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Se stai scegliendo un mutuo, devi sapere questo: fisso o variabile, solo uno conviene quest’anno

Con i mercati finanziari in continua evoluzione e le politiche monetarie della BCE che influenzano i costi del creditoMutuo a tasso fisso o variabile: il contesto attuale (reteriservealpiledrensi.tn.it)

Nella scelta del mutuo per l’acquisto della casa, il dilemma tra un tasso fisso o variabile continua a essere centrale per molte famiglie.

Con i mercati finanziari in continua evoluzione e le politiche monetarie della BCE che influenzano i costi del credito, è fondamentale comprendere quale soluzione risulti oggi più vantaggiosa. L’analisi aggiornata dei tassi e delle condizioni di mercato evidenzia tendenze importanti da considerare prima di sottoscrivere un mutuo.

Nonostante la Banca Centrale Europea abbia mantenuto i tassi ufficiali relativamente stabili, intorno al 2% per i finanziamenti immobiliari dopo la riduzione dal 4% registrata a metà 2024, i costi dei mutui a tasso fisso sono in crescita. Secondo i dati più recenti di Bankitalia, il tasso medio per un mutuo a tasso fisso è salito al 3,7% a novembre 2025, rispetto al 3,5% di gennaio dello stesso anno.

Questa apparente contraddizione è in realtà il risultato di dinamiche di mercato più complesse. L’indicatore da monitorare è l’Interest Rate Swap (IRS), che riflette le aspettative sugli sviluppi futuri dei tassi di interesse e viene influenzato da variabili quali le pressioni inflazionistiche, che pur mostrano segni di rallentamento, e le incertezze geopolitiche globali. Inoltre, i grandi volumi di debito in scadenza nell’Eurozona contribuiscono a mantenere alta la volatilità dei tassi.

D’altro canto, i mutui a tasso variabile sono indicizzati all’Euribor, che dopo aver raggiunto punte del 4% nel 2023, si è significativamente ridotto fino a stabilizzarsi intorno al 2% tra il 2024 e il 2025. Questo calo rende nuovamente i mutui variabili più convenienti rispetto a quelli a tasso fisso in termini di rate mensili.

Simulazioni e preferenze degli italiani

Per fornire un esempio concreto, prendiamo in considerazione un mutuo di 126.000 euro da rimborsare in 25 anni, con una richiesta di finanziamento pari al 70% del valore dell’immobile. Le offerte migliori attualmente propongono una rata mensile di circa 613 euro con un tasso fisso al 3,23%, mentre per un tasso variabile al 2,29% la rata scende a circa 552 euro al mese.

Nonostante il risparmio evidente, nel 2025 ben 9 persone su 10 che hanno richiesto un mutuo hanno optato per un tasso fisso. Questa scelta è probabilmente influenzata dall’esperienza recente degli aumenti rapidi e imprevedibili dei tassi di interesse avvenuti nel biennio 2022-2023, che ha lasciato un segno profondo nella percezione del rischio da parte delle famiglie italiane, soprattutto quelle con redditi più bassi.

Conoscere come funziona il mutuo

Fiducia nel mercato immobiliare e nuove tendenze-reteriservealpiledrensi

Il 2025 ha registrato un aumento dell’importo medio dei mutui, arrivato a 144.000 euro, con una durata media di circa 24 anni e 7 mesi. Questo dato può essere interpretato come un segnale di maggiore fiducia nel mercato immobiliare o, più probabilmente, come una conseguenza dell’aumento generale dei prezzi delle abitazioni.

Chi decide di acquistare casa deve quindi valutare con attenzione le caratteristiche del mutuo più adatto alle proprie esigenze finanziarie e personali. Il tasso variabile appare oggi più conveniente in termini di costi immediati, ma la stabilità del tasso fisso rimane un elemento rassicurante per chi vuole evitare sorprese nel lungo termine.

In definitiva, la scelta tra mutuo a tasso fisso o variabile deve essere fatta considerando non solo i dati di mercato, ma anche la propria capacità di sostenere possibili variazioni future delle rate, tenendo conto della situazione economica personale e delle prospettive di lungo periodo.

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