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Occasione da non perdere: con il bonus acqua potabile il depuratore diventa praticamente gratis

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Bonus depuratori 2026, come ottenere il rimborso per migliorare l’acqua di casa

Il Bonus acqua potabile è ancora attivo anche nel 2026 e rappresenta una misura concreta per incentivare l’installazione di depuratori domestici. L’obiettivo è duplice: da una parte migliorare la qualità dell’acqua del rubinetto, dall’altra ridurre il consumo di plastica monouso. Questo incentivo fiscale consente infatti di ottenere un rimborso fino al 50% sulle spese sostenute per acquistare e installare sistemi di filtraggio e purificazione dell’acqua.

Non è previsto alcun limite di reddito, e possono beneficiarne sia i privati che le aziende o gli enti pubblici. Un modo concreto per favorire scelte più sostenibili e allo stesso tempo alleggerire i costi per chi sceglie soluzioni ecologiche.

Chi può richiedere il bonus e come funziona il rimborso del 50%

La misura resta accessibile a tutti, senza vincoli Isee o soglie reddituali, e può essere utilizzata per l’acquisto di impianti come osmosi inversa, carboni attivi, addolcitori e altri sistemi certificati. L’importo massimo rimborsabile varia ogni anno in base ai fondi disponibili e alla tipologia di dispositivo installato, ma nella maggior parte dei casi si aggira intorno al 50% della spesa complessiva. A poter accedere al beneficio sono i cittadini residenti in Italia, ma anche bar, ristoranti, negozi o studi professionali.

bonus acqua potabile

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Il bonus si applica solo a impianti effettivamente installati e funzionanti, e che rispettano i requisiti tecnici stabiliti dalla normativa. Il sistema deve essere conforme agli standard europei in materia di sicurezza e qualità dell’acqua. È fondamentale che le spese siano tracciabili, cioè effettuate con bonifico, carta o strumenti digitali verificabili dall’Agenzia delle Entrate. Questo permette un controllo puntuale e un’assegnazione trasparente del rimborso. In molti casi, l’agevolazione rappresenta un vero e proprio incentivo alla scelta di soluzioni durature per il miglioramento dell’acqua domestica, anche in ottica di salute e risparmio.

Quali documenti servono e come avviene il rimborso sul conto

Per ottenere il rimborso è necessario inviare una documentazione completa e corretta, che certifichi sia l’acquisto che l’installazione dell’impianto. Il documento fondamentale è la fattura, che deve riportare il codice fiscale del beneficiario, i dati fiscali del venditore e la descrizione tecnica del prodotto. Va allegata anche la dichiarazione di conformità, rilasciata da un tecnico abilitato, che attesta il rispetto delle normative e il corretto funzionamento del depuratore. In alcuni casi, potrebbe essere richiesto anche un certificato di installazione professionale.

Tutti i pagamenti devono risultare tracciabili, pena l’esclusione dal bonus. Una volta raccolti i documenti, la domanda si presenta attraverso i canali ufficiali dell’Agenzia delle Entrate, seguendo le istruzioni pubblicate ogni anno nella guida operativa. I tempi di attesa per ricevere il rimborso sono in media tra i 30 e i 60 giorni lavorativi, e il credito viene accreditato direttamente sul conto corrente indicato nella domanda. È importante conservare copia di tutta la documentazione, anche dopo l’erogazione, in quanto potrebbero essere effettuati controlli a campione. L’intero processo è pensato per garantire trasparenza, sicurezza e velocità, premiando i cittadini che scelgono di investire su un’acqua più pulita, più sana e senza plastica.

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