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Pensioni, pioggia di aumenti a marzo: primavera col botto per una fascia privilegiata

PensioniPensioni, pioggia di aumenti a marzo: primavera col botto per una fascia privilegiata - reteriservealpiledrensi.tn.it

Pensioni marzo 2026, taglio Irpef e arretrati Inps: chi guadagna di più nel cedolino

A marzo 2026 i pensionati vedranno un aumento netto nel cedolino Inps legato al taglio della seconda aliquota Irpef, introdotto dall’ultima legge di bilancio. La misura riduce l’aliquota dal 35% al 33% per la fascia di reddito annuo lordo tra 28mila e 50mila euro. L’intervento produce effetti concreti soprattutto per chi si colloca nella parte alta dello scaglione. Nessun beneficio, invece, per chi percepisce fino a 28mila euro lordi annui. Il meccanismo entra a regime nel 2026, ma nei primi due mesi dell’anno l’Inps ha applicato ancora le vecchie aliquote. A marzo arrivano quindi anche i conguagli a credito relativi a gennaio e febbraio.

Taglio Irpef 2026 e arretrati nel cedolino di marzo

La modifica riguarda il secondo scaglione dell’Irpef, imposta sul reddito delle persone fisiche. Con la riduzione di due punti percentuali, il prelievo fiscale si alleggerisce sulla quota di reddito compresa tra 28mila e 50mila euro. L’effetto non è uniforme. Chi dichiara un reddito vicino ai 29mila euro registra un risparmio limitato, mentre chi si avvicina ai 50mila euro ottiene un beneficio più consistente.

Le simulazioni diffuse da consulenti fiscali mostrano che con una pensione annua lorda di 29mila euro il risparmio si aggira attorno ai 2 euro netti al mese, pari a circa venti euro su base annua. Per chi percepisce 30mila euro lordi, l’aumento sale a 3 o 4 euro mensili, meno di cinquanta euro all’anno. Il salto diventa più evidente per pensioni prossime ai 50mila euro lordi annui, dove il guadagno può arrivare a 36 euro netti al mese, cioè oltre 440 euro l’anno.

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Taglio Irpef 2026 e arretrati nel cedolino di marzo – reteriservealpiledrensi.tn.it

Nel cedolino di marzo 2026 compariranno anche gli arretrati di gennaio e febbraio, perché nei primi due mesi l’Inps ha trattenuto l’imposta con l’aliquota precedente. Il conguaglio avviene in un’unica soluzione. Per un reddito da 29mila euro si parla di circa 4 euro complessivi, mentre per un reddito da 30mila euro l’importo può salire a 8 euro. Per chi si colloca nella parte alta dello scaglione, gli arretrati possono superare i 70 euro.

Da aprile 2026 in poi il cedolino mostrerà solo l’incremento mensile ordinario, senza ulteriori recuperi. Il beneficio resta strutturale, salvo modifiche normative future. Non si tratta di una rivalutazione per inflazione, ma di un intervento fiscale che incide sulla tassazione.

È importante ricordare che l’effetto si calcola solo sulla parte di reddito compresa nello scaglione interessato. Non tutta la pensione viene tassata al 33%. Questo dettaglio, spesso trascurato, spiega perché gli aumenti per i redditi più bassi all’interno della fascia risultano contenuti.

Maggiorazioni sociali per over 70 e invalidi civili totali

Sempre a marzo 2026 scattano le maggiorazioni sociali destinate a due categorie precise: i pensionati con almeno 70 anni di età e gli invalidi civili totali maggiorenni. L’incremento previsto è di 12 euro mensili, con il passaggio da 8 a 20 euro complessivi. Anche in questo caso, nel cedolino di marzo saranno inseriti gli arretrati di gennaio e febbraio.

La misura interessa chi percepisce trattamenti pensionistici che già includono la maggiorazione sociale, introdotta per sostenere i redditi più bassi. L’importo aggiuntivo viene riconosciuto automaticamente dall’Inps a chi possiede i requisiti anagrafici e reddituali. Non è richiesta una nuova domanda, salvo situazioni particolari.

L’aumento di 12 euro mensili può sembrare contenuto, ma su base annua supera i 140 euro. Con gli arretrati dei primi due mesi, il cedolino di marzo potrà includere circa 24 euro aggiuntivi per questa voce. L’intervento si inserisce in un quadro più ampio di adeguamenti che negli ultimi anni hanno interessato le pensioni minime e gli assegni assistenziali.

Nel complesso, il mese di marzo 2026 rappresenta un momento di verifica per molti pensionati. Da un lato il taglio dell’aliquota Irpef produce un beneficio fiscale variabile in base al reddito. Dall’altro le maggiorazioni sociali rafforzano i trattamenti più bassi. Il risultato concreto si leggerà nel cedolino pubblicato dall’Inps, dove saranno indicati sia l’importo mensile aggiornato sia i conguagli.

Non tutti riceveranno lo stesso aumento. Chi rientra sotto i 28mila euro lordi annui non beneficia del taglio Irpef, ma può comunque essere interessato dalle maggiorazioni sociali se in possesso dei requisiti. Chi supera i 50mila euro lordi resta escluso dal beneficio sulla seconda aliquota, perché lo sgravio si applica solo fino a quella soglia. Le cifre sono già definite dalla norma. Il cedolino di marzo ne fornirà la traduzione concreta.

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