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Naspi, cambiano le regole per i pagamenti dal 2026: perché non arriva mai la cifra intera

naspi novità 2026Naspi. cosa cambia nel 2026 - Reteriservealpiledrensi.tn.it

Dal 2026 l’anticipo NASpI sarà erogato in due tranche, con nuove condizioni per il saldo finale e maggiori controlli su requisiti e restituzioni. Ecco cosa cambia per i beneficiari.

Con l’avvio del nuovo anno entrano in vigore importanti modifiche riguardanti l’anticipo NASpI, uno strumento chiave per i lavoratori disoccupati che intendono avviare un’attività autonoma o imprenditoriale. Le novità normative, sancite dalla legge di bilancio 2026 (legge n. 199/2025), introducono un cambiamento sostanziale nel modo in cui viene erogato questo beneficio, influenzando la gestione delle risorse da parte degli aspiranti imprenditori.

L’anticipo NASpI: cos’è e a chi si rivolge

L’anticipo NASpI rappresenta una misura di sostegno economico che consente ai beneficiari dell’indennità di disoccupazione NASpI di ricevere in un’unica soluzione, anticipata, l’importo complessivo spettante. Questa liquidazione anticipata serve a fornire un capitale immediato per avviare o sostenere un’attività autonoma, trasformando così il sussidio in un investimento per il futuro lavorativo.

Possono accedere all’anticipo NASpI tutti i lavoratori licenziati a partire dal 1° maggio 2015 che desiderano:

  • avviare un’attività lavorativa autonoma o un’impresa individuale;
  • sottoscrivere una quota di capitale sociale di una cooperativa, purché il rapporto preveda attività lavorativa subordinata;
  • sviluppare a tempo pieno un’attività autonoma già iniziata durante il rapporto di lavoro dipendente.

La domanda deve essere presentata entro 30 giorni dall’inizio dell’attività autonoma o dalla sottoscrizione della quota sociale della cooperativa. In caso l’attività sia già iniziata durante il rapporto di lavoro dipendente, la richiesta di anticipo deve essere effettuata entro 30 giorni dalla domanda di NASpI.

2026 naspi

Nel 2026 cambia tutto per la NASPI – Reteriservealpiledrensi.tn.it

Fino al 2025 l’anticipo NASpI veniva erogato in un’unica soluzione, ma dal 2026 la normativa introduce un sistema frazionato. La somma sarà infatti corrisposta in due tranche: il 70% dell’importo totale sarà versato subito dopo l’accoglimento della domanda, mentre il restante 30% sarà liquidato solo al termine del periodo spettante della NASpI e a precise condizioni.

La seconda tranche verrà erogata solo se il beneficiario non sarà rientrato in un rapporto di lavoro subordinato né avrà maturato il diritto alla pensione nel frattempo. In caso contrario, questa parte finale dell’anticipo non sarà riconosciuta, rendendo necessaria una valutazione più prudente e una pianificazione finanziaria più attenta da parte degli aspiranti imprenditori.

Questa nuova modalità mira a incentivare la stabilità e la continuità dell’attività autonoma nel tempo, trasformando l’anticipo NASpI in uno strumento che non solo supporta l’avvio di un progetto, ma ne promuove anche la sostenibilità.

La domanda per l’anticipo NASpI può essere presentata esclusivamente in modalità telematica tramite il portale INPS, oppure attraverso il Contact center, enti di patronato e intermediari. Alla domanda deve essere allegata la documentazione che attesta le iniziative intraprese per l’avvio dell’attività, come autorizzazioni, iscrizioni ad albi professionali o registrazioni camerali.

Un aspetto rilevante riguarda l’esenzione fiscale per i soci lavoratori di cooperative. La legge n. 160/2019 prevede che la liquidazione anticipata della NASpI, qualora destinata alla sottoscrizione di una quota sociale in cooperativa con rapporto mutualistico, sia esente da imposizione IRPEF. L’INPS, con la circolare n. 178/2021, ha fornito le istruzioni operative per l’applicazione di questa esenzione e gli adempimenti collegati.

Importante è anche la normativa sulla decadenza del diritto: se il beneficiario instaura un rapporto di lavoro subordinato prima della scadenza del periodo coperto dalla NASpI anticipata, dovrà restituire l’importo percepito, ad eccezione dei casi in cui il nuovo impiego derivi dalla sottoscrizione di una quota sociale in cooperativa.

Inoltre, una recente sentenza della Corte Costituzionale (n. 90/2024) ha stabilito che la restituzione dell’anticipo NASpI deve essere proporzionale quando l’attività imprenditoriale finanziata diventa impossibile per cause non imputabili al beneficiario, riducendo così l’onere di restituzione in circostanze particolari.

Il nuovo sistema di pagamento in due fasi impone una gestione più oculata delle risorse disponibili. Ricevere solo il 70% dell’importo anticipato inizialmente può rappresentare una sfida per chi necessita di un capitale consistente per affrontare i costi iniziali di avviamento, come investimenti, materiali, o spese burocratiche.

Tuttavia, resta un sostegno fondamentale per favorire il passaggio dal lavoro dipendente a quello indipendente, soprattutto in un contesto economico dove le forme di occupazione tradizionali sono in trasformazione e cresce la necessità di flessibilità e innovazione imprenditoriale.

Parallelamente, per le aziende che assumono lavoratori percettori di NASpI, la legge prevede incentivi economici. In particolare, l’articolo 2, comma 10-bis della legge 92/2012 riconosce un’agevolazione pari al 20% dell’indennità NASpI residua per le assunzioni a tempo pieno e indeterminato, estesa anche alle cooperative e alle imprese di somministrazione.

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