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Assegno Sociale 2026: se sei nato in questo anno, ecco cosa devi sapere per non perdere il beneficio

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Assegno sociale 2026: requisiti di età, limiti di reddito, importo mensile INPS e redditi da considerare per ottenere la prestazione assistenziale.

L’assegno sociale rappresenta una misura di sostegno economico destinata a chi si trova in condizioni di difficoltà e non possiede i requisiti contributivi per una pensione ordinaria. La prestazione è disciplinata dall’art. 3, comma 6, della L. 335/1995 ed è erogata dall’INPS. Non si tratta di una pensione contributiva, ma di un intervento assistenziale finanziato dalla fiscalità generale. Per il 2026, il diritto dipende dal possesso di specifici requisiti anagrafici e dal rispetto di determinati limiti reddituali.

Si consideri, ad esempio, un soggetto senza occupazione, che vive grazie al supporto dei familiari e agli interessi derivanti da titoli di Stato, proprietario della sola abitazione principale. Per verificare l’accesso alla misura occorre analizzare in modo puntuale le condizioni previste dalla normativa in vigore nel 2026.

Requisiti anagrafici e natura assistenziale dell’assegno sociale 2026

Il primo requisito è quello dell’età. Per il 2026, l’accesso all’assegno sociale è consentito a chi ha compiuto almeno 67 anni, in linea con l’età prevista per la pensione di vecchiaia. Tale limite è collegato agli adeguamenti alla speranza di vita stabiliti dalla normativa previdenziale.

Un soggetto nato nel 1959 raggiunge i 67 anni nel corso del 2026. In questo caso il requisito anagrafico risulta soddisfatto. Questo passaggio è fondamentale: senza il compimento dell’età richiesta non è possibile accedere alla prestazione, a prescindere dalla situazione reddituale.

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Requisiti anagrafici e natura assistenziale dell’assegno sociale 2026 – reteriservealpiledrensi.tn.it

È importante ribadire che l’assegno sociale 2026 non richiede il versamento di contributi previdenziali. Non è una pensione maturata con anni di lavoro, ma una misura assistenziale. Proprio per questa ragione il legislatore ha previsto controlli stringenti sulla condizione economica del richiedente.

La prestazione viene riconosciuta solo a chi si trova in una situazione reddituale entro le soglie fissate annualmente. L’INPS, in fase istruttoria, verifica i dati dichiarati e incrocia le informazioni presenti nelle banche dati fiscali. La finalità è garantire che il beneficio venga erogato esclusivamente a chi non dispone di risorse economiche sufficienti.

Il diritto non è automatico e non è permanente senza verifiche. Ogni anno la posizione reddituale può essere oggetto di controllo. In presenza di variazioni significative, l’importo può essere ridotto o revocato.

Limiti di reddito, importo mensile e redditi da considerare nel 2026

Oltre al requisito anagrafico, l’accesso all’assegno sociale 2026 dipende dal rispetto dei limiti di reddito. Per il 2026 il reddito annuo personale non deve superare 7.101,12 euro per i soggetti non coniugati.

Nel caso di persona sposata, la soglia è calcolata sul reddito complessivo della coppia e sale a 14.202,24 euro. Superati questi limiti, il diritto alla prestazione viene meno oppure viene riconosciuto in misura ridotta.

L’importo pieno dell’assegno sociale 2026 è pari a 546,24 euro al mese, erogati per tredici mensilità, per un totale annuo di 7.101,12 euro. L’erogazione integrale spetta ai soggetti non coniugati privi di qualsiasi reddito e ai coniugati con reddito familiare inferiore all’importo annuo complessivo dell’assegno.

Se il reddito personale o coniugale è inferiore alle soglie ma non pari a zero, l’assegno viene corrisposto in misura proporzionalmente ridotta, fino al raggiungimento del limite massimo previsto dalla legge. La verifica dei dati reddituali è quindi decisiva per stabilire l’importo spettante.

Ai fini del calcolo, devono essere considerati: i redditi soggetti a Irpef, al netto di imposte e contributi; i redditi esenti da imposizione fiscale; i redditi assoggettati a imposta sostitutiva, come interessi bancari e postali, interessi su titoli di Stato, premi e proventi di obbligazioni; i redditi derivanti da terreni e fabbricati.

Non viene invece computato il valore dell’abitazione principale. La casa di residenza, se unica proprietà immobiliare, non incide sul diritto all’assegno sociale 2026.

Nel caso esemplificato di un soggetto che percepisce interessi da titoli di Stato, tali proventi devono essere inclusi nel calcolo, anche se soggetti a tassazione sostitutiva. Se il totale dei redditi, compresi quelli finanziari, non supera 7.101,12 euro (in assenza di coniuge), sussistono le condizioni per ottenere la prestazione.

Diversamente, eventuali ulteriori immobili generano redditi fondiari che devono essere considerati. In presenza di matrimonio, occorre verificare che il reddito familiare non ecceda 14.202,24 euro.

La proprietà della sola prima casa non produce effetti negativi. È l’ammontare complessivo dei redditi, imponibili o esenti, a determinare il diritto. Una valutazione analitica delle entrate è indispensabile per accertare l’accesso all’assegno sociale 2026.

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