Tra panorami, biodiversità unica e antiche tradizioni, il massiccio offre trekking spettacolari, sapori tipici e natura incontaminata
Deve la sua fama anche alla straordinaria biodiversità che lo caratterizza, resa possibile dall’influenza climatica del Lago di Garda che consente la convivenza di molteplici zone climatiche: dalla macchia mediterranea fino alla fascia alpina. Questa varietà ambientale ha fatto guadagnare al massiccio l’appellativo di “Giardino d’Europa”, poiché rappresenta un collegamento naturale tra le Alpi e il Mediterraneo.
Gli escursionisti sono invitati a informarsi sulle condizioni del percorso, soprattutto in presenza di neve o possibili smottamenti, rivolgendosi al Rifugio Telegrafo che aggiorna regolarmente lo stato dei sentieri.
Un paradiso per flora e fauna
Il Monte Baldo, massiccio montuoso che si eleva fino a 2218 metri con la sua vetta più alta, Cima Valdritta, continua a essere una delle mete più affascinanti e suggestive del panorama alpino italiano. Situato tra le province di Trento e Verona e toccando molteplici comuni, tra cui San Zeno di Montagna, Malcesine e Nago-Torbole, questo territorio conserva un patrimonio naturale, storico e culturale di straordinario valore, confermandosi un vero e proprio “Giardino d’Europa”.

La dorsale verde del Monte Baldo – (reteriservealpiledrensi.tn.it)
La dorsale principale del Monte Baldo si estende per circa 40 km da nord-est verso sud-ovest, parallela al Lago di Garda a ovest e delimitata da valli e pianure a nord, est e sud. La catena si suddivide in due grandi entità: il Monte Baldo vero e proprio e il Monte Altissimo, più isolato. Tra le cime più significative si annoverano la Punta Telegrafo (2200 m), il Coal Santo (2072 m), e la vetta delle Buse (2154 m), ognuna capace di offrire panorami mozzafiato sulle Prealpi Gardesane, sul Lago di Garda e sulle Dolomiti di Brenta.
Dal punto di vista geologico, il Monte Baldo è prevalentemente costituito da rocce sedimentarie, come calcari e dolomie formatesi nell’antico Oceano Tetide, con fenomeni carsici ben evidenti che creano doline e grotte, tra cui spiccano la grotta Tanella e l’Abisso di Val del Parol, uno dei più profondi del Trentino-Alto Adige.
Il nome “Baldo” deriva dal tedesco medievale “Bald” o “Wald”, che significa bosco, testimoniando l’ampia copertura forestale del territorio fin dal XII secolo.
La flora del Monte Baldo è un caleidoscopio di colori e profumi. Lungo i versanti si incontrano uliveti argentei, boschi di lecci, carpini e roverelle fino a raggiungere le praterie d’alta quota, dove crescono specie endemiche come l’anemone baldense, la peonia selvatica, la stella alpina e il maestoso giglio rosso. Le oltre 60 specie di orchidee presenti rappresentano uno dei tesori botanici più preziosi di queste montagne. Sotto la fascia boschiva, la coltivazione dell’olivo spicca per la produzione di un olio extravergine di alta qualità, apprezzato per la sua intensità aromatica.
Anche la fauna è ricca e variegata: tra gli uccelli si segnalano l’aquila reale, il nibbio, il gufo reale e il picchio rosso; tra i mammiferi, il capriolo, la volpe, la donnola, la faina e il camoscio che domina le alture. Iconica è la presenza della marmotta, simbolo del territorio per il suo carattere curioso e socievole.
Uno degli itinerari più apprezzati è il trekking ad anello che collega la Cima Valdritta e la Punta Telegrafo, partendo dalla località di Novezza. Il percorso, segnato e di difficoltà media, consente di salire attraverso sentieri erbosi e rocciosi, attraversando la Forcella Valdritta e raggiungendo le due vette che regalano viste spettacolari sulle Prealpi Gardesane, il Lago di Garda e le Dolomiti.
Un panorama mozzafiato da questo monte - (reteriservealpiledrensi.tn.it)






