Tra regali, prestiti e movimenti tracciabili, ecco quando i soldi tra familiari diventano un problema per il Fisco
Nel 2026 i trasferimenti di denaro tra familiari non sono vietati, ma vengono sempre più spesso osservati da vicino. Un bonifico tra parenti, anche per cifre contenute, entra nei radar dell’Agenzia delle Entrate se non è accompagnato da una causale chiara o se l’importo appare incoerente rispetto ai redditi dichiarati. L’uso di strumenti tracciabili come bonifici bancari, ricariche Postepay o PayPal è consigliato, ma non mette automaticamente al riparo da problemi.
Gli occhi del Fisco si posano su movimenti anomali, soprattutto quando la causale è assente o ambigua. Una somma ricevuta può diventare sospetta se non si riesce a dimostrarne l’origine o la finalità. Anche in presenza di un legame di sangue, la mancanza di chiarezza può far scattare verifiche fiscali o – nei casi più gravi – essere letta come tentativo di occultamento di redditi o donazioni non dichiarate.
Chi aiuta un figlio con l’affitto, chi restituisce una somma avuta anni prima o chi decide di regalare dei soldi a un parente per una ricorrenza, ha il diritto di farlo. Ma proprio in questi casi è fondamentale scrivere la causale corretta e valutare se l’importo è in linea con la propria disponibilità economica. La legge non vieta questi gesti, ma pretende coerenza, trasparenza e tracciabilità.
Quando l’importo è rilevante e serve fare attenzione
La normativa fiscale italiana non impone un limite preciso oltre il quale un bonifico tra familiari diventa illecito. Non esiste una cifra ufficiale che, da sola, attivi un accertamento. A stabilire se una somma è sospetta o meno è la natura dell’operazione e il contesto in cui avviene.
Il principio guida è quello definito dall’articolo 6 del d.P.R. 917/1986, secondo cui le donazioni di denaro non costituiscono reddito imponibile. Non vanno inserite nella dichiarazione dei redditi, e su di esse non si paga l’Irpef, a patto che siano donazioni di modico valore.

Quando l’importo è rilevante e serve fare attenzione – reteriservealpiledrensi.tn.it
Cosa si intende per modico? Nessuna cifra ufficiale, ma la Cassazione ha stabilito che ogni donazione va valutata in rapporto al patrimonio del donante. Cinquemila euro possono essere modici per un imprenditore, ma non per un pensionato. Se la somma supera questa soglia “soggettiva”, la legge impone che venga formalizzata davanti a un notaio. In quel caso entra in gioco anche l’imposta sulle donazioni, che non sempre si paga, ma deve essere calcolata in base al grado di parentela.
Tra genitori e figli o coniugi, si applica solo se si supera la franchigia di 1 milione di euro. Tra fratelli e sorelle, il tetto è 100.000 euro. Per parenti più lontani o soggetti senza legami familiari, non esistono franchigie: l’imposta scatta subito e può arrivare all’8% sull’intera cifra.
Anche il modo in cui il denaro viene trasferito ha un peso. La normativa antiriciclaggio impone che oltre i 5.000 euro non si possa usare il contante. Ogni trasferimento superiore a questa cifra va effettuato con strumenti tracciabili, come bonifico bancario o assegno non trasferibile. Un trasferimento in contanti superiore al limite, anche tra genitori e figli, può essere sanzionato.
La causale nel bonifico è la chiave per evitare errori
La vera protezione contro i controlli fiscali è la causale del bonifico. Quando il trasferimento avviene tra privati, soprattutto familiari, non esistono fatture o contratti scritti. La causale diventa quindi la principale prova documentale.
Scrivere “grazie”, “regalo” o “saldo”, senza spiegare a cosa si riferisca l’operazione, può diventare un problema. In caso di controllo, l’Agenzia delle Entrate potrebbe ritenere che si tratti di pagamento in nero per una prestazione lavorativa o di una donazione occultata.
La causale dev’essere specifica e veritiera. Ad esempio: “prestito familiare non fruttifero”, “contributo spese universitarie figlio”, “restituzione prestito 12/04/2024”, “regalo nozze”. Basta poco per prevenire contestazioni, ma molti sbagliano per fretta o superficialità.
Anche quando le somme sono modeste, i bonifici tra parenti possono essere contestati dagli eredi, se avvengono in prossimità della morte del donante o se alterano l’equilibrio delle quote legittime. Un trasferimento non tracciato o privo di giustificativi può essere impugnato in sede di successione, con richieste di reintegrazione delle quote ereditarie.
Per proteggersi è utile conservare copia del bonifico, salvare schermate, ricevute, e archiviare eventuali scambi e-mail o messaggi che documentino l’accordo. L’obiettivo non è quello di giustificarsi in anticipo, ma di essere pronti a chiarire, se richiesto.
Attenzione al bonifico: sopra questa cifra il Fisco bussa alla tua porta (anche se è un regalo) - reteriservealpiledrensi.tn.it






