Nuove regole in arrivo per condomini e responsabili, le nuove leggi portano richieste e obblighi per amministratori e condomini.
La riforma del condominio, presentata il 17 dicembre, segna un cambio significativo nella gestione degli edifici, introducendo regole più severe e nuovi obblighi professionali. Dopo tredici anni dall’ultima grande revisione normativa, il legislatore interviene per rafforzare trasparenza, competenze e responsabilità all’interno della vita condominiale.
Le novità toccano aspetti centrali come i pagamenti, la formazione degli amministratori e la tutela dei creditori, aspetti fondamentali della gestione. È una riforma che punta a modernizzare un settore spesso segnato da conflitti e incertezze, da troppo tempo ignorato dai diversi governi.
Nuove regole per gli amministratori
Uno dei punti più discussi riguarda la possibilità, per i creditori, di rivalersi sull’intero condominio e non solo sui singoli proprietari morosi. Questa scelta mira a garantire maggiore sicurezza ai fornitori, ma introduce un principio che potrebbe avere ripercussioni rilevanti sulla gestione interna.

Cambiano le regole all’interno del condominio – reteriservealpiledrensi.tn.it
Allo stesso tempo, la riforma impone l’obbligo di utilizzare esclusivamente pagamenti tracciabili, eliminando definitivamente l’uso del contante nelle operazioni condominiali. L’obiettivo è rendere ogni movimento economico verificabile e ridurre il rischio di irregolarità, per portare sicurezza anche nel settore degli affitti.
La figura dell’amministratore viene completamente ripensata, con requisiti professionali più elevati e un percorso formativo strutturato, in modo da rendere il ruolo ancora importante. Non sarà più sufficiente un diploma, perché la riforma richiede una laurea triennale in ambito economico, giuridico, scientifico o tecnologico.
Questo obbligo varrà anche per gli amministratori interni, cioè i condomini che svolgono il ruolo all’interno delle strutture, ma senza esercitarlo come professione principale. È un cambiamento che punta a garantire competenze adeguate in un settore sempre più complesso, affidando il controllo a individui preparati e competenti.
Accanto all’amministratore nasce una nuova figura, quella del revisore contabile condominiale, incaricato di verificare la correttezza della gestione finanziaria di immobile e inquilini. La riforma prevede requisiti specifici, modalità di nomina e l’obbligo di iscrizione a un registro nazionale, così da assicurare professionalità e trasparenza.
Anche per gli amministratori è previsto un registro nazionale, gestito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con sanzioni severe per chi esercita senza titolo. Amministratori e revisori dovranno essere iscritti a un registro nazionale e possedere una laurea triennale, con sanzioni che superano i cinquemila euro per chi opera senza titolo.
La formazione continua diventa così obbligatoria per mantenere aggiornate le competenze richieste e adeguarsi alle nuove necessità nella gestione condominiale. La riforma introduce pagamenti esclusivamente tracciabili, rafforza i requisiti professionali degli amministratori e istituisce la figura del revisore contabile condominiale.
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