Lifestyle

Patatine in busta, uno snack da gustare senza rimorsi: svelate le migliori al supermercato

Patatine in bustaPatatine in busta, uno snack da gustare senza rimorsi: svelate le migliori al supermercato - reteriservealpiledrensi.tn.it

Altroconsumo aggiorna la classifica delle patatine da supermercato: solo una marca supera i 70 punti.

Salgono sugli scaffali dei supermercati in decine di varianti, ma solo una manciata di patatine in busta riesce a rispettare criteri nutrizionali e compositivi accettabili. Lo dice Altroconsumo, che nel dicembre 2025 ha pubblicato i risultati di una valutazione completa su 220 referenze acquistate nel mese di giugno tra 10 diverse catene di supermercati e discount. L’analisi si è concentrata su un campione rappresentativo delle patatine classiche, le più vendute e consumate, con l’obiettivo di capire quali siano davvero le migliori in circolazione. Il verdetto ha sorpreso: nessun prodotto ha raggiunto la fascia “molto buono”, e solo 10 articoli si sono salvati con punteggi superiori ai 60 punti su 100.

La classifica è stata costruita tenendo conto di fattori oggettivi, non del gusto. Al centro, parametri legati alla salute, alla composizione, alla quantità di additivi e al grado di trasformazione industriale. Le patatine migliori sono risultate quelle con ingredienti essenziali: patate, olio e poco sale, senza esaltatori di sapidità, coloranti o aromi artificiali. Il primo posto va a una referenza italiana a marchio privato, che batte anche nomi noti del mercato.

I criteri dell’analisi: punteggi, ingredienti e trasformazione industriale

Altroconsumo ha attribuito un punteggio da 0 a 100 a ciascuna patatina, classificandole in cinque fasce: da “molto buono” a “molto scarso”. Il valore nutrizionale, calcolato secondo il Nutri-score, ha inciso per il 55% sul risultato finale. Sono stati poi valutati gli additivi (15%), il grado di trasformazione industriale (15%), l’eventuale presenza di edulcoranti (10%) e la dimensione della porzione (5%), penalizzando i formati più grandi.

Gli ingredienti sono stati letti uno per uno: prodotti con olio di palma, aromi artificiali o miscele complesse sono scesi nella parte bassa della classifica. I punteggi più alti sono andati a patatine che contenevano solo patate, olio di girasole o mais e sale, in alcuni casi nemmeno quello. L’assenza di additivi e una lista ingredienti corta sono state le vere chiavi del successo.

Patatine in busta

I criteri dell’analisi: punteggi, ingredienti e trasformazione industriale – reteriservealpiledrensi.tn.it

Il risultato più alto è stato ottenuto dalle Coop doppia cottura senza sale aggiunto, con 73 punti su 100. A seguire, le Tyrell’s lightly sea salted con 63 punti. Al terzo posto, a pari merito con 60 punti, ben otto prodotti: Conad patatine caserecce, Coop doppia cottura classiche, Jocker Snack (Md) Gran Gusto classiche, Mambo Kids (Eurospin), due versioni Pata snack metodo artigianale, le Selex Saper di sapori doppia cottura e le Tesori dell’Arca croccanti doppia cottura.

Il test ha dimostrato che non è il prezzo a fare la qualità, ma la semplicità. Molti prodotti economici, venduti in discount, hanno ottenuto risultati superiori rispetto a referenze più costose e pubblicizzate. Il grado di trasformazione incide molto: più il processo è industriale e lungo, più la qualità percepita peggiora. La frittura resta un passaggio critico: non tutti gli oli si comportano allo stesso modo. L’olio di palma, ad esempio, è stato penalizzato per via del suo contenuto di grassi saturi.

Cosa scegliere davvero quando si acquistano patatine confezionate

L’analisi ha fornito uno spunto utile per chi acquista regolarmente snack confezionati. Il consiglio implicito è leggere l’etichetta, osservare quanti ingredienti sono presenti e preferire i prodotti che ne hanno meno. La differenza, già, si nota subito: le patatine che superano i 60 punti contengono al massimo tre o quattro ingredienti. Quelle che scendono sotto i 40 – molte – hanno lunghe liste di additivi, conservanti, antiagglomeranti e aromi sintetici.

Il sale è un altro nodo critico. Anche quando non è percepito al gusto, può essere presente in quantità elevate. Per questo motivo la versione Coop senza sale ha primeggiato. Un altro fattore di valutazione è stato il formato delle porzioni: confezioni molto grandi inducono a consumare quantità eccessive, e per questo sono state penalizzate nel punteggio.

Una curiosità emersa dalla ricerca riguarda la percezione dei brand. Alcuni marchi noti sono finiti sotto la soglia dei 40 punti, classificati come “scarsi”. Questo dimostra come la reputazione commerciale non sempre coincide con la qualità reale del prodotto.

L’analisi di Altroconsumo, condotta senza sponsor e in modo indipendente, ha voluto fornire uno strumento pratico per scegliere con più attenzione. Le patatine restano uno snack diffuso, soprattutto tra i più giovani. Avere almeno una guida utile per distinguere uno spuntino occasionale da un’abitudine rischiosa può fare la differenza.

Change privacy settings
×