Cucina

Strudel di mele: la ricetta tradizionale che arriva dalle montagne

Strudel di meleStrudel di mele - reteriservealpiledrensi.tn.it

Ci sono dolci che non hanno bisogno di presentazioni. Lo strudel di mele è uno di questi. Basta il profumo della cannella e delle mele cotte per capire subito di cosa si tratta.

È uno di quei dessert che arrivano in tavola e riportano subito alla mente cucine di montagna, merende lente e pomeriggi d’inverno, eppure lo strudel non nasce solo nelle valli dell’Alto Adige. La sua storia è molto più lunga e sorprendente di quanto si pensi.

Un dolce che ha attraversato mezzo mondo

Quando si parla di strudel si pensa subito alla tradizione altoatesina. In realtà la sua origine è il risultato di un viaggio che attraversa secoli e culture diverse.

Preparazioni simili esistevano già in Asia e nel Medio Oriente. Ricette come il baklava o altri dolci arrotolati a base di pasta sottilissima hanno contribuito a dare forma a quello che oggi conosciamo come strudel.

Con il tempo queste preparazioni sono arrivate in Europa centrale. In Austria il dolce ha trovato una sua identità precisa, diventando uno dei simboli della cucina locale. Da lì il passaggio verso il Nord Italia è stato quasi naturale.

Il nome stesso racconta qualcosa della sua forma. La parola strudel, in tedesco, indica un vortice. L’immagine richiama proprio il movimento della pasta che avvolge il ripieno in una spirale compatta.

Il segreto dello strudel: la pasta tirata

La caratteristica più riconoscibile dello strudel è la sfoglia. Non è pasta sfoglia classica, né frolla. Si tratta della cosiddetta pasta tirata, una base molto sottile che deve essere elastica e leggera.

L’impasto nasce da pochi ingredienti semplici. Farina, acqua tiepida, burro, zucchero e un pizzico di sale. Dopo essere stato lavorato diventa liscio e morbido, poi riposa per qualche minuto prima di essere steso.

La fase più delicata arriva quando si assottiglia la pasta. Tradizionalmente viene tirata quasi fino a diventare trasparente. È proprio questa sottigliezza che permette allo strudel di restare leggero anche con un ripieno ricco.

Il ripieno che profuma di spezie

Se la pasta è la struttura del dolce, il cuore resta il ripieno. La versione più conosciuta è quella con le mele, spesso varietà dolci e aromatiche come le Red Delicious.

Le mele vengono tagliate a piccoli pezzi e mescolate con zucchero, scorza di limone e spezie. La cannella è quasi sempre presente, mentre i chiodi di garofano aggiungono una nota più intensa.

Poi arrivano altri ingredienti che completano la consistenza del ripieno. L’uvetta ammorbidita, i pinoli e una base leggermente croccante preparata con pan di Spagna sbriciolato oppure pangrattato tostato nel burro.

Quando tutti questi elementi si incontrano, il risultato è un profumo che riempie la cucina ancora prima che il dolce entri in forno.

Come nasce lo strudel arrotolato

Una volta pronta la pasta e preparato il ripieno, lo strudel prende forma sul piano di lavoro.

La sfoglia viene stesa su un canovaccio e allargata con delicatezza. Il ripieno si distribuisce al centro lasciando un piccolo bordo libero.

A quel punto entra in gioco il gesto più tipico della ricetta. Con l’aiuto del panno la pasta viene arrotolata lentamente su sé stessa, avvolgendo il ripieno fino a formare un rotolo compatto.

I bordi si chiudono, la superficie si incide leggermente con un coltello e si spennella con burro fuso.

In forno bastano circa quaranta minuti perché la pasta diventi dorata e croccante.

Quando esce dal forno lo strudel viene spolverato con zucchero a velo. Può essere servito così, semplicemente, oppure accompagnato da panna montata o crema inglese.

Alla fine resta un dolce che sembra semplice ma porta con sé una storia lunga secoli. Un rotolo di pasta sottile, mele speziate e un profumo che difficilmente passa inosservato, è uno di quei dolci che non hanno bisogno di grandi presentazioni.

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