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Addio per sempre al bianco e ai colori neutri in sala: gli architetti stravolgono tutto e rendono le case molto più eleganti

Arredare casaAddio per sempre al bianco e ai colori neutri in sala: gli architetti stravolgono tutto e rendono le case molto più eleganti - reteriservealpiledrensi.tn.it

Una casa rinnovata senza demolizioni, dove pavimenti originali, colori intensi e mobili risignificati raccontano una storia nuova.

La casa si trova in una zona residenziale con edifici anni ’70, pavimenti in palladiana scura, marmette in cucina e un balcone che collega il pranzo alla zona giorno. Quando fu lasciata per un’abitazione più recente, fu ristrutturata in modo neutro, adattandola a gusti universali. Anni dopo, una nuova visione ha ridato senso a quei materiali, quegli oggetti e quella luce familiare. L’idea non era abbattere muri o rifare impianti, ma rilanciare lo spirito originale della casa attraverso il colore, i tessuti e la reinterpretazione dei mobili ereditati.

Il punto di partenza è stato non toccare i pavimenti. Il nero lucido e i dettagli originali sono diventati la tela su cui costruire un racconto visivo. La scelta di pattern floreali e geometrici, velluti corposi e cromie forti come blu profondo e salmone ha dato carattere a ogni ambiente. Gli arredi di famiglia sono stati recuperati e rivestiti, mantenendo forme classiche ma con finiture attuali. Il velluto scelto reagisce alla luce e cambia tono nell’arco della giornata, contribuendo alla dinamica visiva dello spazio.

Anche gli animali domestici hanno trovato un ruolo importante nel progetto: nicchie, cucce integrate e superfici resistenti fanno parte del sistema d’arredo, senza rinunciare all’eleganza. Ogni pezzo ha una posizione pensata, ogni oggetto ha uno spazio che lo valorizza. Il risultato è una casa che non si limita a essere bella, ma è costruita per essere abitata pienamente, con attenzione a ogni funzione quotidiana.

Una palette audace e la rinascita dei mobili di famiglia

Il restyling è partito dalla volontà di non nascondere ciò che era già presente. Le marmette e la palladiana sono diventate elementi da esaltare. Su questi si è costruita una palette precisa, con velluti blu e salmone, che ritornano in divani, cuscini e dettagli tessili. I mobili dei nonni, con la classica gonna alla base, sono stati lasciati nella loro forma originale, ma aggiornati con profili a contrasto che aggiungono ritmo e leggerezza.

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Una palette audace e la rinascita dei mobili di famiglia – reteriservealpiledrensi.tn.it

Le carte da parati giocano un ruolo centrale: disegni grandi nelle stanze più ampie, motivi piccoli nei corridoi. Questo permette di creare profondità senza appesantire. Il ritmo tra superfici piene e vuote è curato al millimetro, anche per evitare l’effetto “museo”. Gli oggetti personali sono stati selezionati con attenzione: vasi, fotografie, lampade vintage, ma anche contenitori pratici e discreti.

La casa è pensata per essere vissuta anche dagli animali: i mobili sospesi ospitano spazi per gatti, senza mai uscire dal concept. Ogni funzione – dallo storage alla cuccia – è integrata. E ogni area della zona giorno ha uno scopo: c’è una postazione lettura, un piccolo angolo per lavorare, un coffee table per chiacchiere e relax. Le luci puntuali fanno il resto: una piantana accanto alla poltrona, una lampada da tavolo sullo scrittoio, un’illuminazione diffusa per il resto.

Il tutto è organizzato come un sistema fluido, dove non esiste divisione netta ma solo zone che si raccontano tra loro, legate dalla palette, dai materiali e dalla luce.

Come organizzare uno spazio multifunzione senza sacrificare lo stile

La zona giorno multifunzione può sembrare una sfida, ma qui è stata risolta senza costruzioni pesanti. Le aree sono distinte visivamente, grazie a colori, texture e illuminazione. Non ci sono pareti o divisori, ma ogni spazio è leggibile: zona conversazione, angolo studio, area per gli animali, zona relax.

I mobili sospesi sono protagonisti: offrono spazio contenitivo e decorano. Alcuni vani sono chiusi, altri a giorno, e questa alternanza dà respiro e ordine. Anche la disposizione è libera dai canoni: non più librerie compatte, ma elementi distanziati che guidano lo sguardo.

Un elemento iconico è una vetrinetta anni ’60, con orologio integrato, ripensata non solo come contenitore, ma come focal point visivo. Sta tra vintage e modernità, ma ha una sua forza silenziosa che struttura l’ambiente.

Le lampade usate sono tutte pensate per creare atmosfere diverse: luce calda dove si legge, luce diffusa dove si conversa. Le ombre create dai parati e dagli oggetti contribuiscono al ritmo della stanza, facendola apparire viva.

Questo progetto dimostra che si può riorganizzare una casa anni ’70 senza demolire nulla, solo pensando in modo narrativo. I materiali originali diventano la base per un nuovo racconto, fatto di colore, memoria e vita quotidiana.

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