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Se ricevi una donazione dai genitori, devi assisterli o puoi perderla: resti senza un centesimo

Secondo il Codice Civile italiano, chi riceve una donazione da un genitore è tenuto a prestare assistenza economica allo stesso qualoraDonazione e obbligo di assistenza: un vincolo giuridico inderogabile(www.reteriservealpiledrensi.tn.it)

Ricevere una donazione da parte dei genitori, che si tratti di un immobile o di altri beni, rappresenta spesso un gesto d’affetto e fiducia.

La legge italiana impone precise responsabilità a chi beneficia di una liberalità, soprattutto quando il genitore donante versa in stato di bisogno. È fondamentale conoscere gli obblighi che nascono da tali donazioni e le possibili conseguenze in caso di inosservanza.

Secondo il Codice Civile italiano, chi riceve una donazione da un genitore è tenuto a prestare assistenza economica allo stesso qualora si trovi in difficoltà finanziaria. Questo obbligo, sancito dall’articolo 437 del Codice Civile, nasce dal principio di gratitudine e si traduce in una prestazione alimentare che il donatario deve garantire per soddisfare i bisogni essenziali del donante.

Un aspetto cruciale è rappresentato dalla priorità che il donatario assume rispetto agli altri familiari. Se, ad esempio, un padre con tre figli dona un immobile solo a uno di essi, sarà quest’ultimo il primo chiamato a sostenere economicamente il genitore in caso di bisogno reale, esonerando gli altri fratelli da tale onere, come previsto dall’articolo 433 del Codice Civile. Tale prestazione non implica necessariamente un’assistenza personale diretta, come la convivenza o la cura fisica, ma si concretizza principalmente in un contributo economico periodico.

Determinazione dell’importo e condizioni dell’obbligo alimentare

La misura degli alimenti dovuti non è proporzionale al valore della donazione ricevuta, bensì si basa su due criteri fondamentali indicati nell’articolo 438 del Codice Civile: il reale bisogno del genitore e la capacità economica del figlio donatario. Questo significa che anche chi ha ricevuto una donazione di grande valore può essere tenuto a versare un assegno alimentare contenuto se le sue disponibilità sono limitate, mentre chi ha ottenuto una somma modesta ma ha redditi elevati dovrà contribuire maggiormente.

L’obbligo persiste indipendentemente dalle ragioni che hanno portato il genitore a trovarsi in stato di bisogno. Non rilevano, quindi, eventuali dissesti finanziari derivanti da cattiva gestione, investimenti sbagliati o altre cause: il vincolo alimentare sussiste in virtù della donazione stessa, finché permangono il bisogno del donante e la capacità contributiva del donatario.

La legge prevede una certa flessibilità nell’adempimento dell’obbligo alimentare. Il figlio donatario può scegliere se versare un assegno

Modalità e alternative dell’obbligo di assistenza (www.reteriservealpiledrensi.tn.it)

La legge prevede una certa flessibilità nell’adempimento dell’obbligo alimentare. Il figlio donatario può scegliere se versare un assegno periodico o accogliere il genitore presso la propria abitazione, fornendo vitto e alloggio, come stabilito dall’articolo 443 del Codice Civile. Tale opzione è particolarmente utile in caso di risorse economiche limitate ma disponibilità di spazio abitativo. In ogni caso, l’obiettivo è sempre garantire al genitore donante un sostegno adeguato per vivere dignitosamente.

Le sanzioni per chi ignora i doveri di assistenza

Ignorare l’obbligo di assistenza alimentare a seguito di una donazione comporta conseguenze legali rilevanti. La legge consente la revoca della donazione per ingratitudine ai sensi dell’articolo 801 del Codice Civile in combinato disposto con l’articolo 437. Ciò significa che il genitore abbandonato economicamente può chiedere la restituzione dei beni donati, facendo tornare le parti alla situazione patrimoniale antecedente alla liberalità.

Va sottolineato, però, che la revoca della donazione non libera il figlio dall’obbligo alimentare derivante dal rapporto familiare, che permane indipendentemente dalla liberalità revocata. Il donatario, dunque, rischia di perdere i beni donati e di dover comunque continuare a fornire il sostegno economico al genitore, subendo una duplice penalizzazione.

Eccezioni e casi particolari

Non tutte le donazioni generano l’obbligo alimentare. Sono escluse, ad esempio, le donazioni obnuziali, cioè quelle fatte in occasione del matrimonio, secondo l’articolo 785 del Codice Civile, e le donazioni rimuneratorie, effettuate per riconoscenza o meriti particolari, come previsto dall’articolo 770 del Codice Civile. Un dono per celebrare il conseguimento di una laurea rientra in questa categoria e non comporta obblighi di assistenza futuri.

In definitiva, ricevere una donazione dai genitori comporta non solo un privilegio patrimoniale, ma anche un impegno giuridico concreto, che si traduce in un dovere di sostegno verso chi ha compiuto l’atto di generosità. Ignorare questo vincolo può portare a gravi ripercussioni patrimoniali e personali, sancite da norme precise e aggiornate nel nostro ordinamento.

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