Cresce in Italia la minaccia delle “carte bianche”: sofisticati skimmer clonano dati e PIN dai POS, causando perdite medie di 300 euro a trzione. Ecco come difendersi.
In Italia si registra una crescente preoccupazione per una sofisticata forma di frode elettronica legata ai pagamenti digitali: la cosiddetta truffa della carta bianca o “white cards”. Il fenomeno, che si sta evolvendo rapidamente, coinvolge la clonazione di carte di credito, debito e carburante attraverso dispositivi elettronici occultati nei terminali POS o sportelli ATM, causando ingenti danni economici alle vittime, mediamente pari a circa 300 euro per singolo episodio.
La truffa delle carte invisibili: come funziona
Il meccanismo alla base di questa frode si fonda sull’uso dello skimmer, un apparecchio illegale che viene installato sui terminali di pagamento presso negozi, supermercati, distributori di carburante e sportelli bancomat. Lo skimmer cattura i dati memorizzati sulla banda magnetica o sul chip della carta, permettendo ai truffatori di duplicarli su tessere bianche e anonime, prive di qualsiasi segno identificativo. Da qui il nome “carte bianche”, che rappresentano il volto materiale della clonazione.
In aggiunta, i criminali utilizzano microcamere mimetizzate o tastiere sovrapposte per intercettare il codice PIN digitato durante la transazione, rendendo ancora più facile l’accesso fraudolento ai fondi del malcapitato.
L’aspetto più preoccupante è la capacità delle carte clonate di essere utilizzate simultaneamente in diverse città, come confermato dal maggiore Christian Spagnuolo del Comando Carabinieri di Trento: “Una carta clonata poteva essere usata contemporaneamente in tre città diverse senza che nessuno se ne accorgesse”. Questo dimostra la sofisticazione e la pericolosità del fenomeno, che si estende ben oltre le tradizionali frodi fisiche.
Per difendersi efficacemente da questa tipologia di frode è fondamentale adottare alcune precauzioni di base, soprattutto durante i pagamenti in presenza:
- Ispezionare attentamente il terminale POS o lo sportello ATM prima di inserire la carta, verificando la possibile presenza di dispositivi aggiuntivi o anomalie come spessori o componenti mobili.
- Coprire sempre la tastiera durante la digitazione del PIN per evitare che microcamere o persone vicine possano memorizzare il codice.
- Evitare di consegnare la carta a terzi, ad esempio al cameriere in ristoranti, preferendo pagare direttamente alla cassa.
- Monitorare con regolarità l’estratto conto e attivare, ove possibile, notifiche SMS o app bancarie che segnalino in tempo reale le transazioni.
- Conservare le ricevute degli acquisti fino alla riconciliazione con l’estratto conto bancario.

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In caso di sospetto di clonazione, è fondamentale bloccare immediatamente la carta contattando il servizio clienti della banca, presentare denuncia alle autorità competenti e richiedere il rimborso delle somme indebitamente sottratte.
Le frodi con carte di pagamento hanno raggiunto nel 2024 un volume di affari stimato intorno ai 10 miliardi di euro in Italia, con un incremento fra il 15 e il 20% rispetto all’anno precedente. Le “white cards” rappresentano una nuova frontiera del crimine informatico, legata anche alla crescente diffusione delle carte contactless che, pur sicure, possono essere vulnerabili a furti di dati tramite dispositivi RFID.
L’operazione “Free Fuel”, coordinata dalla procura di Trento e condotta dai carabinieri di Cavalese e Trento, ha smantellato una rete criminale specializzata nella clonazione di carte carburante. Il “re degli skimmer”, Dan Petri, è stato identificato come il principale responsabile, capace di clonare decine di carte in poche ore e di rivendere carburante sottratto attraverso canali oscuri come Telegram e il dark web. I dispositivi utilizzati erano sofisticati: inserti metallici perfettamente integrati nei distributori, microcamere camuffate e tastiere sovrapposte quasi invisibili.
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