I tuoi risparmi sono al sicuro o la tua banca li sta mangiando vivi? Scopri la verità sui rincari occulti dei conti correnti: il pericolo di restare senza soldi a causa delle commissioni è reale e colpirà proprio te.
Mentre l’attenzione pubblica si concentra spesso sul costo della spesa o dell’energia, c’è un rincaro silenzioso che sta colpendo i portafogli degli italiani direttamente alla fonte: le banche. Una recente e dettagliata indagine condotta da Altroconsumo ha scattato una fotografia impietosa del sistema bancario nazionale, rivelando che mantenere un conto corrente è diventato sensibilmente più caro tra la metà del 2025 e l’inizio del 2026. L’aumento medio del 2% non risparmia nessuno, ma si abbatte con particolare durezza su chi è più vulnerabile, come i giovani che cercano autonomia e i pensionati che preferiscono ancora il contatto umano in filiale.
Conti correnti nel mirino: la stangata silenziosa che svuota i risparmi di giovani e anziani
Il cuore del problema risiede nel divario ormai abissale tra gli istituti tradizionali e le piattaforme online. Per una famiglia media, la gestione di un conto presso una banca fisica può arrivare a costare circa 160 euro l’anno, una cifra che triplica rispetto alle alternative digitali. I pensionati, in particolare, hanno visto i propri costi salire di quasi il 3%, arrivando a pagare commissioni annuali che superano i 140 euro. Sebbene alcuni grandi nomi come Poste Italiane o Intesa Sanpaolo riescano a mantenere profili di costo più contenuti per certe categorie, altri istituti hanno spinto le tariffe verso l’alto, con picchi che superano abbondantemente i 200 euro annui per i profili familiari.

Conto corrente 2026 – Reteriservealpiledrensi.tn.it
Uno dei dati più allarmanti dell’indagine riguarda il costo delle operazioni quotidiane effettuate fisicamente. Effettuare un bonifico allo sportello è diventato un vero e proprio salasso, costando in media cinque volte di più rispetto alla stessa operazione fatta comodamente da smartphone. Mentre il mondo online vede scendere alcuni costi, come quelli per le multe o le bollette tramite sistemi PagoPA, le commissioni per chi si reca in filiale sono schizzate verso l’alto, con un aumento del 7,5% solo per i pagamenti allo sportello. È un segnale chiaro: il sistema sta spingendo con forza verso la digitalizzazione, penalizzando chi non ha le competenze o la possibilità di abbandonare il supporto fisico.
Fortunatamente, nel mare dei rincari esistono ancora delle “isole di risparmio”, ma bisogna saperle scovare con attenzione. I conti online restano la scelta vincente, con proposte che in alcuni casi riescono ancora ad azzerare il canone annuo o a limitarlo a cifre simboliche, specialmente per gli under 30. Tuttavia, nemmeno il mondo digitale è del tutto immune: anche qui i giovani hanno subito piccoli ritocchi verso l’alto. La buona notizia arriva sul fronte delle carte di credito e di debito, i cui canoni medi sono in calo, e sui prelievi presso altri istituti, che grazie a nuove strategie competitive sono diventati leggermente meno onerosi.
L’indagine di Altroconsumo non è solo una lista di cifre, ma un invito urgente alla consapevolezza. In un contesto dove l’inflazione morde e le banche ritoccano i listini, restare fedeli allo stesso istituto per decenni per pura abitudine può costare centinaia di euro. Valutare attentamente il proprio profilo di utilizzo – dal numero di bonifici alla necessità di prelevare contante – è l’unico modo per evitare che le commissioni bancarie erodano silenziosamente i risparmi di una vita. La sfida per il 2026 è chiara: la convenienza esiste, ma richiede la voglia di confrontare, cambiare e, soprattutto, di non subire passivamente le decisioni dei colossi del credito.
Conto corrente: i costi nel 2026 - Reteriservealpiledrensi.tn.it






