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Pensioni 2026, per le donne arriva lo stop: l’esperto spiega cosa richiedere

Pensioni 2026, per le donne arriva lo stopArriva lo stop che preoccupa le donne - reteriservealpiledrensi.tn.it

Arriva lo stop per le donne sulle pensioni. Dopo Opzione Donna, ecco quali sono le alternative ancora disponibili.

Con l’inizio del nuovo anno, il sistema pensionistico italiano si presenta senza l’Opzione Donna, la misura che ha consentito per anni alle lavoratrici di accedere a un pensionamento anticipato vantaggioso.

Dopo la decisione del Governo Meloni di non rinnovare questa sperimentazione, molte lavoratrici si interrogano sulle alternative disponibili per il 2026. Nonostante la chiusura di questo canale, il panorama previdenziale offre ancora diverse opportunità favorevoli per le donne, spesso più vantaggiose rispetto a quelle previste per gli uomini.

Pensioni 2026, stop all’Opzione Donna ma restano vantaggi per le lavoratrici

L’Opzione Donna non è stata prorogata nel 2026, segnando la fine di un percorso sperimentale durato diversi anni. Questa misura permetteva alle lavoratrici con requisiti specifici di andare in pensione anticipatamente con un calcolo contributivo, spesso più favorevole. Ora, senza questa possibilità, la domanda è quali alternative rimangano per chi desidera anticipare l’uscita dal lavoro.

Tra le opzioni ancora valide, si segnala uno sconto contributivo importante per le donne nelle pensioni anticipate ordinarie: mentre per gli uomini il requisito è di 42 anni e 10 mesi di contributi, per le lavoratrici è previsto un anno in meno, cioè 41 anni e 10 mesi.

Pensioni 2026, per le donne arriva lo stop

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Questo vantaggio si riflette anche nelle procedure di prepensionamento, come l’isopensione, che consente accordi tra datori di lavoro e sindacati per accompagnare alla pensione chi si trova fino a sette anni dal raggiungimento della pensione di vecchiaia o anticipata. In questo ambito, alle donne sono richiesti 34 anni e 10 mesi di contributi, contro i 35 anni e 10 mesi per gli uomini.

Soluzioni previdenziali alternative per le donne nel 2026

Nonostante la fine dell’Opzione Donna, esistono canali previdenziali che offrono ancora vantaggi specifici alle lavoratrici. Un esempio significativo riguarda le donne con un’invalidità pensionabile pari almeno all’80%, che possono lasciare il lavoro già a 56 anni, mentre gli uomini con la stessa invalidità devono attendere almeno 61 anni. Questa differenza rende la pensione anticipata per invalidità particolarmente favorevole per le donne.

Un altro aspetto riguarda la pensione anticipata contributiva: pur mantenendo invariati i requisiti anagrafici (64 anni) e contributivi (20 anni), cambia la soglia minima dell’importo pensionistico da raggiungere.

Per le lavoratrici che hanno iniziato a versare i contributi dopo il 31 dicembre 1995, il limite richiesto è più basso in presenza di figli, con 2,6 volte l’assegno sociale per chi ha due o più figli e 2,8 volte per chi ne ha uno solo, rispetto alle 3 volte richieste alle donne senza figli e agli uomini.

Vantaggi nel calcolo della pensione per madri lavoratrici

Le lavoratrici che sono madri possono beneficiare anche di formule più favorevoli nel calcolo dell’importo pensionistico. Per chi ha iniziato a versare contributi dopo il 1995, la presenza di figli consente di applicare coefficienti di trasformazione migliori, utilizzando il coefficiente relativo a un’età anagrafica superiore per ogni figlio. In pratica, questo significa che:

  • Con uno o due figli, se si esce a 64 anni con la pensione anticipata contributiva, il calcolo avviene con il coefficiente previsto per i 65 anni;
  • Se si accede alla pensione di vecchiaia a 67 anni, si applica il coefficiente dei 68 anni.

Con almeno tre figli, il vantaggio aumenta ulteriormente, utilizzando il coefficiente relativo a due anni in più per entrambe le forme di pensionamento.

Infine, per le lavoratrici madri prive di contributi al 31 dicembre 1995, ogni figlio consente una riduzione di 4 mesi sull’età pensionabile, fino a un massimo di 16 mesi per chi ha avuto almeno quattro figli, un beneficio applicabile sia alla pensione di vecchiaia sia a quella anticipata contributiva.

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