Quanto costa, davvero, mantenere un animale domestico nel 2026? Ecco i dati aggiornati registrati in una recente analisi.
Cresce in modo significativo la spesa degli italiani per il mantenimento dei propri animali domestici, un dato che riflette non solo l’aumento della presenza dei pet nelle famiglie, ma anche i rincari che pesano sulle tasche dei proprietari.
Attualmente in Italia si contano circa 65 milioni di animali da compagnia, distribuiti in quattro famiglie su dieci, con un incremento di circa 5 milioni rispetto al 2019.
L’aumento dei costi per mantenere un animale domestico in Italia
Secondo un recente studio di Assoutenti basato su dati Istat, i costi per l’alimentazione e la salute degli amici a quattro zampe rappresentano le voci di spesa più consistenti.
Mediamente, mantenere un cane o un gatto può costare fino a 1.000 euro annui, con un aumento del 22,2% rispetto a sei anni fa. Il Rapporto Coop Nomisma stima che la spesa complessiva per il pet care in Italia raggiunga i 6,8 miliardi di euro all’anno, di cui 1,3 miliardi destinati esclusivamente a visite veterinarie, pari al 20% del totale.

Le spese più ingenti: il cibo e le cure veterinarie – reteriservealpiledrensi.tn.it
L’incremento più rilevante riguarda il cibo per cani e gatti, con un aumento del 23% negli ultimi anni, e i servizi veterinari che sono saliti del 16,4% rispetto al periodo pre-pandemia. Tuttavia, una novità positiva è rappresentata dalla riduzione prevista dal 2026 del costo del cibo per animali domestici, grazie a una misura inserita nella Legge di Bilancio, che potrebbe alleviare il peso delle spese alimentari.
Le spese sanitarie: la priorità per i proprietari di pet
Le cure veterinarie costituiscono la voce di spesa più rilevante per il 58% dei proprietari, secondo uno studio Ipsos realizzato per Ca’ Zampa, gruppo italiano di strutture veterinarie. Il veterinario è percepito come la figura fondamentale per garantire il benessere degli animali, superando l’influenza dei social e dei media. La prevenzione sta diventando una pratica diffusa: tre proprietari su dieci portano i propri animali non solo per vaccinazioni obbligatorie, ma anche per controlli di routine.
In Italia, la rete di assistenza veterinaria è ben strutturata con circa 35.000 medici veterinari, quasi 9.000 strutture tra ambulatori, cliniche e ospedali veterinari. Questo supporto professionale è essenziale per fronteggiare le spese sanitarie, che rappresentano una delle principali preoccupazioni per i proprietari.
Bonus e agevolazioni fiscali per alleviare i costi
Per supportare le famiglie italiane nel sostenimento delle spese legate agli animali domestici, il governo ha introdotto diverse agevolazioni. Anche per il 2026 è confermato lo sconto Irpef del 19% sulle spese veterinarie, noto come “bonus animali”. Questa detrazione fiscale si applica per spese superiori a 129,11 euro e fino a un massimo di 550 euro annui, garantendo un risparmio potenziale di circa 80 euro.
Inoltre, la Legge di Bilancio 2024 ha istituito un fondo destinato ai proprietari con ISEE inferiore a 16.215 euro e over 65, finanziato con 250.000 euro per il 2026. Questo fondo copre parte delle spese per l’acquisto di farmaci e interventi veterinari, rappresentando un aiuto concreto per le fasce più vulnerabili della popolazione che desiderano prendersi cura dei propri animali senza rinunciare a cure adeguate.
I costi da sostenere - reteriservealpiledrensi.tn.it






