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L’INPS ti “deve” quasi 1400 euro e non lo sai: i requisiti sono comunissimi

L'INPS ti "deve" quasi 1400 euro e non lo saiIn quali casi hai diritto a 1400 euro al mese - reteriservealpiledrensi.tn.it

In questi casi si ha diritto a ricevere quasi 1400 euro ogni mese dall’INPS, ma non tutti sono a conoscenza dell’importante beneficio.

Le politiche di welfare italiano continuano a concentrarsi sul sostegno alle persone più in difficoltà, soprattutto su quella fascia di popolazione che si trova a dover far fronte a particolare fragilità economica e sanitaria.

L’invecchiamento progressivo della popolazione e l’aumento dei costi di assistenza hanno portato lo Stato a implementare una serie di strumenti volti a garantire dignità e supporto concreto a queste persone in difficoltà grave.

Tra le priorità in agenda ci sono i sostegni per le persone anziane non autosufficienti, una categoria che necessita di cure e attenzioni continuative.

Il bonus più importante

Il bonus anziani, introdotto con il decreto legislativo 19/2024, è un sostegno economico per gli anziani over 80 che versano in gravissime condizioni di non autosufficienza. La misura può essere richiesta fino al 31 dicembre 2026 e si compone di due distinte voci, l’indennità di accompagnamento (pari a circa 542 euro mensili) e l’assegno di assistenza integrativo da 850 euro. Complessivamente quindi i beneficiari possono ricevere fino a 1392 euro al mese.

L'INPS ti "deve" quasi 1400 euro e non lo sai

I dettagli da conoscere – reteriservealpiledrensi.tn.it

L’accesso al beneficio è però subordinato a precisi requisiti. Innanzitutto occorre aver già compiuto 80 anni ed essere titolari dell’indennità di accompagnamento. Molto importante è poi il requisito economico. L’ISEE sociosanitario non deve superare i 6000 euro, una soglia che però si sta pensando di alzare nel corso dell’anno.

Il cuore della valutazione riguarda però il riconoscimento del bisogno assistenziale gravissimo, una condizione che non si ferma alla semplice invalidità al 100%. L’INPS utilizza un sistema a punteggio basato su un questionario standard che esamina le limitazioni nelle attività quotidiane e le funzioni cognitive. Per essere riconosciuti idonei occorre raggiungere almeno 8 punti.

La procedura e le cause di decadenza

La domanda deve essere presentata in forma telematica sul sito dell’INPS, e occorre presentare le proprie credenziali digitali. Bisogna poi predisporre l’ISEE sociosanitario aggiornato e i dati del soggetto che presta assistenza, oltre al verbale di invalidità.

L’Istituto procede quindi con le verifiche automatiche su età e ISEE e successivamente controlla il possesso del requisito assistenziale gravissimo.

Un aspetto cruciale riguarda l’obbligo di rendicontazione. Ogni tre mesi l’INPS verifica che gli 850 euro dell’assegno integrativo siano effettivamente destinati al pagamento di assistenti familiari regolarmente assunti o servizi di cura autorizzati. La mancata dimostrazione delle spese attraverso fatture o buste paga comporta la perdita del beneficio.

La prestazione viene sospesa se l’indennità di accompagnamento decade, se l’ISEE supera la soglia stabilita o in caso di ricovero permanente in strutture sanitarie a carico dello Stato. Anche un ricovero ospedaliero gratuito superiore ai 29 porta a una sospensione del beneficio.

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