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L’Italia ha una gemella e non immagini di cosa è fatta: è un caso raro

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Un profilo sorprendente nascosto tra le montagne umbre riproduce la Penisola con un materiale inaspettato, legato alla storia dell’Unità d’Italia.

Nel cuore dell’Umbria, tra i rilievi dei Monti Sibillini, esiste una rappresentazione dell’Italia che non si trova nei musei né sulle cartine ufficiali. È una sagoma verde, tracciata con conifere, visibile lungo il pendio di Poggio Croce, sopra Castelluccio di Norcia. L’opera fu realizzata nel 1961, in occasione del centenario dell’Unità d’Italia, per ricordare la proclamazione del Regno d’Italia avvenuta il 17 marzo 1861. Non si tratta di un’installazione temporanea o di un artificio grafico. È un bosco vero, composto da alberi disposti secondo il contorno geografico della Penisola italiana. Un intervento che lega storia e paesaggio in modo diretto, senza scenografie.

L’Italia unita, lo sappiamo, nasce ufficialmente nel 1861 dopo un percorso politico e militare noto come Risorgimento. Prima di quella data, la Penisola era suddivisa in Stati e domini differenti. A cento anni esatti dalla proclamazione del Regno, una comunità dell’Appennino centrale scelse di fissare quella memoria in modo concreto. Nacque così una Italia verde, una gemella vegetale della Nazione.

La nascita della sagoma verde per il centenario dell’Unità

Nel 1961 le celebrazioni per i cento anni dell’Unità d’Italia coinvolsero istituzioni, enti locali e comunità in tutta la Penisola. A Castelluccio di Norcia, piccolo centro montano in provincia di Perugia, si optò per un intervento che fosse duraturo e visibile nel tempo. Sul versante di Poggio Croce vennero piantate centinaia di conifere, selezionate per resistere al clima di alta quota e per garantire una crescita compatta.

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A Castelluccio di Norcia, si decise di lasciare un segno permanente nel paesaggio – reteriservealpiledrensi.tn.it

Le piante furono disposte seguendo con precisione il profilo della Penisola italiana. La linea dell’Adriatico, la sporgenza della Puglia, la punta della Calabria, la curva della Toscana: ogni tratto fu studiato in rapporto alla pendenza del terreno. Il pendio, già privo di vegetazione fitta, offriva una superficie adatta per disegnare la sagoma in modo leggibile. Non fu un gesto improvvisato. Tecnici e amministratori locali coordinarono la piantumazione con l’obiettivo di ottenere una forma riconoscibile anche a distanza.

La scelta di utilizzare alberi, e non strutture in muratura, rispondeva a un’idea precisa: creare un segno integrato nel paesaggio, che crescesse con il territorio. La Italia verde di Castelluccio non è un monumento tradizionale. È un disegno vegetale, visibile durante tutto l’anno, che cambia colore e intensità con le stagioni. In primavera il contrasto con i prati è netto. In inverno, con la neve, il profilo resta percepibile.

Il contesto geografico dei Monti Sibillini favorisce la visibilità della sagoma. L’area presenta ampi spazi aperti e altipiani, noti anche per la coltivazione delle lenticchie e per la fioritura estiva. Chi percorre le strade che salgono verso Castelluccio può distinguere la forma verde sul versante. Non è segnalata con grandi cartelli turistici, eppure è lì, evidente per chi osserva con attenzione.

Quell’intervento del 1961 rappresentava un modo concreto per ricordare il 1861, anno in cui il Parlamento proclamò Vittorio Emanuele II re d’Italia. La data segnò l’avvio dello Stato unitario. La sagoma verde traduce quel passaggio storico in un’immagine territoriale. Un profilo inciso nel paesaggio con centinaia di alberi.

Dove si trova la Italia verde e quale valore conserva oggi

La Italia verde si trova nel territorio comunale di Norcia, all’interno di un’area che dal 1993 rientra nel Parco nazionale dei Monti Sibillini. Castelluccio sorge a circa 1.450 metri di altitudine, in una zona caratterizzata da pascoli e pendii aperti. Il versante di Poggio Croce domina l’altopiano e consente di distinguere chiaramente la sagoma, soprattutto nelle giornate limpide.

L’area ha attraversato momenti difficili, in particolare dopo il terremoto del 2016 che colpì l’Italia centrale. Norcia e i comuni limitrofi subirono danni significativi. Il paesaggio dei Sibillini venne segnato da frane e cedimenti. La sagoma verde, pur interessata da alcune modifiche naturali, è rimasta visibile. Le conifere continuano a delineare il profilo della Penisola.

Con l’avvento delle immagini satellitari e delle piattaforme digitali, la forma della Italia verde è stata osservata anche dall’alto. Dalle mappe aeree il disegno appare con maggiore evidenza, rafforzando l’idea di una gemella vegetale della Nazione. Non si tratta di un simbolo politico o amministrativo alternativo. È una rappresentazione celebrativa nata in un contesto storico preciso.

Il valore di questa sagoma non è solo paesaggistico. Richiama un evento fondativo dello Stato italiano, avvenuto nel 1861, e lo collega a un territorio dell’Italia centrale. La scelta di realizzarla in un’area montana, lontana dai grandi centri urbani, attribuisce al paesaggio un ruolo di custode della memoria. Un profilo verde, già radicato nel terreno, che attraversa le stagioni e i decenni.

Chi visita oggi Castelluccio di Norcia può osservare, tra prati e crinali, la forma inconfondibile della Penisola italiana tracciata dagli alberi. Non è una leggenda locale. È una sagoma verde nata nel 1961 per celebrare il centenario dell’Unità d’Italia. Un segno silenzioso, inciso nella terra umbra, che continua a raccontare una data e una storia condivisa.

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