Territorio

Niente auto, niente folla, solo conigli: l’atollo magico a un passo dalle coste italiane

CejaNiente auto, niente folla, solo conigli: l'atollo magico a un passo dalle coste italiane (Fonte FB@ Otok Ceja) - reteriservealpiledrensi.tn.it

L’atollo magico a un passo dalle coste italiane è una minuscola isola abitata solo da conigli. Un luogo unico tra curiosità, turismo e fragili equilibri naturali.

Se cercate un luogo incontaminato, silenzioso e fuori da ogni rotta turistica, Ceja è uno di quei nomi che non si trovano su nessuna guida. Eppure, questa microscopica isola croata, a meno di un chilometro dalla costa istriana, sta attirando l’attenzione di sempre più viaggiatori. Non per resort o locali alla moda, ma per una presenza del tutto inusuale: centinaia di conigli selvatici, liberi di muoversi su un fazzoletto di terra grande meno di un quarto di chilometro quadrato.

Non c’è nulla di umano su Ceja: nessuna casa, nessun residente, nessun rumore artificiale. Solo vegetazione, rocce e animali a quattro zampe che sembrano aver preso possesso dell’isola come fosse un rifugio sicuro. I conigli, già, sono i veri abitanti di Ceja, ed è per questo che sempre più turisti decidono di raggiungere in barca questo scoglio dimenticato per osservare e interagire con loro. Ma dietro questa immagine da cartolina si nascondono anche domande più complesse.

Una colonia nata dal nulla che ha conquistato l’isola

Ceja si estende per appena 600 metri in lunghezza e 430 in larghezza, per una superficie totale di 0,183 km². Dalla costa croata dista poco meno di un chilometro, e si raggiunge solo in barca. Fino a pochi anni fa non la conosceva quasi nessuno, e ancora oggi non esiste una pagina Wikipedia in inglese dedicata. Ma qualcosa è cambiato.

In rete iniziano a comparire video di turisti che nutrono e accarezzano conigli selvatici sull’isola. Le immagini mostrano animali tranquilli, spesso in piccoli gruppi, che non fuggono all’avvicinarsi dell’uomo, anzi: sembrano abituati alla presenza umana. Il motivo è semplice. Ceja è diventata una meta per gite giornaliere, con agenzie turistiche locali che organizzano escursioni mirate proprio per “vedere i conigli”.

Ceja

Una colonia nata dal nulla che ha conquistato l’isola (Fonte FB@ Otok Ceja) – reteriservealpiledrensi.tn.it

Questi animali non sembrano avere timori: non ci sono predatori, cibo vegetale abbonda, e il clima è mite. Tutti elementi che hanno favorito una crescita esponenziale della popolazione. Ma da dove vengono? Nessuno può dirlo con certezza. L’ipotesi più probabile è che siano stati introdotti volontariamente, forse da pescatori o turisti. Improbabile che abbiano raggiunto Ceja da soli, considerando che l’isola più vicina popolata da conigli – Lokrum – si trova a oltre 700 chilometri di distanza.

La mancanza di controlli e la natura fragile dell’ecosistema isolano pongono però alcune preoccupazioni. Senza una regolazione, la colonia rischia di alterare equilibri naturali delicati, come già accaduto altrove nel Paese.

Il precedente di Lokrum e il rischio che la storia si ripeta

Chi segue la cronaca ambientale croata ricorderà il caso di Lokrum, un’isola a sud di Dubrovnik. Nel 2014 venne introdotta una colonia di conigli selvatici europei, anch’essa con finalità ricreative e turistiche. All’inizio, il fenomeno sembrava innocuo. Poi è arrivata la crescita incontrollata.

I conigli hanno distrutto una parte consistente del Giardino Botanico dell’isola, divorando anche specie rare, e in breve sono passati da “attrazione” a “problema”. Nel 2023, un’epidemia ha decimato la colonia, confermando i timori degli esperti: quando un ecosistema chiuso viene alterato, le conseguenze possono essere gravi.

Ceja non ha strutture, non ha sorveglianza e, per ora, nessuna forma di regolamentazione ambientale. La sensazione, tra chi osserva il fenomeno da vicino, è che si stia ripetendo una dinamica simile: i conigli, senza competitori né controllo, crescono e consumano risorse.

Eppure, proprio la loro presenza ha reso nota l’isola. La crescente popolarità sui social network, soprattutto tra i turisti italiani e austriaci, ha portato Ceja al centro di un nuovo “turismo da Instagram”, fatto di foto, video, e storie in cui la quiete dell’isola e la dolcezza dei conigli attirano migliaia di visualizzazioni.

Ma l’equilibrio è fragile. Senza piani precisi per proteggere la biodiversità o contenere la popolazione, anche Ceja rischia di trasformarsi da paradiso in problema ambientale. E se da un lato l’immagine è idilliaca, dall’altro basterebbe poco per cambiare scenario.

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