Una nuova misura di sostegno prende forma: cosa cambia davvero per molti cittadini in difficoltà: come fare la domanda
L’assistenza familiare nei confronti dei parenti più fragili diventa sempre più difficile. La vita di oggi ci porta a ritmi serrati, molte ore fuori casa e non sempre si può dedicare del tempo di qualità ad un genitore o un fratello, una sorella non autosufficiente. Ecco perché una parte fondamentale del welfare italiano si regge sul lavoro quotidiano dei caregiver familiari.
Molte persone infatti si trovano a dover rinunciare ad un lavoro fuori casa: si tratta di persone che, spesso senza una qualifica formale, garantiscono cure continue a un parente con difficoltà, rinunciando in molti casi a opportunità personali e a una piena vita sociale. Per lungo tempo questo impegno è rimasto ai margini delle politiche di sostegno, con pochi strumenti concreti a disposizione.
Il nuovo Bonus caregiver da 400 euro risponde a questo grido d’aiuto. Non è solo un aiuto economico, ma un primo passo verso un riconoscimento più strutturato di un ruolo che oggi viene finalmente definito anche dal punto di vista giuridico.
Chi è considerato caregiver familiare
La normativa individua in modo chiaro chi può accedere alle nuove tutele. È caregiver familiare chi assiste in maniera continuativa un parente entro il terzo grado che si trovi in una condizione di grave disabilità o di non autosufficienza certificata. L’assistenza deve essere stabile e prevalente, non occasionale.

Il Bonus caregiver rappresenta un primo riconoscimento concreto del lavoro di assistenza familiare-reteriservealpiledrensi
Questa definizione è centrale perché consente di distinguere il caregiver da altre figure di supporto e di legare il beneficio a una responsabilità concreta e verificabile. Non conta solo il legame familiare, ma anche l’impegno effettivo richiesto dalla situazione assistenziale.Il Bonus caregiver prevede un contributo economico fino a 400 euro al mese, erogato però con cadenza trimestrale. Questo significa che il beneficiario riceverà un importo di 1.200 euro ogni tre mesi, per un totale massimo annuo di 4.800 euro annuali.
È importante chiarire che si tratta di un sostegno assistenziale: le somme non concorrono alla formazione del reddito e non incidono sulla dichiarazione fiscale. Il bonus non è cumulabile con altri contributi analoghi e può essere riconosciuto a un solo caregiver per ciascun nucleo familiare.
L’accesso al Bonus caregiver è subordinato al rispetto di requisiti precisi, pensati per indirizzare la misura verso le situazioni di maggiore bisogno. Il caregiver deve garantire un monte di assistenza molto elevato, pari ad almeno 91 ore settimanali.
Dal punto di vista economico, è previsto un limite di reddito personale da lavoro, che non deve superare i 3.000 euro annui. A questo si aggiunge un requisito ISEE: il valore del nucleo familiare non dovrà essere superiore a 15.000 euro. La richiesta del Bonus caregiver dovrà essere presentata all’INPS attraverso la piattaforma dedicata, che entrerà in funzione a partire da settembre 2026. Sarà necessario dotarsi di credenziali digitali e raccogliere in anticipo la documentazione richiesta.
In particolare, serviranno le certificazioni sanitarie che attestano la condizione di disabilità grave ai sensi della Legge 104, oltre a una dichiarazione che dimostri la convivenza o la coabitazione con la persona assistita. I primi pagamenti sono attesi nel 2027, dopo la verifica delle domande e delle risorse disponibili.
Con il Bonus caregiver da 400 euro si rafforza il sostegno a chi si prende cura dei più fragili ogni giorno - reteriservealpiledrensi






