e le botaniche raccolte in quota. Questa scelta ha un impatto pratico immediato per il consumatore: è possibile sapere esattamente cosa si sta bevendo, verificare la presenza di eventuali ingredienti a cui si è sensibili, e valutare la qualità della materia prima dichiarata.
In un mercato dove la ricetta di un liquore alle erbe è spesso considerata un segreto aziendale da proteggere, questa apertura rappresenta un posizionamento preciso. Non è trasparenza imposta dall’esterno, ma una scelta che definisce l’identità del produttore. Chi acquista un liquore Bernard sa cosa sta comprando, ingrediente per ingrediente.
Centoventi anni di produzione artigianale: cosa significa davvero
La fondazione nel 1902 colloca la distilleria Bernard in una categoria ristretta di realtà produttive alpine che hanno attraversato indenni due guerre mondiali, la modernizzazione industriale del dopoguerra, la globalizzazione dei mercati e la crisi dei consumi tradizionali. Non è sopravvivenza passiva: significa che ogni generazione della famiglia ha scelto attivamente di continuare, adattandosi senza stravolgere il metodo di base.
La produzione di liquori alle erbe alpine di questo tipo richiede una conoscenza del territorio che non si acquisisce in pochi anni. Sapere dove crescono determinate specie, in quale periodo dell’anno raggiungono il picco aromatico, come variano le fioriture da un’annata all’altra in base alle condizioni climatiche: tutto questo è un patrimonio che si accumula nel tempo e che difficilmente si replica a partire da zero. In questo senso, la continuità generazionale non è solo un elemento narrativo, ma una condizione tecnica della qualità del prodotto.
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La sede è in Via Carlo Alberto 20 a Pomaretto, dove la produzione rimane radicata nel territorio di origine. Questa localizzazione non è irrilevante: significa che le erbe raccolte in Val Germanasca vengono lavorate a pochi chilometri dal luogo di raccolta, riducendo i tempi tra raccolta e lavorazione e mantenendo un controllo diretto sull’intera filiera.
Il contesto dei liquori alle erbe alpine tra Alpi occidentali e mercato attuale
I liquori alle erbe alpine hanno una tradizione lunga in tutto l’arco alpino, dal Trentino-Alto Adige alle Alpi occidentali piemontesi e valdostane. Ogni area ha le proprie botaniche caratteristiche, legate alla flora locale: il genepì nelle Alpi occidentali, la genziana diffusa su tutto l’arco alpino, le varie specie di artemisia, i fiori di montagna con proprietà digestive e toniche. La specificità geografica è parte integrante del prodotto: un liquore alle erbe prodotto in Val Germanasca con piante raccolte tra 1.800 e 2.800 metri ha un profilo aromatico che riflette quella flora specifica, non replicabile altrove.
Il mercato attuale mostra un interesse crescente per i prodotti artigianali con filiera trasparente e origine certificabile. In questo contesto, la scelta della famiglia Bernard di dichiarare gli ingredienti — fatta ben prima che questa tendenza diventasse un argomento di marketing diffuso — appare oggi particolarmente coerente con le aspettative di una parte significativa dei consumatori. Il Gambero Rosso ha dedicato un approfondimento alla storia di questa distilleria, riconoscendone il valore nel panorama dei produttori artigianali italiani.
La distilleria è raggiungibile al numero 0121 81227 e rappresenta una tappa concreta per chi visita le valli valdesi con interesse per la produzione locale.
Quello che la famiglia Bernard ha costruito in oltre un secolo a Pomaretto non è semplicemente una ricetta o un marchio: è un metodo di lavoro che parte dalla montagna, passa per una lavorazione rispettosa della materia prima e arriva al consumatore con un livello di informazione che il mercato non impone ma che, evidentemente, si può scegliere di offrire lo stesso. In un settore dove il mistero della ricetta è spesso considerato un valore, dichiarare tutto sulle etichette è una posizione precisa — e dopo centoventi anni, difficilmente casuale.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








