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Sciare a marzo è ancora possibile: le mete dove la neve dura di più

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A marzo la montagna cambia ritmo. Le giornate si allungano, il sole comincia a scaldare davvero e la neve non è più quella compatta di gennaio.

Alcuni giorni resta dura fino al pomeriggio, altri diventa morbida già dopo pranzo. Succede spesso in primavera e dipende soprattutto dalla quota. Quest’anno, in diverse zone alpine, l’innevamento non è stato particolarmente abbondante. Soprattutto a bassa quota si vedono ormai lingue di neve lungo le piste, sufficienti per sciare ma non sempre per uscire dai tracciati battuti. Non è la fine della stagione. Significa solo che bisogna scegliere bene dove andare.

La regola, in fondo, è semplice: più si sale, meglio si scia. Le località con piste sopra i 2000 metri resistono meglio ai rialzi di temperatura e, se si arriva sui ghiacciai, la neve rimane in condizioni quasi invernali anche in primavera.

Dove sciare a marzo in Italia

Alcune località italiane sono particolarmente adatte alla settimana bianca di marzo, soprattutto per l’altitudine e l’esposizione delle piste.

Sestriere – Piemonte
Il paese si trova a circa 2000 metri di quota nel comprensorio della Via Lattea. Da qui si può salire fino ai 2800 metri del Monte Motta oppure collegarsi sci ai piedi con le altre stazioni del comprensorio. A fine marzo ospita anche la storica gara giovanile Uovo d’Oro, che nel 2026 si terrà il 28 e 29 marzo sulle piste olimpiche.

Cervinia – Valle d’Aosta
Una delle destinazioni più sicure per sciare in primavera. Il paese è già a 2050 metri e gli impianti arrivano al Plateau Rosà a 3450 metri. Da qui si può passare sci ai piedi verso Zermatt, sfiorando i 3900 metri del Piccolo Cervino. La stagione invernale dura fino ai primi giorni di maggio.

La Thuile – Valle d’Aosta
Gran parte delle piste si trova oltre i 2000 metri e solo quelle di rientro scendono più in basso. Proprio per questo la neve regge bene fino a metà aprile.

Livigno – Lombardia
Conosciuta come il Piccolo Tibet, è famosa per le temperature rigide e per la quota relativamente alta. Il paese si trova a 1816 metri e si scia fino a quasi 3000 metri. Spesso la stagione si allunga fino ai primi giorni di maggio.

Solda – Alto Adige
La stazione sciistica è poco sotto i 2000 metri e le piste arrivano oltre i 2600 metri. Solo il tracciato di rientro scende più in basso.

Val Senales – Alto Adige
Da Maso Corto a 2000 metri la funivia porta gli sciatori sul ghiacciaio Grawand a 3200 metri. Il comprensorio conta 26 km di piste tutte ad alta quota.

Malga Ciapela – Marmolada (Veneto)
Il paese è a 1446 metri, ma la funivia della Marmolada sale rapidamente fino a 3200 metri sul ghiacciaio, dove la neve resta invernale anche a primavera inoltrata.

Le località europee dove la neve dura più a lungo

Chi vuole maggiore sicurezza sulla qualità della neve spesso guarda anche oltre confine, soprattutto verso comprensori con quote molto elevate.

La Plagne – Francia
Grande comprensorio collegato con Les Arcs, con piste che restano spesso sopra i 2000 metri e alcune discese sul ghiacciaio del Mont Bellecôte.

Les Menuires – Francia
Nel cuore del gigantesco comprensorio Les Trois Vallées. Si scia tra 1800 e 2700 metri, ma spostandosi verso Val Thorens si superano facilmente i 3000.

Montgenèvre – Francia
È l’unica località francese della Via Lattea, con piste tra 1800 e 2700 metri. L’esposizione al sole può ammorbidire la neve nel pomeriggio.

Corvatsch – Svizzera
La stazione più alta dell’Engadina, con piste che vanno da 1800 fino a 3300 metri e un’esposizione molto favorevole verso nord.

Kühtai – Austria
Piccola stazione vicino a Innsbruck con piste tra 2000 e 2500 metri e due versanti opposti, uno dei quali esposto a nord.

Stubai – Austria
Comprensorio glaciale molto ampio, adatto alle sciate di marzo e aprile, con neve che resta stabile fino a primavera inoltrata.

A marzo la montagna non è più quella dell’inverno pieno, la neve cambia consistenza, il sole resta più alto e le piste diventano più morbide nel pomeriggio, però è anche uno dei periodi più piacevoli per sciare: meno freddo, giornate lunghe e meno affollamento rispetto ai mesi centrali della stagione. L’importante è scegliere la quota giusta, e magari partire presto al mattino, quando la neve è ancora compatta e la montagna sembra ancora pienamente in inverno.

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