Nelle ultime settimane si sta parlando tantissimo dei cosiddetti nuovi controll ifiscali, cerchiamo di venire a capo di cosa si tratta.
I controlli fiscali fanno parte non solo dell’Italia, ma di ogni Stato da decine e decine di anni. Addirittura durante il periodo del medioevo – ma anche prima, a dire il vero – erano mirati e realizzati con una certa accuratezza, per quanto non siano mai stati raggiunti i livelli che invece caratterizzano l’attuale periodo storico.
Con la tecnologia che avanza, anche i controlli fiscali migliorano e diventano ancora più precisi. Proprio di questo abbiamo deciso di parlarvi, visto e considerato che cambia qualcosa rispetto al più recente passato.
Il riferimento principale va all’Agenzia delle Entrate, che pare aver deciso di gestire tutto quanto in maniera assolutamente più automatizzata e diretta rispetto anche soltanto a qualche mese fa. Ma di cosa si tratta effettivamente e come funziona? Nelle prossime righe cercheremo effettivamente di venirne a capo.
Nuovi controlli fiscali, ora è tutto automatizzato: i dettagli
Grazie all’articolo 54-bis.1, adesso l’Agenzia delle Entrate ha il potere di procedere a una liquidazione automatica dell’Iva quando un contribuente non presenta la dichiarazione dei redditi. Si tratta di una grande differenza rispetto al passato, quando attraverso le verifiche a campione la stessa agenzia poteva impiegare addirittura anni per risolvere una singola questione economica; adesso, invece, il procedimento è istantaneo, e i dati vengono analizzati in tempo reale. Il software governativo elabora in maniera automatizzata tutte le informazioni già in possesso dell’amministrazione, generando un calcolo preciso attraverso la sottrazione dell’Iva dalle fatture ricevute dall’Agenzia delle Entrate.

A partire dal 2026, sarnano automatizzati (www.reteriservealpiledrensi.tn.it)
Questo cambia tutto anche in fase di eventuale ricorso; non sarà più l’amministrazione a dover dimostrare di aver sbagliato, essendo tutto automatizzato, ma il contribuente a dover riscontrare – se presente – un errore in quanto essenzialmente digitato e realizzato dal software. Un’altra limitazione rispetto a qualche anno fa è la seguente: non sarà possibile inviare dichiarazioni Iva incomplete o addirittura vuote. In passato tanti cittadini agivano di conseguenza per guadagnare tempo, ma dal 2026 in avanti non sarà più plausibile come azione perché presentare un modello incompleto ha il solito valore di non presentarlo affatto.
Qualora si verificasse un’azione del genere da parte di un contribuente, è altamente probabile che l’Agenzia delle Entrate avvii subito una procedura di recupero accelerata, esattamente come nei casi in cui una dichiarazione dei redditi non viene effettuata proprio. Se il sistema automatico scopre qualcuno che non rispetta le regole, la sanzione può essere davvero pesante; si tratta del 120% dell’imposta non versata, con tanto di importo minimo fissato a 250 euro. Se però regolarizzate la vostra posizione fiscale entro 60 giorni, la multa può essere ridotta di un terzo rispetto all’importo originario.
Novità relativa ai controlli fiscali (www.reteriservealpiledrensi.tn.it)






