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Viene chiamata “savana piemontese” ed una riserva naturale che in pochi conoscono: spettacolo tra le montagne

RiservaSembra Africa ma sei in Piemonte: il paesaggio che non ti aspetti tra Biella e Vercelli - www.reteriservealpiledrensi.tn.it

Scopri la savana piemontese tra brughiere, querce e borghi medievali: camminate, natura e paesi unici.

Nel cuore del Piemonte, tra le colline del Biellese e la pianura vercellese, esiste un paesaggio che non ti aspetti. È aperto, selvaggio, a tratti quasi africano: prati magri, cieli larghi, sentieri tra le felci e querce solitarie che rompono l’orizzonte. La chiamano “savana piemontese”, ma il suo vero nome è Riserva naturale delle Baragge, un luogo dove la natura ha conservato un carattere duro, essenziale e autentico. Qui, tra brughiere e borghi medievali, il Piemonte mostra il suo volto più raro, lontano dalle immagini da cartolina di vigneti ordinati o cime innevate.

Un territorio antico e incontaminato dove la vegetazione racconta la storia

Il nome “Baraggia” viene probabilmente da un termine celtico o longobardo che indica un terreno incolto e arbustivo. In effetti, camminando nella riserva, si ha la netta sensazione di trovarsi in un ambiente mai addomesticato fino in fondo. I suoli sono magri, poveri, spesso argillosi, incapaci di sostenere una foresta fitta. Questo ha permesso la conservazione di un ecosistema raro, fatto di brughiere, eriche, cespugli e ampie radure dove la luce corre senza ostacoli.

La Riserva naturale delle Baragge si estende tra le province di Biella, Vercelli e Novara, con nuclei distinti ma collegati tra loro. Le zone principali sono Candelo, Mottalciata, Rovasenda e Masserano, ciascuna con caratteristiche proprie. Per arrivare da Torino basta uscire a Santhià sull’A4 e seguire per Biella–Candelo. Da Milano si può uscire a Carisio, o percorrere la A26 fino a Romagnano Sesia e risalire verso Gattinara e Cossato. Una volta arrivati, il paesaggio cambia di colpo. I boschi spariscono, la vegetazione si fa bassa, il cielo si apre.

Chi ama camminare troverà sentieri facili e lunghi, adatti anche alla bici o a escursioni lente. Il più celebre è l’Anello della Baraggia di Candelo, con partenza dal Ricetto medievale, che attraversa sterrati, praterie e querceti sparsi, offrendo viste ampie fino alle montagne. Altri percorsi collegano Candelo a Mottalciata o si snodano nei pressi di Rovasenda, tra argini irrigui e tratti perfetti per il birdwatching nei periodi migratori.

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Sembra Africa ma sei in Piemonte: il paesaggio che non ti aspetti tra Biella e Vercelli – www.reteriservealpiledrensi.tn.it

In certe giornate secche e silenziose, camminare nella savana piemontese dà l’impressione di essere molto lontani dall’Italia, come in un altro continente. Ma basta alzare lo sguardo e ritrovare le Alpi all’orizzonte, o sentire in lontananza le campane di un paese, per tornare a casa.

Tra borghi fortificati e colline del vino: cosa vedere nei dintorni delle Baragge

La bellezza della Riserva naturale delle Baragge non si esaurisce nei suoi confini. Nel raggio di pochi chilometri si trovano alcuni dei borghi più suggestivi del Piemonte, a partire da Candelo, celebre per il Ricetto, uno dei sistemi di fortificazione rurale meglio conservati d’Europa. Case in pietra e mattoni, vicoli stretti e acciottolati, atmosfera fuori dal tempo: una passeggiata qui completa l’esperienza della natura selvaggia con un tuffo nel Medioevo vivo.

Poco più a nord, Biella offre musei, archeologia industriale, mercati, locali, e un collegamento diretto con il Santuario di Oropa, patrimonio UNESCO incastonato tra le montagne. A ovest, verso Gattinara, le colline vitate nascondono cantine e paesaggi agricoli ordinati, dove il Nebbiolo piemontese mostra la sua versione più verticale e austera. A est, invece, ci sono Masserano e altri piccoli centri rimasti intatti, con palazzi storici, silenzio e storie dimenticate.

Chi decide di vivere in questa zona trova a Candelo un equilibrio tra vita di paese e vicinanza a Biella. Ci sono scuole, botteghe, mercati locali, ma anche accesso rapido a servizi sanitari, trasporti e lavoro. È una zona dove il tempo rallenta, dove ogni stagione si fa sentire nei colori dei campi e nell’aria che cambia. Per chi sogna una vita più semplice e vicina alla natura, la savana piemontese non è solo un’escursione: può diventare una casa.

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