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ISEE 2026, la nuova soglia non deve allarmare: come abbassare l’importo per avere più bonus

Per il 2026, pur con alcune modifiche normative e aggiornamenti, è importante sottolineare che la soglia ISEE non deve essere causa di preoccupazioniCome funziona l’ISEE e perché è importante abbassarlo legalmente (www.reteriservealpiledrensi.tn.it)

Con il nuovo anno, si rinnova l’attenzione sulle modalità di calcolo e sulle soglie dell’ (ISEE), strumento fondamentale per le famiglie.

Per il 2026, pur con alcune modifiche normative e aggiornamenti, è importante sottolineare che la soglia ISEE non deve essere causa di preoccupazioni eccessive: esistono infatti strategie legali e riconosciute per ridurre il proprio valore e beneficiare così di maggiori bonus e detrazioni.

L’ISEE è un indicatore che sintetizza il reddito e il patrimonio di un nucleo familiare, considerando anche la sua composizione, e viene utilizzato per valutare il diritto a prestazioni sociali agevolate come il bonus bollette, le agevolazioni sulle tasse universitarie, le esenzioni sanitarie, o i contributi per asili nido. Il calcolo si basa su dati reddituali e patrimoniali di due anni precedenti alla presentazione della dichiarazione sostitutiva unica (DSU), documento obbligatorio per la richiesta dell’ISEE.

Dal 2023 è disponibile il Portale unico ISEE, che semplifica la presentazione della DSU e privilegia l’uso della modalità precompilata, grazie a un progetto inserito nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Questo strumento rende più agevole l’accesso alle prestazioni sociali, mantenendo la necessità di rispettare la normativa vigente per evitare sanzioni.

Un aspetto fondamentale per le famiglie è che, se la situazione economica cambia drasticamente (come nel caso di perdita del lavoro), è possibile richiedere un ISEE corrente, aggiornato per riflettere la nuova condizione e accedere più facilmente ai benefici.

Strategie legali per ridurre l’ISEE nel 2026

Per chi si trova vicino ai limiti di accesso ai bonus, esistono metodi riconosciuti dalla legge per abbassare legalmente il valore dell’ISEE, senza incorrere in illeciti. Tra questi:

  • Investire in titoli di Stato o prodotti di risparmio postale: la normativa prevede che fino a 50.000 euro di questi investimenti non vengano conteggiati nel patrimonio mobiliare ai fini del calcolo dell’ISEE, riducendo così il valore complessivo da dichiarare.
  • Concedere in usufrutto immobili non utilizzati: l’usufrutto può alleggerire il patrimonio immobiliare del nucleo familiare ai fini ISEE, perché l’immobile non viene più interamente attribuito. Tuttavia, è necessario valutare l’impatto del reddito da usufrutto che può derivarne.
  • Modificare la residenza di un componente del nucleo familiare: spostare la residenza può influenzare la composizione del nucleo considerato dall’ISEE, potenzialmente abbassandone il valore.
  • Inserire persone fiscalmente a carico nel nucleo familiare: figli o altri familiari senza reddito possono contribuire a ridurre l’indicatore grazie alla scala di equivalenza.
  • Cointestazione di conti correnti con soggetti esterni: suddividere la giacenza media del conto tra più intestatari riduce la quota patrimoniale considerata nel calcolo. Questa soluzione richiede però un rapporto di fiducia elevato e una gestione trasparente per evitare complicazioni legali.

È essenziale ricordare che ogni strategia deve essere conforme alla legge: pratiche come ritardare l’incasso di fatture per abbassare artificialmente il reddito costituiscono reati fiscali e possono comportare pesanti sanzioni.

Il 2026 inizia con il botto per questa categoria

Le novità normative e fiscali rilevanti per il 2026 – reteriservealpiledrensi.tn.it

Parallelamente alle opportunità legate all’ISEE, il 2026 vede la conferma di importanti agevolazioni fiscali, soprattutto nel settore dell’efficienza energetica e delle ristrutturazioni edilizie, strettamente collegate al contesto familiare e patrimoniale:

  • La detrazione fiscale per il recupero del patrimonio edilizio continua a essere prevista con aliquote variabili: il 36% per l’abitazione principale e il 30% per gli altri casi, con un massimale di spesa di 96.000 euro fino al 2027, in calo a 48.000 euro per gli anni successivi.
  • Il bonus fotovoltaico 2026 conferma le detrazioni al 50% per la prima casa e al 36% per altri immobili, con un massimale di spesa di 96.000 euro e ripartizione in 10 rate annuali. I sistemi di accumulo e gli impianti fotovoltaici sono inclusi tra gli interventi agevolati, senza possibilità di cessione del credito o sconto in fattura dal 2023, ma con detrazione diretta IRPEF.
  • Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) rappresentano un modello innovativo per l’autoconsumo collettivo, con incentivi riconosciuti dal GSE fino al 2027, che favoriscono la produzione e la condivisione di energia da fonti rinnovabili a livello locale.
  • L’IVA agevolata al 10% si applica a gran parte degli interventi di recupero edilizio e risparmio energetico, contribuendo a ridurre i costi complessivi per le famiglie.

Un altro aspetto da considerare è l’introduzione di limiti alla detraibilità degli oneri fiscali per contribuenti con redditi superiori a 75.000 euro, in base alla legge di bilancio 2025, che impone tetti massimi calcolati in base alla composizione familiare e al reddito complessivo.

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