Una riforma silenziosa riscrive tempi, modalità e diritti: cosa sta davvero cambiando per famiglie e cittadini.
Le persone con disabilità e i loro familiari sanno perfettamente quanto la Legge 104 sia fondamentale per la loro tutela. Permessi lavorativi, agevolazioni fiscali e sostegni assistenziali ruotano attorno a un riconoscimento determinante, anche se fino a oggi, ha seguito procedure spesso complesse e non sempre rapide.
Negli ultimi mesi, però, qualcosa è cambiato. Senza un particolare clamore mediatico, il sistema di accertamento della disabilità è entrato in una nuova fase, destinata a modificare in modo profondo il rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione. Una trasformazione che interessa non solo chi presenta una nuova domanda, ma anche chi è già titolare di benefici.
A fare chiarezza è intervenuto l’INPS, con un messaggio che dà attuazione concreta alla riforma della disabilità introdotta nel 2024. Una decisione che rappresenta l’inizio di un percorso graduale, ma irreversibile, verso un sistema più digitale e – nelle intenzioni – più rapido.
Cosa cambia con la riforma della disabilità
La novità principale riguarda le modalità di accertamento e revisione della condizione di disabilità ai fini della Legge 104. Il nuovo impianto normativo, attualmente in fase sperimentale in alcune province, punta a ridurre le visite mediche in presenza quando non strettamente necessarie.

Con la riforma della Legge 104 cambiano tempi e accertamenti per la disabilità-reteriservealpiledrensi
Per determinate patologie, in particolare quelle oncologiche o fortemente invalidanti, la valutazione potrà avvenire “sulla carta”, cioè attraverso l’analisi della documentazione sanitaria già disponibile. Questo significa meno spostamenti, meno attese e un minor carico per persone spesso fragili.
L’avvio della procedura resta su iniziativa dell’interessato o di chi lo rappresenta legalmente. Tutto parte dall’invio telematico del certificato medico introduttivo. Successivamente, l’INPS comunica le istruzioni operative, indicando tempi e modalità. Se la valutazione può avvenire sugli atti, l’interessato riceve una richiesta formale per trasmettere la documentazione sanitaria entro un termine definito. Resta comunque garantita la possibilità di chiedere una visita diretta, qualora si ritenga necessario un confronto medico in presenza.
Nei casi in cui sia già fissato un appuntamento, la convocazione continua ad arrivare con modalità tradizionali e contiene indicazioni precise su data, luogo e documenti da presentare. È inoltre prevista la possibilità di rinviare l’incontro in presenza di un impedimento motivato.
Uno degli aspetti più rilevanti della riforma riguarda i tempi. Il procedimento di accertamento deve concludersi entro novanta giorni, con sospensioni limitate solo alla necessità di integrare la documentazione. Per le patologie oncologiche, il termine resta molto più breve, proprio per garantire una tutela immediata.
Un altro elemento di semplificazione è la possibilità di integrare gli atti sanitari anche dopo l’avvio della procedura, evitando che una documentazione incompleta rallenti o comprometta il riconoscimento dei diritti. In prospettiva, il nuovo sistema mira a rendere più accessibile e meno gravoso l’accertamento della disabilità. Per le situazioni più gravi, non sarà più necessario attendere l’esito finale per accedere a prestazioni e servizi: il certificato medico potrà essere sufficiente.
Legge 104, nuove regole INPS con meno visite e più documenti digitali - reteriservealpiledrensi







