Nel 2026 cambiano soglie, agevolazioni e casi di esonero per chi deve presentare il 730 o il modello Redditi PF: ecco cosa sapere per evitare errori
Anche se il calendario dice che manca ancora qualche mese, la stagione fiscale del 2026 è già dietro l’angolo. Le scadenze legate alla dichiarazione dei redditi, che si tratti di modello 730 o modello Redditi Persone Fisiche, tornano a essere centrali per milioni di contribuenti. Il riferimento, come sempre, è all’anno d’imposta precedente, quindi il 2025, ma le regole applicate sono quelle nuove, varate con le ultime normative.
E quest’anno alcune novità potrebbero fare la differenza, soprattutto in materia di esoneri dall’obbligo dichiarativo, nuove detrazioni, tagli al cuneo fiscale e trattamenti fiscali agevolati per specifiche categorie. Il quadro si fa più articolato, ma anche più vantaggioso in alcuni casi, soprattutto per chi ha redditi bassi o situazioni familiari particolari.
Chi è esonerato dal presentare il 730 o il modello Redditi PF
La prima grande questione riguarda i contribuenti che, nel 2026, non dovranno affatto presentare una dichiarazione dei redditi. Una condizione che riguarda solo alcuni, ben identificati, e che segue regole precise. La prima è la soglia minima di reddito, che corrisponde alla cosiddetta no tax area. Per i lavoratori dipendenti e pensionati, la soglia è 8.500 euro annui. Per i lavoratori autonomi invece, il limite è fissato a 5.500 euro.
Ma non è tutto. Anche chi ha redditi derivanti solo dall’abitazione principale, oppure soltanto redditi da lavoro dipendente o pensione (o entrambe le tipologie), può evitare la dichiarazione a patto che ci sia un solo datore di lavoro o ente erogatore e che questo abbia effettuato regolarmente tutte le ritenute fiscali. In questi casi, l’obbligo decade.

Chi è esonerato dal presentare il 730 o il modello Redditi PF -reteriservealpiledrensi.tn.it
Un’esenzione che non è nuova, ma che nel 2026 riguarderà un numero crescente di persone, complice anche la strutturalizzazione del taglio del cuneo fiscale. In pratica, un meccanismo di sgravio che si applica direttamente in busta paga, riducendo le imposte per chi guadagna fino a 20.000 euro l’anno. L’aliquota di sconto è del 7,1% fino a 8.500 euro, 5,3% fino a 15.000 euro, e 4,8% fino a 20.000 euro. Il risultato? Meno imposte da versare, meno obblighi dichiarativi per i redditi più bassi e più trasparenza nei calcoli.
In parallelo, è stata introdotta una somma variabile che può arrivare fino a 960 euro, pensata per i redditi sotto i 20.000 euro. Un ulteriore tassello che, unito agli esoneri e al taglio del cuneo, riduce in modo significativo il carico fiscale per migliaia di famiglie.
Detrazioni fiscali e nuove spese ammesse: cosa cambia nel 2026
Restano attive e in parte ampliate le detrazioni fiscali che più interessano i contribuenti. In particolare quelle relative ai figli a carico fuori dall’Assegno Unico (come i figli maggiorenni o disabili), che danno diritto a 950 euro l’anno per ciascun figlio. Confermate anche le detrazioni per altri familiari a carico, pari a 750 euro, che salgono a 850 euro se il familiare ha più di 75 anni.
Tra le spese detraibili, una delle voci più importanti resta quella sanitaria, e nel 2026 l’elenco si allunga: entra infatti la psicoterapia online, ma anche l’acquisto di dispositivi medici digitali, come saturimetri, smartwatch con funzione ECG o altri strumenti con validazione medica. Un riconoscimento ufficiale dell’evoluzione digitale anche nella cura della persona.
Riguardo ai redditi da lavoro, arriva una novità per chi riceverà aumenti salariali a seguito del rinnovo dei contratti collettivi nazionali (CCNL) tra 2025 e 2026: l’incremento sarà tassato solo al 5%. Un regime agevolato che punta a incentivare i rinnovi e a sostenere i lavoratori.
Cambiamenti anche per il settore turistico e della ristorazione: le mance ricevute dai lavoratori potranno essere soggette a tassazione agevolata, ma solo fino a un determinato importo. Le soglie per usufruire di questo vantaggio sono state alzate, permettendo a più persone di beneficiarne.
Non manca poi il capitolo ristrutturazioni edilizie. Fino al 31 dicembre 2026, chi esegue interventi edilizi potrà accedere alla detrazione del 36%. La percentuale sale al 50% solo nel caso in cui i lavori interessino l’abitazione principale del contribuente. Una misura che punta a semplificare ma anche a ridurre gli abusi, canalizzando i benefici verso chi realmente abita e migliora la propria casa.
Il quadro complessivo, quindi, premia chi ha redditi bassi, spese documentate e situazioni familiari tracciabili, e porta con sé anche una semplificazione delle scelte. In molti casi, tra soglie, esoneri e sgravi, la dichiarazione potrebbe non servire affatto. Ma occorre sempre verificare caso per caso: l’obbligo resta per chi riceve più redditi da più fonti o non ha avuto corretta ritenuta alla fonte.
730, nuove regole nel 2026: dalle spese sanitarie ai figli a carico, tutti i soldi che puoi guadagnare - reteriservealpiledrensi.tn.it






