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Pensioni di Marzo, non solo aumenti, dall’INPS anche gli arretrati: a chi arriva il MEGA assegno

La pensione anticipata a 59 anni è ora accessibile con un solo requisito specifico, rappresentando un importante passo avantiPensioni più elevate e arretrati: la novità INPS di marzo 2026(www.reteriservealpiledrensi.tn.it)

L’INPS annuncia importanti novità per le pensioni di marzo 2026, con aumenti significativi per molti pensionati.

Questa misura, introdotta dalla recente legge di Bilancio, porterà benefici economici non solo in termini di importi mensili più elevati ma anche con il recupero delle somme non corrisposte nei primi due mesi dell’anno. Il 2 marzo sarà il giorno in cui le pensioni aggiornate saranno accreditate su conti bancari e postali, segnando un appuntamento importante per chi percepisce un trattamento pensionistico nel nostro Paese.

La legge di Bilancio 2026 ha previsto un taglio dell’IRPEF per il ceto medio, che si traduce in un alleggerimento fiscale per i pensionati con redditi mediamente elevati. In particolare, l’aliquota del secondo scaglione IRPEF, che riguarda i redditi tra 28.000 e 50.000 euro, è stata ridotta dal 35% al 33%. Prima di questa modifica, l’INPS non aveva applicato il nuovo calcolo nelle pensioni di gennaio e febbraio 2026, pertanto il conguaglio sarà effettuato a partire dalla pensione di marzo, includendo gli arretrati per i primi due mesi dell’anno.

Per i pensionati che percepiscono un assegno superiore a 28.000 euro lordi annui, l’effetto combinato del taglio IRPEF e del conguaglio determina un risparmio potenziale di circa 440 euro nell’intero 2026. Ciò si traduce in un aumento mensile di circa 34 euro, che sarà visibile già dalla rata di marzo, accompagnato dall’erogazione degli arretrati relativi a gennaio e febbraio.

Come vengono calcolati gli aumenti e chi ne beneficia

L’IRPEF è un’imposta progressiva, quindi l’effettivo beneficio varia in base all’importo della pensione. Il taglio del 2% si applica solo sulla fascia di reddito compresa tra 28.000 e 50.000 euro. Ad esempio, un pensionato con un reddito annuo di 35.000 euro usufruirà della riduzione fiscale solo sui 7.000 euro eccedenti i 28.000 euro, ottenendo un incremento di circa 11 euro al mese. Chi ha una pensione di 29.000 euro, invece, potrà beneficiare solo sulla parte di 1.000 euro sopra la soglia, con un aumento mensile di poco superiore a 1,50 euro.

Di conseguenza, i pensionati con trattamenti inferiori a 28.000 euro lordi annui non vedranno variazioni nella pensione di marzo 2026, in quanto la misura non riguarda le fasce di reddito più basse.

Arretrati e aumenti per la pensione di invalidità: come richiederli

Oltre agli aumenti legati al taglio IRPEF, un’altra importante opportunità riguarda gli arretrati della pensione di invalidità civile, che possono essere richiesti da chi rientra in specifici requisiti di invalidità e reddito. Per ottenere gli arretrati è necessario essere invalidi civili al 100% con un reddito personale annuo non superiore a 8.469,63 euro e, in caso di coniuge, un reddito familiare complessivo massimo di 14.447,42 euro.

Sostegno economico INPS

Come richiedere arretrati (reteriservealpiledrensi.tn.it)

Le domande possono essere presentate direttamente all’INPS, tramite il portale online o con l’ausilio di CAF e patronati, sebbene si raccomandi di affidarsi a un avvocato specializzato per evitare errori o rifiuti ingiustificati. Gli arretrati vengono calcolati a partire dalla data di riconoscimento dell’invalidità da parte della Commissione Medica INPS e possono essere richiesti per un massimo di un anno. Solo in casi specifici, come per gli invalidi civili al 100% che abbiano compiuto 60 anni prima del 20 luglio 2020, il periodo per il recupero degli arretrati può estendersi fino a cinque anni.

Un caso emblematico è quello del signor Claudio, invalido civile con diritto alla maggiorazione economica, che ha ottenuto un accoglimento della richiesta di arretrati pari a 24.000 euro per un quinquennio, grazie all’assistenza di esperti legali.

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