Nel 2026 puoi risparmiare sulle visite mediche con l’esenzione ticket: chi ne ha diritto e come evitare brutte sorprese.
Presentarsi a una visita medica e scoprire di dover pagare il ticket, nonostante si pensasse di esserne esenti, è una situazione che può creare disagio e confusione. Nel 2026, però, ottenere o rinnovare l’esenzione dal ticket sanitario è diventato più semplice, a patto di conoscere bene categorie, codici e procedure. I criteri principali restano stabili: si può ottenere l’esenzione in base al reddito, alla presenza di patologie, a situazioni di invalidità, gravidanza o screening preventivi.
Il ticket sanitario, ricordiamolo, è la quota che ogni cittadino paga per accedere a determinati servizi del Servizio Sanitario Nazionale. Le esenzioni servono a ridurre o azzerare questi costi in casi specifici, e possono riguardare sia esami che farmaci o prestazioni diagnostiche. Ogni esenzione è associata a un codice, che deve comparire sulla ricetta per evitare l’addebito automatico.
Le regole possono variare leggermente tra regioni, quindi è sempre utile fare riferimento alla propria ASL di competenza o al Fascicolo Sanitario Elettronico.
Le principali categorie che danno diritto all’esenzione nel 2026
La forma più diffusa resta quella legata al reddito familiare, ma non è l’unica. Le esenzioni per patologie o invalidità prevedono criteri più specifici. Vediamo i quattro grandi gruppi che definiscono l’accesso al diritto.
La prima categoria è l’esenzione per reddito. Alcune regioni la attivano in automatico, incrociando i dati fiscali con l’anagrafe sanitaria, altre richiedono una domanda esplicita. I codici più frequenti sono:
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E01 per gli over 65 con reddito basso
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E02 per i disoccupati con ISEE entro i limiti previsti
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E03 per chi percepisce pensione sociale
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E04 per i titolari di pensione minima e familiari a carico
Non sempre è obbligatorio presentare l’ISEE, ma farlo rende più chiara la propria situazione economica ed evita contestazioni. Anche chi ha un lavoro precario o stagionale può verificare se rientra nei limiti previsti per il proprio nucleo familiare.

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La seconda categoria è legata alle patologie croniche o rare. In questo caso serve una certificazione medica rilasciata da uno specialista, che attesti la diagnosi. L’esenzione non è generica: copre solo le prestazioni legate a quella patologia specifica. Se il medico di base non inserisce correttamente il codice di esenzione nella ricetta, il sistema può considerare la prestazione a pagamento. È sempre importante verificare prima di procedere alla prenotazione.
La terza categoria riguarda le persone con invalidità civile o situazioni tutelate, come infortuni sul lavoro. Per accedere all’esenzione serve la documentazione dell’ente competente (INAIL, INPS o Commissioni mediche ASL) e la corretta registrazione nei sistemi regionali. In questi casi, l’esenzione può avere durata variabile o essere permanente, in base alla percentuale di invalidità riconosciuta.
Infine, rientrano nella quarta categoria le donne in gravidanza e tutti coloro che rientrano nei programmi di screening gratuito. Alcuni esempi sono: pap test per le donne tra 25 e 64 anni, mammografia ogni due anni tra i 50 e i 69 anni, test per il sangue occulto nelle feci. Le prestazioni vanno prenotate seguendo i percorsi ufficiali e la ricetta del medico deve specificare l’indicazione corretta per l’esenzione.
Come ottenere l’esenzione senza errori: controlli, documenti e rinnovi
Per non incappare in disguidi, verificare la propria posizione è il primo passo. Il modo più veloce è accedere al proprio Fascicolo Sanitario Elettronico. Se l’esenzione non risulta attiva, è necessario contattare la propria ASL e controllare quale sia la procedura prevista nella regione di residenza. Alcuni portali regionali permettono la richiesta online, con caricamento di documenti digitalizzati, in altri casi bisogna presentarsi allo sportello.
I documenti base richiesti sono sempre: carta d’identità, tessera sanitaria, eventuale ISEE, certificazioni mediche o verbali di invalidità. La domanda va presentata nei canali ufficiali, mai via e-mail o per telefono.
Un dettaglio spesso trascurato riguarda la ricetta. Il codice di esenzione deve comparire in modo corretto nel campo specifico, altrimenti il sistema di prenotazione o accettazione non riconosce il diritto. Anche al CUP o in farmacia può capitare che non risulti nulla: in questi casi conviene portare una copia stampata o una foto dell’esenzione, da mostrare subito all’operatore.
Le esenzioni legate al reddito hanno quasi sempre scadenza annuale, e non tutte si rinnovano in automatico. All’inizio dell’anno conviene:
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accedere al portale della propria ASL
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controllare la sezione “esenzioni attive”
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verificare se serve una nuova autocertificazione
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tenere monitorati eventuali cambiamenti regionali
Un consiglio utile: chiedere sempre al medico o al CUP se il codice di esenzione è stato inserito. Meglio un controllo in più che ritrovarsi a pagare per una visita che doveva essere gratuita.
Esenzione ticket per i codici E01, E02, E03 e E04: i cinque passaggi fondamentali per non pagare più nel 2026 - reteriservealpiledrensi.tn.it






