L’economia globale potrebbe essere sull’orlo di una nuova crisi finanziaria di portata paragonabile, se non peggiore, a quella del 2008.
A lanciare l’allarme è Simon Johnson, Premio Nobel per l’Economia 2024, noto economista del Massachusetts Institute of Technology (MIT), che ha recentemente ribadito i suoi timori in un’intervista esclusiva al Sole 24 Ore durante il Lindau Nobel Laureate Meeting. Johnson individua nell’ecosistema delle stablecoin il nuovo epicentro di un possibile collasso finanziario, sottolineando come queste criptovalute ancorate a beni stabili rappresentino una minaccia strutturale simile a quella che ha scatenato la crisi di Wall Street 18 anni fa.
Secondo Johnson, le stablecoin costituiscono “un nuovo strato della finanza” che, nonostante i recenti tentativi regolatori negli Stati Uniti, presenta rischi ingenti. Il Genius Act, la normativa statunitense che ha tentato di disciplinare il settore, ha in realtà creato un sistema simile a quello dei fondi del mercato monetario: attività liquide a breve termine e depositi a vista, ma senza alcuna assicurazione sui depositi stessi. Questo squilibrio espone l’intero sistema a un possibile effetto domino.
“È probabile che la maggior parte delle stablecoin non avrà problemi, ma alcune finiranno nei guai, le loro attività non saranno completamente al sicuro e diventeranno illiquide”, spiega Johnson. Di fronte a questa incertezza, gli investitori potrebbero iniziare a disinvestire in massa, scatenando una “fuga” che potrebbe travolgere il mercato e trascinare con sé anche le banche tradizionali, proprio come accadde nel 2008.
Un déjà vu normativo e finanziario
L’economista britannico naturalizzato statunitense evidenzia come la situazione odierna richiami pericolosamente quella precedente la crisi finanziaria globale. Negli Stati Uniti, la deregolamentazione è già in atto, con le grandi banche che esercitano una pressione crescente per ridurre i vincoli regolatori imposti dopo il 2008. Johnson sottolinea come questa tendenza sia “estremamente pericolosa” e rischi di riproporre lo schema in cui le banche guadagnano nei periodi di prosperità, ma scaricano le perdite sulle spalle di contribuenti e imprenditori quando la situazione si deteriora.
“La storia si ripete e purtroppo questo è ciò che accadrà con le stablecoin”, avverte, citando il celebre libro This Time is Different di Kenneth Rogoff e Carmen Reinhart, che analizza le crisi finanziarie ricorrenti nel tempo.

Le sfide dell’amministrazione Trump e l’impatto sull’economia globale(www.reteriservealpiledrensi.tn.it)
L’attuale scenario politico statunitense non contribuisce a dissipare i timori. Donald Trump, rieletto presidente nel 2025, continua a influenzare le politiche economiche e regolatorie con un approccio che Simon Johnson giudica “controproducente per la crescita e la stabilità”. L’ex magnate immobiliare e imprenditore, noto per le sue posizioni populiste e protezionistiche, ha mantenuto una pressione senza precedenti sulla Federal Reserve, ostacolando le strategie di controllo dell’inflazione e di gestione della politica monetaria.
Nonostante Trump sia tornato a ricoprire la carica di presidente per un secondo mandato non consecutivo, la sua amministrazione è sotto osservazione per le sue politiche che, secondo Johnson, minacciano il futuro industriale e la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. La partecipazione delle Big Tech al gioco politico, con la loro alleanza al governo per evitare regolamentazioni più stringenti, aggiunge ulteriori elementi di instabilità. Johnson prevede che questa situazione non potrà durare a lungo: “Ci saranno scandali, problemi di privacy e sicurezza che emergeranno, scatenando una crescente preoccupazione pubblica”.
L’Europa e la sfida dell’intelligenza artificiale e dell’energia
Mentre negli Stati Uniti la deregolamentazione e le tensioni politiche si intrecciano, l’Europa si trova in una posizione cruciale per affrontare le sfide tecnologiche e ambientali del futuro. Johnson sottolinea che il continente ha già “salito a bordo il treno dell’Intelligenza Artificiale”, ma esorta a non abbassare la guardia: “C’è ancora molto lavoro da fare per sviluppare applicazioni IA etiche e costruttive”.
Inoltre, l’economista invita l’Europa a sfruttare le opportunità offerte dalla transizione energetica e dall’innovazione tecnologica nel settore della difesa. A differenza degli Stati Uniti, che stanno riducendo il loro impegno nelle energie pulite, l’Europa può assumere un ruolo di leadership globale. “L’energia pulita è una priorità imprescindibile per il pianeta e rappresenta un’opportunità straordinaria per il Vecchio Continente”, afferma Johnson, aggiungendo che i droni saranno fondamentali per il controllo aereo e la sicurezza futura.
La minaccia nascosta delle (www.reteriservealpiledrensi.tn.it)






