I permessi 104 possono essere suddivisi in ore anche tra dipendenti pubblici di settori diversi. Ecco le regole e i limiti.
La normativa sui permessi retribuiti per l’assistenza ai familiari con disabilità ha superato il concetto di “referente unico”. Oggi, più soggetti aventi diritto possono alternarsi nell’assistenza alla stessa persona. Il cambiamento ha semplificato la vita a molte famiglie, ma ha anche sollevato dubbi tra i dipendenti pubblici. Cosa accade se due o più caregivers lavorano in comparti diversi dello Stato? La risposta è arrivata da ARAN con un parere pubblicato: il frazionamento in ore dei permessi mensili è possibile, anche tra lavoratori pubblici appartenenti a settori differenti, purché siano rispettati alcuni vincoli precisi.
La gestione coordinata dell’assistenza familiare diventa quindi più flessibile. Ma per applicare correttamente la normativa servono tracciabilità, autocertificazioni puntuali e coerenza tra giornate e orari. Il chiarimento arriva in un momento in cui molte amministrazioni si interrogano su come conciliare il diritto all’assistenza con la continuità dei servizi pubblici.
Cosa prevede la normativa attuale per i permessi 104
La figura del caregiver familiare è stata definita per la prima volta dalla Legge 205/2017. Il Decreto Legislativo ha introdotto una novità importante: non esiste più un unico referente per l’assistenza, ma più familiari possono richiedere i permessi previsti dall’articolo 33 della Legge 104/1992, anche in modo alternato. Il limite massimo resta sempre tre giorni mensili complessivi per ogni persona assistita, ma dal 2022 è possibile suddividerli tra più persone, a rotazione.
Possono richiedere i permessi i coniugi, i conviventi, i parenti entro il secondo grado, e anche quelli di terzo grado, se i familiari più stretti sono assenti o impossibilitati. Questo diritto si estende anche a chi ha rapporti di lavoro nel settore pubblico. La gestione però si complica se i caregivers lavorano in amministrazioni o comparti differenti, come ad esempio scuola e sanità, o enti locali e ministeri.

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Il messaggio INPS n. 3096 ha già chiarito che la ripartizione tra più familiari è ammessa, purché non si superi il tetto mensile e si eviti l’uso simultaneo dello stesso giorno. Il parere ARAN pubblicato conferma e specifica che è possibile anche il frazionamento in ore, non solo in giornate intere. Questa possibilità vale anche per i dipendenti pubblici di comparti diversi.
Ogni lavoratore dovrà dichiarare formalmente l’orario utilizzato e l’assenza di altri fruitori per lo stesso giorno, in modo da garantire il rispetto dei limiti e prevenire abusi. Il tetto massimo orario resta di 18 ore mensili per ciascuna persona assistita. Le amministrazioni devono quindi monitorare le richieste e garantire l’uso corretto delle agevolazioni.
Frazionamento orario, lavoro misto e convivenza: come si applicano le nuove regole
Nel parere ARAN viene chiarito che anche in caso di contratto part-time o lavoro flessibile, è possibile frazionare i permessi in ore. L’importante è mantenere coerenza tra le ore richieste e le giornate teoriche previste dal contratto. Questo vale anche se un caregiver lavora nel privato e l’altro nel pubblico: in questi casi si possono recuperare i giorni o le ore non utilizzati, sempre rispettando il limite mensile e coordinandosi tra familiari.
Per quanto riguarda invece i congedi straordinari retribuiti, rimane il requisito della convivenza con il soggetto disabile. Il Decreto Legislativo 151/2001 ha introdotto una possibilità: la convivenza può essere attivata anche dopo la domanda, ma dovrà risultare effettiva dal primo giorno del congedo e restare in essere per tutta la sua durata. Questo elemento deve essere dichiarato formalmente nella richiesta, con responsabilità diretta del richiedente.
Le dichiarazioni sono rese sotto forma di autocertificazione, con valore legale. In caso di dichiarazioni false, è prevista la decadenza dal beneficio e la responsabilità penale. Le amministrazioni pubbliche sono quindi chiamate a verificare puntualmente le richieste, anche in caso di alternanza tra comparti differenti o rotazioni mensili. Il sistema si basa su un principio di fiducia, ma anche di controllo e tracciabilità, per garantire un utilizzo equo e corretto del diritto all’assistenza.
Svolta storica ARAN sulla Legge 104: permessi di assistenza più flessibili per i familiari - reteriservealpiledrensi.tn.it






