Nel mondo degli investimenti, comprendere con precisione come il proprio capitale può crescere nel tempo è fondamentale.
Tra gli strumenti più noti e pratici a disposizione di risparmiatori e investitori c’è la regola del 72, una formula matematica semplice ma estremamente efficace che consente di stimare il tempo necessario affinché un investimento raddoppi il suo valore.
In un contesto economico sempre più complesso, caratterizzato da oscillazioni dei tassi d’interesse e inflazione variabile, questa regola continua a rappresentare un riferimento imprescindibile per chi desidera gestire i propri risparmi in modo consapevole.
La regola del 72 è un metodo empirico che permette di calcolare approssimativamente il numero di anni necessari per raddoppiare un capitale investito, a condizione che il tasso di rendimento annuale sia noto e costante. La formula è semplice:
Tempo per raddoppiare (anni) = 72 ÷ tasso di interesse annuo (%)
Ad esempio, se un investimento offre un rendimento annuo del 6%, il tempo stimato per raddoppiare il capitale sarà:
72 ÷ 6 = 12 anni.
Questa stima si basa sul concetto di interesse composto, ossia l’accumulo di interessi non solo sul capitale iniziale, ma anche sugli interessi maturati negli anni precedenti. Tale meccanismo è alla base della crescita esponenziale degli investimenti.
L’origine della regola risale al 1494, quando il matematico Luca Pacioli la menzionò nella sua opera Summa de arithmetica. Sebbene non ne spiegasse la derivazione, la regola è stata perfezionata nel tempo e ancora oggi trova ampia applicazione grazie alla sua praticità e rapidità di calcolo, soprattutto quando si utilizzano strumenti semplici come calcolatrici di base o calcoli mentali.
Perché si usa il numero 72?
La scelta del numero 72 non è casuale: si tratta di un compromesso matematico ideale per semplificare il calcolo del raddoppio del capitale in presenza di interessi composti annui, soprattutto per tassi compresi tra il 6% e il 10%. Il numero 72 ha il vantaggio di essere facilmente divisibile per molti numeri interi (1, 2, 3, 4, 6, 8, 9, 12), facilitando la rapida esecuzione di calcoli anche senza strumenti tecnologici avanzati.
Per tassi di interesse molto bassi o molto alti, la regola perde un po’ di precisione e si preferiscono varianti come la regola del 70 o quella del 69,3 (che si basa sul logaritmo naturale di 2, circa 0,693), più adatte per interessi composti continui o capitalizzazione giornaliera. Recenti studi matematici hanno introdotto anche la cosiddetta regola di E-M (Eckart–McHale), che offre una stima ancora più precisa per tassi di interesse elevati, ma con una complessità maggiore nella formula.

Applicazioni pratiche e limiti della regola del 72(www.reteriservealpiledrensi.tn.it)
La regola del 72 è uno strumento versatile che trova applicazione in diversi ambiti finanziari, tra cui:
- Investimenti finanziari: permette di stimare in modo rapido quanto tempo impiegherà un capitale investito in azioni, obbligazioni o fondi a raddoppiare, a seconda del rendimento atteso. Ad esempio, un investimento con rendimento annuo del 10% raddoppierà in circa 7,2 anni (72 ÷ 10).
- Inflazione: consente di calcolare in quanti anni il potere d’acquisto del denaro si dimezzerà a causa dell’inflazione. Con un tasso d’inflazione del 3%, il valore reale del denaro si ridurrà della metà in 24 anni (72 ÷ 3).
- Debiti e interessi passivi: evidenzia la rapidità con cui un debito può crescere se soggetto a tassi d’interesse elevati. Ad esempio, un debito con un tasso del 18% raddoppia in soli 4 anni, sottolineando l’importanza di gestire con attenzione le passività finanziarie.
- Commissioni sui prodotti finanziari: l’impatto delle commissioni riduce il rendimento netto e allunga il tempo necessario per raddoppiare il capitale. Se un fondo comune rende l’8% annuo ma prevede commissioni del 2%, il rendimento netto scende al 6%, con un aumento del tempo di raddoppio da 9 a 12 anni.
Nonostante la sua facilità d’uso, la regola del 72 presenta alcune limitazioni. Essa funziona al meglio con tassi di rendimento relativamente stabili e capitalizzazione annuale. Non è adatta per investimenti con rendimenti altamente variabili, come le azioni volatile, dove la crescita non è lineare né costante. Inoltre, a tassi molto bassi (inferiori all’1%) la stima diventa meno affidabile, poiché il raddoppio richiede decenni e gli effetti della volatilità e delle commissioni possono alterare sostanzialmente il risultato.
Per calcoli più precisi, soprattutto in presenza di capitalizzazione continua o periodica differente da quella annuale, si utilizzano formule matematiche basate sui logaritmi naturali o software di calcolo finanziario.
La regola del 72: definizione e funzionamento (www.reteriservealpiledrensi.tn.it) 






