Una svolta significativa interessa il mondo dei dipendenti pubblici italiani, grazie alla recente sentenza della Corte Costituzionale.
Questa decisione mette fine a un lungo periodo di interpretazioni restrittive che avevano escluso dal calcolo dell’anzianità di servizio gli anni compresi tra il 1990 e il 1992, con conseguenze pesanti non solo sulle retribuzioni mensili ma anche sui contributi pensionistici.
La vicenda ha visto un importante sviluppo con la sentenza n. 461/2025 emessa dal Tribunale di Napoli, situato nel suo storico Palazzo di Giustizia, che conferma e amplia l’orientamento giurisprudenziale già espresso da altri tribunali, come quello di Genova. Secondo tali decisioni, tutta l’anzianità maturata fino al 31 dicembre 1992 deve essere integralmente riconosciuta ai lavoratori pubblici, con il conseguente ricalcolo degli scatti biennali corretti e il recupero delle somme dovute per decenni.
L’estensione del diritto al recupero degli arretrati RIA coinvolge un ampio spettro di dipendenti pubblici. La normativa e le sentenze riconoscono il diritto a tutti i lavoratori assunti prima del 1993, poiché sono questi a essere stati penalizzati dall’esclusione del triennio 1990-1992 nel calcolo dell’anzianità . Inoltre, la platea dei beneficiari include coloro che hanno svolto periodi di servizio pre-ruolo, ovvero attività svolte presso enti pubblici prima dell’assunzione definitiva a tempo indeterminato, così come il personale stabilizzato successivamente o transitato da contratti precari a ruoli stabili.
Un’importante novità riguarda anche i pensionati il cui diritto non sia ancora prescritto e gli eredi dei dipendenti deceduti, che possono avanzare legittimamente richieste per il recupero delle somme spettanti ai loro congiunti. Questo aspetto è particolarmente rilevante nel comparto Sicurezza e Difesa, dove l’ingiustizia ha colpito molte forze dell’ordine e personale militare che non hanno mai visto riconosciuti gli scatti di anzianità oltre il 1990, subendo un danno economico e previdenziale considerevole.
Obblighi delle amministrazioni e ruolo dei sindacati
Le recenti pronunce giuridiche non si limitano a stabilire un principio, ma impongono precise obbligazioni alle amministrazioni pubbliche: esse devono procedere al riconoscimento di tutti gli scatti biennali maturati entro la fine del 1992 e al pagamento delle differenze retributive, comprensive di interessi legali e rivalutazione monetaria. Questo implica che le somme da recuperare possono essere molto rilevanti, considerando il lungo arco temporale di oltre trent’anni.
Le organizzazioni sindacali hanno prontamente risposto a questa novità normativa, avviando campagne di informazione e assistenza per i lavoratori interessati. I sindacati sottolineano come il ricalcolo della RIA non incida solo sulla retribuzione corrente ma modifichi retroattivamente anche i contributi previdenziali versati a enti come l’INPS, con un impatto diretto e sostanziale sull’importo della pensione futura. Pertanto, oltre ai ricorsi individuali, sono in corso anche azioni collettive coordinate, con un supporto completo che comprende la raccolta della documentazione, la ricostruzione della carriera lavorativa e l’assistenza legale.

Procedura per il riconoscimento dei diritti – reteriservealpiledrensi.tn.it
Per avviare la procedura di recupero degli arretrati RIA è fondamentale un approccio rigoroso e ben documentato. Il primo passo consiste nel reperire il contratto di assunzione originale o una certificazione ufficiale rilasciata dall’amministrazione di appartenenza che attesti la data di ingresso in servizio e l’anzianità maturata fino al 31 dicembre 1992. È essenziale che questa documentazione sia dettagliata, soprattutto per chi ha cambiato ente o ruolo nel corso della carriera, ad esempio transitando da un Comune a una Provincia o da un’azienda sanitaria a un ministero.
Successivamente, si raccomanda di rivolgersi alle organizzazioni sindacali e ai loro avvocati specializzati nel diritto del lavoro pubblico, in quanto la materia è complessa e richiede un’interpretazione accurata delle normative stratificate nel tempo. Il supporto professionale aumenta sensibilmente le probabilità di successo nel ricorso, evitando errori e ritardi.
La recente pronuncia della Corte Costituzionale, presieduta da Giovanni Amoroso, rappresenta dunque un punto di svolta nel riconoscimento di un diritto che era rimasto a lungo disatteso, aprendo nuove prospettive per migliaia di lavoratori pubblici che potranno finalmente ottenere quanto spettante per anni di servizio. Nel contesto giudiziario, il Palazzo di Giustizia di Napoli si conferma ancora una volta protagonista nel garantire giustizia e tutela dei diritti dei lavoratori pubblici.
I lavoratori interessati e il diritto al recupero degli arretrati(www.reteriservealpiledrensi.tn.it)






