Proprio alla vigilia del nuovo anno le pensioni subiscono un brutto arresto, secondo i dati sono previsti ritardi in tutti i settori.
Le pensioni rappresentano un sostegno fondamentale per milioni di cittadini italiani e ogni variazione nelle tempistiche di pagamento diventa un problema di grande rilevanza. La conferma dell’INPS riguardo al calendario di gennaio 2026 ha infatti suscitato attenzione, poiché si tratta di un’eccezione rispetto alla prassi abituale.
Il meccanismo dei giorni bancabili, che regola l’erogazione delle pensioni, si intreccia con festività e chiusure, creando inevitabili slittamenti nei versamenti. Per i pensionati, anche pochi giorni di ritardo possono significare la necessità di riorganizzare spese e bilanci familiari con maggiore attenzione.
L’INPS l’ha fatta grossa, pensioni in ritardo per tutti
L’INPS ha chiarito che le pensioni di gennaio 2026 saranno corrisposte dal 2° giorno bancabile del mese, ossia il 3 gennaio. Il 1° gennaio, essendo festivo, non consente operazioni e quindi la data utile diventa il 3 gennaio, individuata come riferimento ufficiale.

Sarà necessario pazientare più del previsto – reteriservealpiledrensi.tn.it
Per chi riceve l’accredito tramite Poste Italiane, il pagamento sarà disponibile già dal 3 gennaio, nonostante la giornata cada di sabato. Gli uffici postali considerano comunque il sabato lavorativo e garantiscono l’erogazione regolare della mensilità ai propri utenti.
Diversa la situazione per chi utilizza un conto corrente bancario, poiché le banche non operano durante il sabato. Il pagamento slitterà quindi al 5 gennaio 2026, primo giorno utile successivo al weekend, con un ritardo di 5 giorni.
Il calendario di dicembre 2025 non subirà variazioni e i pagamenti inizieranno regolarmente dal 1° giorno del mese. Il nuovo assetto comporta un ritardo di 3 giorni per chi utilizza Poste e di 5 giorni per chi ha un conto bancario.
Questa distanza temporale, seppur minima, coincide con un periodo delicato e richiede una programmazione attenta delle risorse disponibili. Chi ritira la pensione in contanti presso gli sportelli postali potrà farlo dal 3 gennaio 2026, senza ulteriori slittamenti.
Resta valido il limite di 1.000 euro netti per il prelievo in contanti, oltre il quale è obbligatorio indicare un conto corrente. In caso di importi superiori, il beneficiario deve comunicare all’INPS le coordinate bancarie da utilizzare per i pagamenti futuri.
La procedura è semplice e può essere completata online attraverso il portale dell’Istituto, con la funzione dedicata alla modifica delle coordinate. Questo consente di aggiornare rapidamente i dati e garantire il corretto versamento della mensilità senza ulteriori complicazioni.
Le tempistiche di gennaio 2026 risentono della disposizione del calendario, ma l’informazione è cruciale per pianificare con precisione le uscite economiche. Una corretta organizzazione diventa fondamentale, soprattutto per chi attende il pagamento come unico sostegno, evitando ritardi o irregolarità.
In sintesi, Poste Italiane pagherà dal 3 gennaio, le banche dal 5 gennaio, con ritardi di 3 e 5 giorni complessivi. Un ritardo, che pur di pochi giorni, potrebbe creare non pochi problemi a diverse famiglie italiane alle prese con un’economia sempre più difficile.
Brutte notizie per i contribuenti italiani - reteriservealpiledrensi.tn.it






