Pasta di qualità a metà prezzo: il segreto che i supermercati non vogliono svelarti (ma è scritto sull’etichetta)
Nel silenzio degli scaffali della grande distribuzione, una piccola rivoluzione è già in atto. Mentre molti consumatori continuano a scegliere la pasta di marca convinti che costi di più perché è migliore, la realtà è spesso un’altra. Dietro le confezioni più anonime delle “private label”, ovvero i prodotti a marchio del supermercato, si nasconde spesso la stessa qualità – e in certi casi la stessa identica produzione – delle paste più pubblicizzate.
È il fenomeno del co-packing, una pratica sempre più diffusa in cui le grandi industrie alimentari producono anche per conto delle catene di supermercati, mantenendo gli stessi standard di lavorazione ma vendendo a prezzi decisamente più bassi.
La pasta, simbolo per eccellenza della tavola italiana, è uno dei prodotti dove questo sistema è più evidente. Non si tratta di scendere a compromessi, ma di sapere leggere l’etichetta.
Il trucco del codice di stabilimento: come capire chi produce davvero la pasta
Il dettaglio che può cambiare le tue abitudini di spesa è il codice di stabilimento: un piccolo codice alfanumerico che identifica lo specifico impianto di produzione da cui proviene la pasta. Si trova di solito accanto alla data di scadenza o sotto al lotto.
Cercando quel codice online, magari su siti specializzati o forum di consumatori, scoprirai che molti marchi del supermercato provengono dagli stessi stabilimenti dove nascono le paste premium. Alcune delle più grandi aziende italiane del settore pastario producono infatti in co-packing per note catene della GDO, seguendo le stesse ricette, con le stesse trafile e spesso con la stessa semola di grano duro.

Il trucco del codice di stabilimento: come capire chi produce davvero la pasta – reteriservealpiledrensi.tn.it
Per capirne la qualità, guarda anche un altro dato: la percentuale di proteine (almeno il 13%) è un ottimo indicatore della tenuta in cottura e della qualità del grano.
Le paste migliori, anche tra quelle a marchio del supermercato, vantano:
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Trafile in bronzo, che rendono la superficie più ruvida per trattenere meglio il sugo
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Colorazione dorata naturale, indice di lenta essiccazione
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Assenza di glifosato, il pesticida al centro di molte polemiche sanitarie
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Origine tracciabile del grano, spesso italiano o europeo
Il risparmio reale: quanto puoi tagliare sulla spesa senza perdere qualità
Scegliere una pasta “private label” prodotta da un grande pastificio non significa rinunciare al sapore, ma mettere in atto una strategia intelligente. Il risparmio, calcolato su base mensile, può arrivare anche a 50 euro per una famiglia di quattro persone.
Basta confrontare il prezzo al chilo tra una pasta di marca e quella “del supermercato” con la stessa provenienza e caratteristiche simili: in media, si risparmia oltre il 50%.
Questo margine, su un prodotto base come la pasta, può sembrare minimo ma, nel bilancio familiare, fa la differenza. E senza sacrifici: il gusto resta lo stesso, la consistenza è al dente, il profumo è quello vero del grano duro lavorato con cura.
In un periodo in cui il carrello della spesa pesa sempre di più, fare attenzione a questi dettagli diventa un gesto di consapevolezza. Non solo per il portafoglio, ma anche per la salute e per una scelta più razionale.
Scegliere con intelligenza significa non pagare per l’etichetta, ma per la qualità effettiva. Un semplice codice può dirti tutto quello che devi sapere per portare a tavola la stessa pasta, ma spendendo molto meno. E non è poco.
Nessuno lo sa ma questa pasta è una delle migliori sul mercato: costa pochi centesimi ed è molto più buona delle più famose - reteriservealpiledrensi.tn.it






