Tutte le agevolazioni previste dal comma 3 della Legge 104 per disabili gravi: auto, bollette, lavoro e sussidi.
La Legge 104, varata nel 1992, resta uno dei riferimenti centrali per i diritti delle persone con disabilità e dei loro familiari. Ma cosa cambia concretamente quando viene riconosciuta la situazione di gravità prevista dal comma 3 dell’articolo 3? E quali sono le agevolazioni fiscali, lavorative e assistenziali che spettano davvero nel 2026?
La distinzione tra comma 1 e comma 3 della 104 non è solo formale. Riconoscere una disabilità grave comporta infatti l’accesso a un pacchetto di benefici più ampio, pensato per chi si trova in condizioni tali da richiedere assistenza continua e da vivere limitazioni serie sul piano lavorativo, relazionale e sociale. Ma l’iter per ottenere tutto questo è preciso e deve passare per una Commissione medica ASL che valuta ogni singolo caso.
Cosa prevede il comma 3 e quando scattano i benefici piĂą estesi
Per essere riconosciuti come soggetti con disabilità in situazione di gravità , è necessario passare una visita medica presso la Commissione medico-legale dell’ASL di riferimento. Il verbale rilasciato dalla Commissione specifica se il caso rientra nel comma 1 (disabilità lieve o media) o nel più rilevante comma 3, che attesta condizioni gravi e permanenti.
Nel caso venga riconosciuto il comma 3, la Legge 104 consente un accesso facilitato a una lunga serie di misure. Non si tratta di benefici economici diretti, ma piuttosto di agevolazioni pratiche e fiscali destinate a migliorare la qualità della vita di chi vive una condizione di forte disagio fisico, mentale o sensoriale. Per esempio, una persona che necessita di assistenza continua o ha serie limitazioni nella deambulazione potrà usufruire di vantaggi importanti sull’acquisto dell’auto e su molte spese quotidiane.
Nel dettaglio, con il riconoscimento del comma 3 è possibile ottenere:
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detrazione IRPEF del 19% sull’acquisto di veicoli nuovi;
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IVA agevolata al 4% per l’acquisto di automobili o mezzi adattati;
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detrazione del 19% per ausili tecnici e informatici;
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agevolazioni sulle spese sanitarie e per l’assistenza personale.
Ma l’accesso a questi benefici non è legato solo alla dicitura “comma 3”. Serve anche una valutazione della percentuale di invalidità riconosciuta:
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dal 33% al 73% si accede ad assistenza sanitaria e a una parte delle detrazioni;
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dal 74% in su scatta il diritto alla pensione di invaliditĂ civile;
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dal 66% è prevista l’esenzione dal ticket sanitario.
Il quadro normativo non è sempre semplice, ma conoscere le soglie e le voci esatte consente di non perdere agevolazioni a cui si ha pieno diritto.
Dalle auto alle bollette: tutte le agevolazioni previste per chi rientra nel comma 3
Chi ha ottenuto il riconoscimento del comma 3 può contare su misure concrete, alcune delle quali anche molto specifiche, come nel caso delle agevolazioni legate all’acquisto di un veicolo. La normativa prevede una detrazione IRPEF del 19% sul costo dell’auto, oltre a una IVA ridotta al 4%, a condizione che il veicolo sia usato in funzione del soggetto disabile e non sia rivenduto prima di 4 anni.

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Anche per chi ha problemi di deambulazione, disabilità psichica con indennità di accompagnamento, cecità o sordità riconosciuta, le stesse agevolazioni si applicano. A tutto ciò si somma la possibilità di usufruire di una detrazione per l’eliminazione delle barriere architettoniche (50% della spesa sostenuta), sempre con IVA al 4%. Questo vale per interventi edilizi in abitazioni private, anche se il disabile non è il proprietario dell’immobile.
Sul fronte della vita quotidiana, il riconoscimento del comma 3 consente anche:
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accesso a sconti sulle bollette luce e gas (previa richiesta e ISEE aggiornato);
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diritto al contrassegno auto per la sosta riservata;
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iscrizione agevolata al collocamento mirato (art. 1 Legge 68/1999).
Le misure si estendono anche ai familiari caregiver. Il familiare che lavora può usufruire di permessi retribuiti (3 giorni al mese), di un congedo straordinario fino a 24 mesi (anche frazionato), e del diritto a scegliere la sede di lavoro più vicina al domicilio del disabile assistito. Non può essere trasferito senza il suo consenso.
Nel contesto della riforma dell’Assegno Unico Universale, il Governo ha introdotto anche una maggiorazione per i figli con disabilità grave, riconosciuta per tutto il periodo di convivenza, anche oltre la maggiore età , e senza limiti di reddito.
Per ottenere tutti questi vantaggi, occorre allegare la certificazione ASL e in alcuni casi la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà . Ogni misura ha la sua procedura e, in molti casi, tempi burocratici non brevi. Eppure, migliaia di famiglie ogni anno non ne fanno richiesta per mancanza di informazioni precise o per la complessità della documentazione richiesta.
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