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Val di Non: tra meleti, castelli e montagne dove il tempo sembra rallentare

Val di NonVal di Non: tra meleti, castelli e montagne dove il tempo sembra rallentare - Reteriservealpiledrensi.tn.it

La Val di Non non si scopre tutta insieme, ma poco alla volta, seguendo strade tranquille tra meleti, piccoli borghi e montagne che cambiano colore con le stagioni.

È una valle del Trentino che molti conoscono per le mele, ma basta passarci qualche giorno per accorgersi che il paesaggio racconta molto di più. Ci sono castelli che dominano le colline, canyon scavati dall’acqua, santuari arroccati sulla roccia e sentieri che attraversano prati e boschi. Qui il turismo non ha mai cancellato l’anima rurale della valle, e forse è proprio questo che la rende diversa da molte altre destinazioni alpine.

Tra meleti e castelli che raccontano la storia della valle

Il primo colpo d’occhio arrivando in Val di Non è quello dei grandi meleti che ricoprono la valle. In primavera i rami si riempiono di fiori bianchi e rosati, mentre in autunno il paesaggio cambia ancora con la raccolta delle mele, che qui sono parte della vita quotidiana e dell’economia locale.

Tra i frutteti emergono spesso torri e mura antiche. Il più noto è Castel Thun, una residenza imponente che domina la valle e conserva ancora arredi, sale affrescate e cortili che raccontano secoli di storia nobiliare. Intorno, tra i paesi e i prati, si trovano piccole chiese e palazzi decorati che ricordano quanto questo territorio fosse attraversato da commerci e passaggi già molti secoli fa.

Uno dei luoghi più sorprendenti resta il santuario di San Romedio. Non si trova in cima a una montagna, come molti immaginano, ma su uno sperone di roccia raggiungibile attraverso una passerella scavata nella gola. Il complesso è formato da diverse cappelle costruite una sopra l’altra e, visto da lontano, sembra quasi aggrappato alla montagna.

Sentieri, canyon e strade da esplorare lentamente

La valle è anche un punto di partenza per chi ama camminare. Dai pendii del Monte Peller ai rilievi del Roen, del Penegal e del Macaion, i sentieri attraversano boschi e pascoli con panorami che cambiano a ogni curva.

Poco più a nord la valle si avvicina al territorio selvaggio della Val di Tovel, dove il lago omonimo è incastonato nel Parco Naturale Adamello Brenta. È uno dei luoghi più fotografati dell’area, circondato da foreste e pareti rocciose.

Chi preferisce muoversi su due ruote può seguire la pista ciclabile della Dolomiti di Brenta oppure la ciclovia della valle, un percorso che attraversa paesi e frutteti senza grandi dislivelli. Per gli amanti delle attività all’aria aperta c’è anche la possibilità di esplorare il canyon Rio Sass o il parco fluviale del Rio Novella, dove l’acqua ha scavato gole profonde nella roccia.

Un altro luogo molto frequentato è il lago di Santa Giustina, dove nei mesi più caldi si organizzano escursioni in canoa tra le pareti rocciose che circondano il bacino.

Una valle che cambia volto con l’inverno

Quando arriva la neve, la Val di Non cambia ritmo ma non si ferma. Qui si svolge la Ciaspolada, una gara molto conosciuta che si corre con le racchette da neve e attraversa paesi e prati coperti di bianco.

Chi preferisce gli sport più tradizionali può raggiungere gli impianti di Passo della Mendola o dell’altopiano della Predaia, dove si trovano piste per sci e snowboard. Per le famiglie con bambini ci sono anche piccoli parchi sulla neve dove trascorrere la giornata tra slittini e giochi.

Alla fine delle attività all’aperto molti scelgono di fermarsi nei centri wellness della valle, diffusi in diversi paesi e spesso ricavati all’interno di strutture alberghiere immerse nel paesaggio alpino.

Sapori semplici che raccontano il territorio

La cucina della Val di Non conserva una forte identità rurale. Nei ristoranti e nelle malghe compaiono spesso prodotti locali come la mortandela, un salume tipico del territorio, il formaggio Trentingrana e naturalmente le mele della valle, utilizzate in dolci e ricette tradizionali.

È proprio questa combinazione di paesaggi, storia e vita quotidiana che rende la valle diversa da altre località alpine più affollate. Qui le montagne restano sullo sfondo mentre la vita continua tra frutteti, piccoli paesi e strade tranquille che invitano a fermarsi più del previsto.

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