Dal Sentiero del Ponale alla Valle delle Cartiere, passando per Busatte-Tempesta, il Ponte Tibetano di Torri del Benaco e la Rocca di Manerba, viene fuori un Garda più lento, da prendere con scarpe comode, acqua nello zaino e un po’ di prudenza nei tratti esposti. “Sono cammini che raccontano bene il lago, non solo lo mostrano”, spiegano dagli uffici turistici locali. E basta partire presto, quando la luce arriva bassa sull’acqua, per capire perché.
Il Sentiero del Ponale, con partenza da Riva del Garda, resta uno dei tracciati più noti dell’alto lago. Corre in parte nella roccia e segue l’antico collegamento con la Val di Ledro, prima che la galleria cambiasse la viabilità della zona. Oggi è frequentato da escursionisti e ciclisti: la camminata può arrivare a circa quattro ore, per una decina di chilometri complessivi e un dislivello indicato intorno ai 600 metri.
Si parte dal centro storico di Riva, si attraversa la Gardesana Occidentale e si seguono le indicazioni per Ledro. Poi la strada si stringe, la parete sale da un lato e il lago di Garda resta sotto, ampio e luminoso. Non è un percorso difficile, ma chiede passo regolare e attenzione, soprattutto nei punti più esposti e nei giorni di maggiore afflusso. “Meglio evitare le ore centrali in estate”, consigliano spesso gli operatori del territorio: da quelle parti il sole si fa sentire.
Busatte-Tempesta: scalinate metalliche e panorami fino a Sirmione
Il Sentiero Busatte-Tempesta parte dal Parco delle Busatte, a Torbole, e si sviluppa per circa 4 chilometri al confine tra il Garda Trentino e il Garda Veronese. È breve, ma non va preso sottogamba: alterna tratti di ghiaia, passaggi nel verde e quasi 400 gradini su scalinate metalliche, sistemate per superare il Corno di Bò e il Salt de la Cavra. Qui il passo cambia spesso. Un tratto piano, poi la scala, poi ancora sentiero.
Sotto c’è l’acqua; davanti, nelle giornate limpide, lo sguardo arriva verso sud, fino alla zona di Sirmione. È una passeggiata adatta a chi non soffre l’altezza e cerca un’esperienza accessibile, con qualche piccolo brivido, senza farne un’impresa. Le scarpe con buona aderenza, però, servono davvero: dopo la pioggia le scalinate possono diventare scivolose.
Tra Crero e Pai: il brivido del Ponte Tibetano di Torri del Benaco
A Torri del Benaco, sul versante veronese, il cammino tra Crero e Pai di Sopra ha un richiamo ormai preciso: il Ponte Tibetano, inaugurato nel 2019. La passerella è lunga 34 metri, larga circa un metro e sospesa a 45 metri sopra la Val Vanzana.
Non bisogna essere alpinisti per attraversarla, ma un po’ di sangue freddo aiuta. Il ponte collega due località già inserite in una rete di sentieri sterrati e asfaltati, tra boschi, muretti, ulivi e aperture improvvise sul Garda. Si può arrivare da Crero oppure da Pai, scegliendo percorsi di durata diversa in base al tempo disponibile e all’abitudine a camminare. C’è chi si ferma a metà passerella per una foto e chi tira dritto, senza guardare troppo in basso. “È corto, ma si sente”, ha confidato un visitatore all’uscita del ponte. Detto così, rende bene l’idea.
Sul lato bresciano, la Rocca di Manerba tiene insieme natura, archeologia e vista sul lago in un’area protetta che comprende anche il Sasso e il Parco Lacuale. Si può salire dalla località Pisenze, lungo i sentieri che risalgono la collina, oppure da Montinelle, da dove la strada asfaltata verso la cima è percorribile solo a piedi. In alto lo sguardo arriva verso Sirmione e, nelle giornate più limpide, fino al Garda Trentino.
Poco più a nord, nel territorio di Toscolano Maderno, la Valle delle Cartiere offre un cammino diverso, più raccolto, legato alla storia produttiva del luogo. Il percorso attraversa stradine sterrate e tratti cementati, seguendo la valle dove scorre il torrente Toscolano; in circa due ore si cammina tra vecchi edifici, pareti verdi e il Museo della Carta, che conserva la memoria di un’attività centrale per secoli. È il Garda dell’acqua che lavora, non solo di quella che si guarda. Anche per questo merita una sosta lenta.








